Fondazione Sardi Arte

DALLA CSR ALLA CCR: CORPORATE CULTURAL RESPONSIBILITY

  • Pubblicato il: 15/10/2017 - 20:01
FONDAZIONI D'IMPRESA

Gli investimenti delle imprese in Cultura possono essere declinati e valorizzati anche in chiave di CSR: un argomento attuale e strategico per la Comunicazione d’Impresa. Un nuovo acronimo proposto dall’Associazione Civita ben sintetizza il concetto: nasce la CCR – Corporate Culture Responsibility. Obiettivo: misurare l’efficacia degli investimenti in Arti e Cultura
L’osservazione delle dinamiche degli investimenti in sponsorizzazioni culturali condotta da oltre un decennio da The Round Table e Astarea  ha trovato la prima evidenza della relazione tra Cultura e CSR - Corporate Social Responsibility nella Ricerca ‘Il  Valore della Cultura’, realizzata nel 2010 insieme all’Associazione Civita e a UNICAB. Nel Rapporto Federculture del 2012 - Cultura e Comunicazione d’Impresa in tempo di crisi – il tema viene approfondito: ‘ La Cultura diventa una componente cruciale del benessere individuale, fattore integrante della qualità della vita, e volano importante di sviluppo anche economico della comunità: in quanto tale, quindi, è un bene sociale da tutelare e incrementare. Allo stesso tempo cresce l’interesse nei confronti delle attività e degli eventi culturali da parte di fasce sempre più ampie e numerose di popolazione. Ma nell’attuale contesto economico ed istituzionale, la Cultura può essere definita un bene sociale ‘povero’, e destinato ad impoverirsi sempre di più soprattutto considerando i recenti e continui tagli delle erogazioni pubbliche. Le Imprese possono in questo assumere un ruolo vicariale, attraverso investimenti che a questo punto vengono concepiti a tutti gli effetti in un quadro di CSR. La maggior parte delle Imprese che abbiamo intervistato conviene con questa affermazione: attraverso il loro intervento vengono restituiti o forniti alla Comunità beni considerati rilevanti, altrimenti non disponibili. Questa è per il ‘Sistema Cultura’ una opportunità rilevante, se ben gestita, anche perché la CSR ha spesso budget diversi e indipendenti da quelli di Comunicazione’.

Articolo a cura di: 
Francesco Moneta e Virginia Piazza

La svolta di Modena parte dall’integrazione delle Istituzioni culturali

  • Pubblicato il: 15/10/2017 - 20:01
FONDAZIONI PER LA CULTURA

Nasce la Fondazione Modena Arti Vive, con la messa in campo da una partnership pubblico-privato, il Comune e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Un processo di fusione, semplificazione e razionalizzazione tra istituzioni culturali volta a rafforzarne capacità e potenzialità di offerta. E’ questa l’operazione che Modena ha realizzato e presentato nei giorni scorsi (questo Giornale ne ha già dato notizia) messa in campo dal Comune e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.  Matrimonio dei musei pubblici -Galleria Civica e Museo della Figurina-, con Fondazione Fotografia emanazione della Fondazione bancaria modenese.

Articolo a cura di: 
Roberta Bolelli
Autore/i: 

Dal Centro Botín al Yayoi Kusama Museum: le grandi aperture del 2017

  • Pubblicato il: 15/10/2017 - 20:01
FONDAZIONI E ARTE CONTEMPORANEA

Il 2017 è stato caratterizzato dal completamento di importanti progetti in giro per il mondo e dall’apertura di spazi museali privati in grado di influenzare e migliorare le città che li ospitano.
Spagna, Giappone, Stati Uniti, Sud Africa, Emirati Arabi: ecco i Paesi dove fare tappa per visitare i progetti più interessanti inaugurati nel 2017.

Articolo a cura di: 
Alessia Zorloni
Autore/i: 

Nasce Nesta Italia

  • Pubblicato il: 15/10/2017 - 20:01
FONDAZIONI D'ORIGINE BANCARIA

Dalla principale fondazione per l’innovazione UK, nasce Nesta Italia, per operare in campo sociale. Esigenza di nuovi contesti poste Brexit o dell’interesse diffuso verso la costruzione di un modello mediterreano ai grandi challenge, Nesta Italia, è  nasce come fondazione privata creata grazie alla collaborazione tra Nesta, fondazione filantropica di portata globale con sede a Londra, e la Compagnia di San Paolo. Educazione, Salute, Arte e Patrimonio Culturale saranno gli assi d’intervento. Marco Zappalorto, Direttore di Nesta Italia afferma che “abbiamo scelto l’Italia consapevoli dell’esistenza di un ecosistema molto attivo nel terzo settore (…). L’esperienza pluridecennale delle cooperative, la vitalità del non-profit rappresentano e  questo è ancora più vero nel caso di Torino”. Nel board il prof. Mario Calderini, tra i principali esperti internazionali di finanza d’impatto. “Sviluppo di competenze più creative connesse al digitale, salute e invecchiamento della popolazione, immigrazioni,  trasformazioni socio-demografiche, nuovi modelli imprenditorialità e  modalità innovative  nel coinvolgimento dei pubblici per la cultura.” Il comitato scientifico verrà reso noto a breve. Prossimo appuntamento il 14 dicembre per l’annuncio di un progetto di 5 milioni di euro.

Articolo a cura di: 
Cristina Casoli
Autore/i: 

La ricetta della nuova filantropia made in Italy: passione, ricerca e metodo

  • Pubblicato il: 15/10/2017 - 20:01
CONSIGLI DI LETTURA

Il libro “Filantropie. Sfide e visioni delle famiglie imprenditoriali italiane” si propone di favorire un dibattito sulle caratteristiche e le prospettive della filantropia privata in Italia raccogliendo alcune storie di grandi famiglie imprenditoriali (Beretta, Bracco, Catella, Agnelli, Illy, Moratti, Sandretto Re Rebaudengo, Rovati, Zegna). Ne abbiamo parlato con il curatore Lorenzo Piovanello, fino allo scorso settembre UBS Director of Philanthropy Advisory & Sustainable Investing e oggi (grazie anche al libro) UBS Wealth Management Europe SE

Articolo a cura di: 
Francesca Panzarin

Un patrimonio di storie. La narrazione nei musei per la cittadinanza culturale

  • Pubblicato il: 15/10/2017 - 20:01
CONSIGLI DI LETTURA

Curato da Simona Bodo, Silvia Mascheroni e Maria Grazia Panigada, “Un Patrimonio di storie. La narrazione nei musei per la cittadinanza culturale” è una raccolta di percorsi scientifici e professionali che racconta, con passione, storie di musei, mediazione e storytelling. Un viaggio alla scoperta di strumenti e strategie che mettono al centro la consapevolezza della preziosa funzione narrativa all’interno dei sistemi museali presenti e futuri, intesi come luoghi complici di senso e laboratori di vita condivisa.
«L’amore è un grande mediatore»

Articolo a cura di: 
Elena Lombardo
Autore/i: 

L’economia arancione. Storie e politiche della creatività

  • Pubblicato il: 15/10/2017 - 20:01
CONSIGLI DI LETTURA

Il valore della creatività nella sfida di strategie e politiche capaci di ridisegnare il sistema culturale e le regole che ne stimolano la crescita. Superare la retorica e sostenere la fertilità creativa nel sistema culturale, nel comparto produttivo, nelle dinamiche sociali.

Articolo a cura di: 
Michele Trimarchi

Memory Of The World UNESCO: il patrimonio documentario come fonte di conoscenza

  • Pubblicato il: 15/10/2017 - 20:01
DOVE OSA L'INNOVAZIONE

Proseguiamo il percorso di ascolto dei principali relatori in programma a LuBeC 2017 | Cultura 4.0, manifestazione promossa dalla Fondazione Promo PA, che si svolgerà il 12 e il 13 ottobre presso il  Real Collegio di Lucca. Tra i numerosi temi che saranno affrontati nel corso dell'iniziativa, la tutela e la valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale dell'UNESCO occupano una posizione centrale. Con l'obiettivo di conoscere meglio il programma Memory of the World dell'UNESCO abbiamo posto alcune domande a Enrico Vicenti, Segretario Generale della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, che interverrà a LuBeC 2017 giovedì 12 ottobre nel corso dell'incontro Memory Of The World” UNESCO: opportunità per la valorizzazione in rete. Il confronto sarà un’occasione per individuare strumenti ed opportunità finalizzati a una strategia di promozione condivisa tra le varie realtà italiane che hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento.

Articolo a cura di: 
Vittoria Azzarita

Per un nuovo cinema d’impatto

  • Pubblicato il: 15/10/2017 - 20:01
DOVE OSA L'INNOVAZIONE

Sperimentare una via allo sviluppo e alla produzione cinematografica attraverso l’opera prima di un regista emergente, che apre connessioni inedite tra settima arte e la realtà che la circonda. Una possibile “modellizzazione di un approccio produttivo piuttosto inedito nella cinematografia italiana contemporanea (…) per il processo culturale e produttivo che l’ha accompagnato fin dalla sua gestazione.”. Impact producing, nel cinema di finzione, significa prendere atto che la maggior parte, se non la totalità delle storie, hanno riferimenti al reale (…) presente negli oggetti e nelle persone (…) Il film diventa progetto culturale a tutto tondo, che non si risolve più, soltanto, nel prodotto finale, ma consiste anche dei processi di realizzazione dello stesso, dove tutte le parti sono coinvolte”. 

Articolo a cura di: 
Chiara Galloni, Ivan Olgiati

Visto due volte e PARI. Quando ricerca artistica e progettualità strategica trovano una radice comune nell’Arte Irregolare

  • Pubblicato il: 15/10/2017 - 20:00
CULTURA E WELFARE

Il rito del varo della programmazione autunnale di P.A.R.I. – Polo delle Arti relazionali e irregolari, si è consumato il 6 ottobre scorso, con l’inaugurazione a Palazzo Barolo della rassegna Singolare e Plurale, frutto del proficuo connubio tra Città di Torino e l’Opera Barolo. Da due anni, infatti, la Fondazione accoglie progettualità che intersecano la produzione culturale fuori dal sistema dell’arte, il benessere psico-fisico dei singolo, il welfare sociale e la salute pubblica. A precedere questa iniziativa, a fine settembre nello spazio Barriera, è stata inaugurata la mostra di Giulio Squillacciotti, Visto due volte, a cura di Arteco (Annalisa Pellino e Beatrice Zanelli). Sebbene i progetti abbiano una natura propria e una formalizzazione autonoma, vivono di una radice comune. La mostra di Squillacciotti, infatti, è esito di un programma di residenza inserito nel lavoro di studio e ricerca condotto negli archivi di arte irregolare del progetto Mai Visti. Mai Visti e Altre Storie, nato nel 2015 con l’obiettivo di catalogare e far conoscere il grande patrimonio di arte outsider presenti nelle collezioni piemontesi.
Rubrica di ricerca in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.

Articolo a cura di: 
Giangavino Pazzola

CON IL SUD – R!generazione Non Profit

  • Pubblicato il: 15/10/2017 - 20:00
CULTURA E WELFARE

A Bologna si celebra l’11° compleanno della Fondazione con il Sud con i giovani protagonisti del Terzo Settore per delineare, attraverso la partecipazione, strategie e politiche più favorevoli alle nuove generazioni, sui versanti del lavoro e del reddito del futuro. Coinvolgendo i temi centrali in questa prospettiva: tecnologie, modelli di lavoro, produzione e distribuzione del valore aggiunto, ambiente, equità sociale, cambiamento delle competenze e degli stili di vita, creatività. Un cambiamento culturale.
Rubrica di ricerca in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.

Articolo a cura di: 
Roberta Bolelli
Autore/i: 

Alla Valletta, Cultura e Salute in allenza per il DEEP SHELTER PROJECT  

  • Pubblicato il: 15/10/2017 - 20:00
CULTURA E WELFARE

In occasione di Valletta 2018 Capitale Europea della Cultura, la Fondazione Valletta lancia una open call - AiR agli artisti per una residenza nel Sir Anthony Mamo Oncology Centre (SAMOC) all’interno del Deep Shelter Project in corso all’ospedale.  Ne abbiamo parlato con l’artista  Pamela Baldacchino che cura il progetto.
Rubrica di ricerca in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.
 

Articolo a cura di: 
Sendy Ghirardi
Autore/i: 

Berlin Mondiale

  • Pubblicato il: 15/10/2017 - 20:00
CULTURA E WELFARE

In una Europa divisa e sempre più xenofoba, un network berlinese di istituzioni culturali e centri di accoglienza  favorisce una cittadinanza attiva e inclusiva dei rifugiati e richiedenti asilo. Conversazione con la project manager Sabine Kroner.
Rubrica di ricerca in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.

Articolo a cura di: 
Ivana Bosso
Autore/i: 

La Cultura batte il tempo

  • Pubblicato il: 15/10/2017 - 20:00
PAESAGGI

Parma ci riprova. Si candida a Capitale italiana della Cultura 2020 (con altre 30 città). Il 26 ottobre il dossier verrà presentato ufficialmente. Parole d’ordine “La cultura batte il tempo”, un progetto culturale, la cui infrastruttura è un vasto progetto di rigenerazione urbana, con politiche integrate per la qualità della vita delle persone realizzate in Distretti socio-culturali. Se ne parlerà a LuBeC 2017 che avrà una grande attenzione ai modelli urbani di sviluppo ai quali dedica tavoli di lavoro e un mini master per innovatori pubblici, organizzato da Promo PA Fondazione con BASE e Avanzi.
 

Articolo a cura di: 
Cristina Casoli
Autore/i: 

Cultura e montagna da una nuova prospettiva: Cuneo si candida a Capitale Italiana della Cultura 2020

  • Pubblicato il: 15/10/2017 - 20:00
PAESAGGI

Il capoluogo piemontese è tra le 31 candidate a Capitale della Cultura 2020. Si presenta con una programmazione di area vasta,  con l’obiettivo di promuovere una identità collettiva intorno al vivere la montagna e i suoi territori proiettandola nella cultura del nuovo millennio. E lo fa  attraverso un processo partecipato.“Con questo percorso – afferma l’Assessore alla Cultura Cristina Clerico – intendiamo promuovere un laboratorio per una riflessione collettiva volta a preservare la qualità della vita e il benessere dell’essere umano (…)  creando  consapevolezza sul (…) nostro modello di sviluppo, in rispettoso dialogo con l’ambiente naturale”.

Articolo a cura di: 
Cristina Casoli
Autore/i: 

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