Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane, bilancio del primo triennio

  • Pubblicato il: 16/03/2018 - 08:02
OPINIONI E CONVERSAZIONI

La Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) viene istituita con il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri n.171 del 29 agosto 2014 all’art.16 con l’intento di promuovere l’arte e l’architettura contemporanee in Italia e all’estero. Una novità assoluta per il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo che, completando l’assetto strutturale conseguente alla riforma, pone l’attenzione anche su quelle realtà urbane, le periferie, sviluppatesi in tempi più recenti dove spesso il confronto tra identità diverse dà luogo a creatività e innovazione e dove la cultura può innescare processi di rigenerazione urbana. Federica Galloni, Direttore Generale della DGAAP, ci racconta questi primi anni di attività.
 

Articolo a cura di: 
Francesca Sereno
Autore/i: 

IL TERZO SETTORE E LE POLITICHE: TRA TAVOLI E REALTÀ

  • Pubblicato il: 16/03/2018 - 08:02
OPINIONI E CONVERSAZIONI

L’intervento del professor Fabbrini sul Sole 24 Ore di qualche giorno fa ha contribuito a rilanciare un tema classico delle democrazie liberali ovvero il ruolo delle “organizzazioni sociali” come attori delle politiche. Nel caso dell’Italia contemporanea, e in piena campagna elettorale, non si tratta di una mera riproposizione perché l’“offerta” intermediata da partiti e coalizioni è ormai strutturalmente incapace di generare soluzioni condivise rispetto a sfide economiche e sociali di natura sistemica. Insomma: policy e politics sempre più distanti.

Articolo a cura di: 
Flaviano Zandonai su Gli Stati Generali del 28 febbraio 2018

Focus Aree Interne. Quattro anni di Strategia Nazionale Aree Interne

  • Pubblicato il: 16/03/2018 - 08:02
PAESAGGI

A quattro anni dal suo lancio ufficiale, La Strategia Nazionale Aree Interne ha finalmente assunto una sua solidità, contribuendo a diffondere una cultura dell'attenzione alle aree che finora sono state considerate marginali o residuali per il futuro del paese, tanto nelle strutture istituzionali quanto nell'opinione pubblica, e restituendo un pò di fiducia ai giovani che le abitano.  La legge di stabilità del 2018 ha previsto uno stanziamento che consentirà di estendere ad altre 700mila persone, distribuite in 24 aree interne del Paese, i benefici legati al percorso a oggi già intrapreso da 48 aree; in totale, a Strategia conclusa, saranno 72 le aree interne coinvolte, per 1.077 Comuni e 2.072.718 abitanti. Ma a fronte di questi risultati, quella di riportare al centro delle politiche pubbliche il tema delle aree interne rimane, per molti versi, una scommessa, e permangono difficoltà tanto interne, le gravi debolezze nella progettazione locale, che esterne, i ritardi e la scarsa attenzione” della politica e delle Amministrazioni pubbliche.  Ne parla Filippo Tantillo, ricercatore e coordinatore scientifico del team di supporto al CNAI.

Articolo a cura di: 
Filippo Tantillo
Autore/i: 

Focus Montagna. Sull’importanza dei progetti fisici di qualità nei percorsi rigenerativi delle Alpi contemporanee

  • Pubblicato il: 16/03/2018 - 08:01
PAESAGGI

Come far comprendere la rilevanza delle progettualità fisiche e territoriali nei processi di sviluppo locale della montagna? Come uscire dal paradigma della patrimonializzazione, superando la contrapposizione tra tradizione e modernità, e favorendo una nuova visione fondata sull’intreccio di storia e contemporaneità? Come incardinare il progetto fisico nelle traiettorie di riattivazione delle Alpi? La realtà montana italiana appare ben diversa da quanto sta avvenendo sulle Alpi svizzere e austriache. Eppure alcune esperienze recenti delineano una possibile specifica via per la montagna italiana

Articolo a cura di: 
Antonio De Rossi
Autore/i: 

Tutto quello che c’è da sapere sulla conoscenza

  • Pubblicato il: 16/03/2018 - 08:01
STUDI E RICERCHE

L’Istat ha pubblicato a febbraio il primo Rapporto sulla conoscenza, curato da Andrea de Panizza e Giovanni A. Barbieri. Il Rapporto considera i modi e i processi con cui la conoscenza si crea, si trasmette e si utilizza nell’economia e nella società, attraverso una selezione delle dimensioni rilevanti. Prende in considerazione anche i fenomeni emergenti, trattati con indicatori e fonti nuove, gli strumenti che favoriscono lo sviluppo della conoscenza e le domande alle quali le politiche devono dare risposta. Il Rapporto è pensato per una pluralità di sequenze di lettura: i 38 quadri tematici che lo compongono possono essere letti indipendentemente l'uno dall'altro. Il lettore è libero di adottare il percorso proposto o di seguirne altri: per esempio l’istruzione, l’apprendimento e le competenze; l’attività creativa, culturale e intellettuale; la conoscenza nel sistema economico; le tecnologie dell’informazione.

Articolo a cura di: 
Annalisa Cicerchia

Le nuove sfide della filantropia istituzionale

  • Pubblicato il: 16/03/2018 - 08:01
STUDI E RICERCHE

Pubblicati a un mese di distanza l'uno dall'altro, il report The Global Landscape of Philanthropy di WINGS (Worldwide Initiatives for Grantmaker Support) e le Ariadne Forecast 2018 per le organizzazioni filantropiche impegnate nel cambiamento sociale e nei diritti umani offrono un puntuale approfondimento sulle tendenze presenti e future del settore filantropico. Il 2018 è visto come un anno in cui la comunità filantropica internazionale mostrerà una maggiore apertura verso nuove idee e nuove pratiche e in cui sarà più attenta alla ricerca di soluzioni innovative per affrontare le sfide imposte dai cambiamenti climatici, dal crescere delle disuguaglianze, dai fenomeni migratori, dalla diffusione dei nazionalismi e dalla riduzione dello spazio d'azione per la società civile. Si prevede, quindi, che nell'anno in corso le organizzazioni filantropiche saranno più propense alla creazione di partnership innovative, allo sviluppo di approcci creativi e al sostegno di nuovi tipi di attori capaci di stimolare il cambiamento sociale, come coloro che operano nei campi dell'arte e della cultura.
 

Articolo a cura di: 
Vittoria Azzarita

"Safeguarding Cultural Heritage from Natural and Man-Made Disasters". Il Patrimonio culturale europeo si salva così

  • Pubblicato il: 16/03/2018 - 08:01
STUDI E RICERCHE

Presentato il 5-6 marzo, a Bruxelles, al Forum Europeo della Protezione Civile, lo studio commissionato all'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del CNR dal Direttorato-Generale per Educazione, Giovinezza, Sport e Cultura. “Nelle singole differenze, determinate da peculiarità geografiche e da situazioni politiche, é chiaro ormai che servono strategie comuni contro i disastri che interessano il patrimonio culturale. Ci vogliono degli strumenti generali ma non generalizzati per la gestione del rischio per il patrimonio culturale”. Partendo dall’analisi delle criticità lo studio indica raccomandazioni generali e specifiche per rispondere alle catastrofi.

Articolo a cura di: 
Manlio Lilli
Autore/i: 

Mercato dell’arte: crescono gli investimenti di passione

  • Pubblicato il: 16/03/2018 - 08:01
STUDI E RICERCHE

Dopo due anni di incertezza e declino, il mercato dell’arte ha cambiato direzione nel 2017 registrando una crescita delle vendite sia all’asta che tramite intermediari, oltre che alle fiere e online.

Articolo a cura di: 
Alessia Zorloni
Autore/i: 

Dal CIPE risorse per nuove politiche di sviluppo a base culturale

  • Pubblicato il: 16/03/2018 - 08:01
NORMA(T)TIVA

Il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica ha approvato, con assegnazione di risorse a valere sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione FSC 2014-2020, l’Addendum al Piano Operativo Cultura e Turismo, per un valore complessivo di 740 milioni di euro. Accanto ad una serie di interventi puntuali di restauro monumentale e rigenerazione urbana, per la prima volta vengono introdotte misure di sistema finalizzate ad innalzare la qualità progettuale dei territori con riferimento alla gestione.

Articolo a cura di: 
Claudio Bocci, Direttore di Federculture – Consigliere Delegato Comitato Ravello Lab-Colloqui Internazionali
Autore/i: 

Bandi ORA e Open. Compagnia di San Paolo si fa in quattro per promuovere innovazione culturale

  • Pubblicato il: 16/03/2018 - 08:01
FONDAZIONI D'ORIGINE BANCARIA

A poche settimane dalla presentazione del piano annuale, Compagnia di San Paolo lancia i nuovi bandi per intercettare eccellenze attive nel panorama della produzione contemporanea e della partecipazione culturale nei territori di Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta. L’Area Innovazione Culturale coordinerà la selezione e l’accompagnamento dei soggetti vincitori, lanciando una nuova sfida alle progettualità capaci di mostrare un approccio inedito nei campi della produzione culturale innovativa – da una parte – e dell’audience engagement and cultural inclusion – dall’altra. La grande novità consiste nello sdoppiamento di entrambi i bandi che, da questa annualità, andranno a supportare e valorizzare organizzazioni artistiche non-profit (ORA), proposte individuali di creativi under 30 (ORA), comunità di pratiche (Open Lab) e reti di operatori (Open Community). Le risorse a disposizione superano il milione di euro per quanto riguarda il bando ORA, mentre 650.000 euro sono allocati sulla doppia progettualità del Open 2018. Scadenze differenti per bandi diversi: le candidature per Open Lab scadranno il 30 aprile, mentre quelle per Ora X hanno la data dell’otto maggio. Più lunga il termine per gli altri due bandi con Open Community che riceverà proposte sino al 31 maggio, mentre ORA sino al 18 luglio. Ne abbiamo parlato con Matteo Bagnasco, responsabile dell’Area Innovazione Culturale, focalizzando la conversazione su esigenze, obiettivi e dotazioni dei bandi.

Articolo a cura di: 
Giangavino Pazzola

Conflitto e patrimonio tra antico e contemporaneo

  • Pubblicato il: 16/03/2018 - 08:01
MUSEO QUO VADIS?

Dalla collaborazione tra  i Musei Reali, il Museo Egizio-Fondazione Antichità Egizie, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e il Centro Scavi dell’Università degli Studi di Torino (CRAST) nasce un progetto espositivo “Anche le statue muoiono”  che invita alla riflessione sull’importanza del patrimonio culturale, creando un filo capace di unire tre prestigiose sedi espositive (Museo Egizio, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Musei Reali) e i reperti del passato con opere contemporanee. Un tema che sarà esplorato ulteriormente, a maggio, con un convegno internazionale. Un percorso accompagnato da Intesa Sanpaolo e dalla  Consulta Torino, l’associazione delle imprese del territorio a favore dei beni culturali.
Rubrica di ricerca in collaborazione con il Museo Marino Marini
 

Articolo a cura di: 
Cristina Casoli
Autore/i: 

L’ “eclettica vertigine” dell’arte: la Collezione Cerruti e il Castello di Rivoli

  • Pubblicato il: 16/03/2018 - 08:01
MUSEO QUO VADIS?

Si concretizza la collaborazione tra il Castello di Rivoli e la straordinaria  collezione della Fondazione Francesco Federico Cerruti, in un fruttuoso il dialogo fra l’arte contemporanea e il suo passato, tra pubblico e privato. Presentati otto capolavori Di Giorgio De Chirico, in una anticipazione dell’apertura della casa museo nel 2019,  in un inedito dialogo con le opere del museo di arte contemporanea, generando inediti corto-circuiti. In attesa dello “spazio straordinario, aperto al pubblico, in cui artisti, scrittori, filosofi, storici dell’arte, saranno impegnati ad accogliere l’eredità del passato  e collocarla nel cuore pulsante del tempo presente”. Una svolta per il museo, che lo rende un unicum. E guarda a nuovi pubblici.
Rubrica di ricerca in collaborazione con il Museo Marino Marini

Articolo a cura di: 
Elena Inchingolo
Autore/i: 

MORGANTINA, LA DEA E LA SUA COMUNITÀ (DI EREDITÀ)

  • Pubblicato il: 16/03/2018 - 08:01
MUSEO QUO VADIS?

La recente proposta di Vittorio Sgarbi, ex Assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana, di trasferire la statua chiamata la Dea di Morgantina dal Museo Archeologico Regionale di Aidone verso il Museo Salinas di Palermo e il Quirinale per esposizioni temporanee ha provocato diverse reazioni e contrasti, tra entusiasti sostenitori e oppositori accaniti, tra "amovibili" e "inamovibili", e in parte tra aidonesi e resto del mondo. Ci siamo chiesti cosa significhi davvero quella statua per la comunità di Aidone e dintorni: lontani dal dibattito tecnico sulla amovibilità-inamovibilità del reperto, e sulla opportunità o meno di farla viaggiare, abbiamo cercato di capire se nella vicenda si possa ravvedere quella attribuzione di “valore ad aspetti specifici dell’eredità culturale" da parte di una comunità di eredità”, come indica espressamente la Convenzione di Faro. Ne parliamo con Serena Raffiotta, archeologa, studiosa di Morgantina e guida turistica, nonché tra i sostenitori più attivi della necessità di lasciare la Dea lì dove si trova.
Rubrica di ricerca in collaborazione con il Museo Marino Marini
 

Articolo a cura di: 
Francesco Mannino

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