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Symbola

I modi della creatività per l’innovazione e la competitività

  • Pubblicato il: 06/08/2018 - 11:07
DOVE OSA L'INNOVAZIONE
“La culturalizzazione dell’economia richiede una maggiore capacità creativa alle imprese per competere e avere successo nei mercati locali e internazionali, a diversi livelli: sia nei processi finalizzati a realizzare soluzioni di prodotto-servizio innovative, sia nel potenziamento del quoziente creativo dell’organizzazione in sé per attivare e rendere confidente, sul tema creatività, ogni membro dell’organizzazione. Le imprese che competono, specialmente nei settori che hanno un alto investimento simbolico da parte del pubblico, devono trasformarsi in imprese creative-driven e imparare a nutrirsi delle diverse forme in cui si esprime la creatività. La scelta della specie di creatività più efficace è funzionale agli obiettivi che si vogliono raggiungere: dipende dal settore, dal tempo disponibile, dall’obiettivo di innovazione, dallo stile di leadership, dalla recettività dell’organizzazione e, non da ultimo, dalla dimensione culturale che si vuole amplificare, enfatizzare, promuovere”.  Ne scrive Francesco Zurlo – Preside vicario Scuola del Design del Politecnico di Milano.
Un Estratto dal prezioso Rapporto “Io sono Cultura 2018” di Fondazione Symbola con Unioncamere.
Articolo a cura di: 
Francesco Zurlo, Preside vicario Scuola del Design del Politecnico di Milano
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Quando la partecipazione crea comunità

  • Pubblicato il: 15/07/2018 - 00:02
DOVE OSA L'INNOVAZIONE

Stimolare il desiderio di partecipazione e far diventare la partecipazione culturale una pratica ordinaria, dettata dal più profondo bisogno. È questa la grande sfida per le industrie culturali e creative che operano secondo le logiche della responsabilità sociale della cultura, orientate dalla consapevolezza che non sono i pubblici a dover cambiare ma che è il sistema a dover adottare nuovi paradigmi. Una riflessione di Maura Romano per il Rapporto Symbola-Unioncamere  “Io Sono Cultura 2018”, che mette sotto la lente l’operato di imprese culturali e creative che adottano il presupposto della rilevanza sociale delle azioni che promuovono e che non prescindono dall’analisi sul ruolo complesso e multifocale che cultura e creatività sono chiamate a rivestire nella società contemporanea.  Dall’Ars Electronica Festival di Linz, città che ha fatto di un complesso e solido sistema integrato di attività culturali e creative,  il perno del suo sviluppo economico, al lavoro del Comune di Varsavia, a S. João da Madeira che punta a diventare città creativa, trasformando  un’ex fabbrica storica di olive, passando dall’Old Biscuit Mill di Cape Town, per tuffarsi a Napoli e a Tor Pignattara,  Romano, stimola il ragionamento sui diversi livelli di produzione del valore perché  “Si tende a cadere nella trappola della semplificazione e porre più semplicemente lo sguardo sul cosa si produce e meno sul perché.” Ingredienti fondamentale la produzione di contenuti culturali in ottica di engagement ma anche nell’empowerment dei pubblici. Estratto dal rapporto Io sono Cultura 2018, realizzato in collaborazione con Fondazione Symbola e Unioncamere”

Articolo a cura di: 
Maura Romano – Socia fondatrice di Melting Pro
Autore/i: 

Focus Montagna XXI secolo. Appennino e patrimonio culturale

  • Pubblicato il: 15/07/2018 - 00:02
PAESAGGI
Riprendiamo il contributo di Luca Dal Pozzolo, responsabile ricerca Fondazione Fitzcarraldo, al Rapporto 2018 "Io sono Cultura" di Fondazione Symbola, sull’opportunità che si apre per lo sviluppo delle aree montane, confinate da “spopolamento, l’inacessibilità, l’esclusione dalle opportunità urbane e da una socialità ricca e dinamica, l’enclave al di fuori di logiche consumistiche (..) in una dimensione esistenzialmente minoritaria e residuale”. Oggi la prospettiva pare ribaltarsi. Dal Pozzolo evidenzia la trappola “ della sopravvalutazione salvifica della bellezza capace di trainare qualsiasi dinamica di sviluppo” e presenta nuove chiavi di lettura del “patrimonio culturale materiale e immateriale  che può diventare asset cruciale per l’occupazione a partire da una riflessione su come innestare il futuro digitale nella memoria dei luoghi, come declinare al futuro una capacità di vivere in accordo con il genius loci in territori a bassa densità, ma condividendo infrastrutture di connessione - anche digitali – e capacità d’impresa (Estratto dal rapporto Io sono Cultura 2018, realizzato in collaborazione con Fondazione Symbola e Unioncamere)
Articolo a cura di: 
Luca Dal Pozzolo
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Design economy: il primato del sistema del design italiano tra specializzazione, creatività e formazione

  • Pubblicato il: 15/04/2018 - 09:05
STUDI E RICERCHE

Il recente rapporto Symbola “Design economy” sottolinea ancora una volta come il design, inteso come “cultura del progetto” sia uno dei migliori biglietti da visita che il nostro Paese può mostrare al mondo grazie all’equilibrio tra tradizione artigianale e l’innovazione, dimensione locale e respiro internazionale. Lo stretto legame con le esigenze produttive del territorio rende Milano e Fermo leader indiscusse dell’economia rispettivamente metropolitana e provinciale. Il design si configura come un settore sempre più strategico anche per il legame con la green economy e l’economia circolare.

Articolo a cura di: 
Francesca Panzarin

BES 2017, ECCO LA SALUTE DEL SETTORE CULTURALE

  • Pubblicato il: 15/01/2018 - 00:01
STUDI E RICERCHE

Il BES, Rapporto ISTAT sul Benessere Equo e Sostenibile in Italia, raggiunge la quinta edizione, e dimostra la sua natura dinamica nella analisi dello stato di salute degli italiani. In più parti i suoi indicatori e i suoi domini disegnano un quadro aggiornato dei beni e delle attività culturali, della partecipazione dei cittadini e delle imprese culturali e creative, elementi determinanti per la qualità della vita di un Paese. Vediamo come.

Articolo a cura di: 
Francesco Mannino

Giro di boa per Europa Creativa

  • Pubblicato il: 10/08/2017 - 11:21
DOVE OSA L'INNOVAZIONE

Europa Creativa  è un programma necessario per raggiungere gli obiettivi della circolazione degli artisti, creativi ed opere, della valorizzazione e implementazione delle imprese culturali e creative, della internazionalizzazione delle carriere e dei partenariati, della competitività e della promozione della diversità culturale e del cultural heritage materiale e immateriale. Il programma però deve superare problematiche che rendono l'accesso, specie per le piccole realtà, difficile e frustrante. Le questioni amministrative, la burocrazia gestionale, l’insufficiente trasparenza, chiedono una revisione di criteri valutativi e di riorientare il Programma alla qualità delle proposte culturali, sostenendo l'integrazione con altri programmi
 

Articolo a cura di: 
Io sono Cultura 2017

Design: la piccola rivoluzione

  • Pubblicato il: 10/08/2017 - 11:00
SAPER FARE, SAPER ESSERE

L’Italia conferma la sua vocazione a laboratorio permanente del progetto. 100 e più anni fa, con La Rinascente, nasceva il primo workshop della creatività italiana. Globale, inclusivo, radicato nel territorio e aperto alle contaminazioni. Coraggioso, come il primo Italian Design Day nel mondo. Incontri al buio, materiali sostenibili e industrie non tradizioniali sono le nuove sfide dei progettisti, spesso in coppia
 

Articolo a cura di: 
Io sono Cultura 2017

Come saranno i musei del futuro?

  • Pubblicato il: 15/05/2017 - 16:00
STUDI E RICERCHE

Un report, «Museo del futuro», realizzata da Symbola Fondazione per le qualità italiane e MeltingPro all'interno del progetto europeo Mu.SA - Museum Sector Alliance, con l'obiettivo di ridurre la distanza crescente tra formazione e mondo del lavoro, in seguito alla rapida diffusione delle nuove tecnologie nel settore museale e all’emergere di nuovi profili professionali. Ne parliamo con Domenico Sturabotti, Direttore della Fondazione Symbola. In un contesto in continua evoluzione, «i musei non possono continuare ad essere isole, ma devono diventare nodi di un sistema di relazioni». In quest'ottica, «le tecnologie digitali non sono un obiettivo, ma uno strumento per operare questa trasformazione, per accompagnare i musei a diventare rilevanti per la società, a divenire luoghi da frequentare fin da piccoli, nella vita di tutti i giorni»
 

Articolo a cura di: 
Vittoria Azzarita

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