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Paolo Castelnovi

Le 4 C della cultura che ci serve: critica, cooperazione, conservazione, cucina  

  • Pubblicato il: 12/03/2018 - 17:53
OPINIONI E CONVERSAZIONI

Nella cultura personale la sequenza di critica, cooperazione, conservazione è naturale. Per cogliere un frutto sinergico di queste fasi della cultura occorre lavorare insieme, come in una cucina

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Paolo Castelnovi
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Centri? Storici?

  • Pubblicato il: 15/06/2017 - 18:02
PAESAGGI

Dopo 30 anni dietro le quinte il tema dei centri storici ritorna in primo piano, perché sul territorio nessuna battaglia è vinta per sempre e di nuovo minacce di cambiamento violento incombono sul cuore delle città italiane. Perché come sempre mancano gli equilibri: il troppo e il troppo poco devastano. Questa volta il killer è il turismo, ma lo sceriffo bisogna cercarlo nei nuovi abitanti e nei nuovi city user
 

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Paolo Castelnovi
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Pescatori cercasi per reti inutilizzate

  • Pubblicato il: 15/05/2017 - 12:35
PAESAGGI

Ormai non c’è convegno che non inneggi alle sinergie, alle intese tra soggetti, ma stentano ad affermarsi esperienze in cui davvero si attivino connessioni stabili, tra operatori complementari diffusi sul territorio, reti di pescatori che valorizzino le ostriche e non solo le perle
 

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Paolo Castelnovi
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Ogni giorno è la Giornata del Paesaggio

  • Pubblicato il: 20/03/2017 - 09:49
PAESAGGI

Il 14 marzo è stato festeggiato il Paesaggio, con tante iniziative, ma in particolare premiando a Roma chi ha progettato e chi ha gestito le iniziative più interessanti degli ultimi anni, quasi sempre a basso costo e alta partecipazione. Gente che costituisce una risorsa straordinaria, diffusa e inaspettata, che si dovrebbe evitare di disperdere
 

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Paolo Castelnovi
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Lo Stato delle (infra)strutture. Partendo da Genova

  • Pubblicato il: 15/09/2018 - 08:02
PAESAGGI

La cause del disastro di Genova sono molto profonde e segnalano crepe devastanti nel ruolo dello Stato come imprenditore strategico, un ruolo a cui siamo abituati dall’Unità d’Italia ma che ormai ha perso vela e timone. I cambiamenti necessari per risanare la gestione delle infrastrutture penetreranno nel cuore della struttura dello Stato. Una riflessione del Prof. Paolo Castelnovi, architetto, genovese.

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Paolo Castelnovi, architetto paesaggista
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Cultura: chiuso per inventario

  • Pubblicato il: 15/07/2018 - 00:03
OPINIONI E CONVERSAZIONI
Questi mesi di vacanza, nel senso più largo del termine, sono l’occasione per ragionare di Cultura nel complesso, per fare il punto un po’ in profondità, come i bravi allenatori che, dopo un disastro agonistico, riprendono l’intera impostazione di gioco a partire dai fondamentali. “Quelli che emergono oggi, anche se sono antistorici, sono riferimenti valoriali che dureranno a lungo, che resisteranno a prove contrarie sino alla catastrofe, che genereranno crisi isteriche difficili da curare, come per ogni malattia mentale o ideologica”. Paolo Castelnovi invita a fare un inventario delle pratiche culturali e degli operatori. Esperimenti e attività reali per reagire alla pseudocultura degli slogan e dei fantasmi non verificabili. “propongo a ciascuno di quelli che si apprestano ad andare controvento, di fare un elenco, una mappa, un layout di chi conosce seriamente impegnato a FARE cultura. Non di chi ne parla, di chi coordina, di chi gestisce  (…) delle pratiche culturali indenni dalla corruzione delle parole d’ordine populiste, inconfrontabili con l’ottusità degli slogan di massa perché verificano ogni giorno e in ogni luogo la realtà delle situazioni, mobilitano davvero le persone e ottengono risultati effettivi, anche se spesso ridotti nelle dimensioni e nel tempo.
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Paolo Castelnovi, architetto paesaggista
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Per un nuovo racconto del paesaggio, decolla APPA – L’Atlante del Patrimonio e del Paesaggio Attivo

  • Pubblicato il: 18/05/2018 - 08:05
PAESAGGI

Il 25 maggio alle 16 al Base di Milano, nel quadro di ART LAB, l’Associazione Landscapefor presenta APPA, una iniziativa indipendente per offrire una vetrina sistematica al “Paesaggio attivo”, il fitto telaio di soggetti locali che studiano, curano, promuovono i beni culturali e le risorse del territorio del nostro Paese.  Per far conoscere questa opportunità ai 5000 selezionati del Paesaggio attivo nazionale sono stati invitati 100 stakeholder nel settore che possano fare da antenna di diffusione, tra questi anche la nostra testata. Riceviamo e diffondiamo la lettera di Paolo Castelnovi,  nota firma di questa testata, anima di Landscapefor.
 

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Paolo Castelnovi
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Verso l’anno europeo del Patrimonio Culturale. Prima rigeneriamo la nostra creatività, poi il resto

  • Pubblicato il: 15/10/2017 - 11:02
PAESAGGI

Un pensiero radicale sugli strumenti culturali di cui disponiamo per orientare il futuro delle nostre città. Un contributo per la prossima tappa di ArtLab17 realizzata da Fondazione Fitzcarraldo a Mantova dal  28/29 settembre, focalizzato sulla vision e contesto strategico che la straordinaria opportunità dell’Anno europeo del Patrimonio culturale ci può offrire
 

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Paolo Castelnovi
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Il Paesaggio in vacanza

  • Pubblicato il: 13/08/2017 - 14:46
PAESAGGI

Pericoli per il senso del paesaggio dalla vacanza culturale, dalla schiavitù dei tempi contingentati, dalla perdita degli ozi delle villeggiature. “Avanza una nuova dimensione del viaggio. (…)  Se in vacanza facciamo i turisti il paesaggio ci tocca. Ma è il paesaggio a cui pensa il ministro quando dice: Paesaggio italiano, elemento per attirare il turismo colto? (titolo del resoconto della Giornata del Paesaggio, il 14 marzo scorso).L’archetipo del turista colto che gode del paesaggio è ovviamente il cilindrato solitario di C.D.Friedrich che guarda il mare di nuvole dalla vetta di un monte; ma o è rottamato la realtà delle folle che impediscono di camminare non solo in piazza S.Marco,  ma anche lungo i sentieri delle 5 Terre (..). Quei paesaggi (come ogni paesaggio) sono fatti dalla relazione che si stabilisce con il luogo, e se il luogo è pieno di gente, questo aspetto determina significativamente la relazione. (…) E’ frutto di un lavoro che richiede tempo, in un processo che mette in sequenza attenzione (tensione verso), contemplazione (portare al templum, cioè all’orizzonte definito in cui sappiamo relazionarci con il contesto indefinito), riflessione (rivolgimento di se stesso verso)”
 

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Paolo Castelnovi
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Quando il gioco si fa duro…. Il progetto di sviluppo alla prova del sisma

  • Pubblicato il: 18/07/2017 - 18:40
PAESAGGI

Dov’era come sarà:  il motto del seminario della Fondazione Symbola 2017 a Treia, focalizzato sul post sisma apre al futuro senza ipotecarlo e motiva, ancora per un po’, le mille iniziative locali che però sono in affanno a uscire dall’infinita emergenza e dalla immane fatica imposta dalla complessità dei problemi e dalla loro incredibile amplificazione burocratica
 

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Paolo Castelnovi
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IN VASTUM STAT VIRTUS (POLITICAE)

  • Pubblicato il: 09/12/2016 - 06:26
OPINIONI E CONVERSAZIONI

La metà delle province italiane con la migliore qualità della vita è in ambiti con piccole città e reti di collaborazione: non è un caso. Ma non sappiamo impostare una politica e una regia istituzionale per quella dimensione territoriale, dopo il fallimento delle province
 

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Paolo Castelnovi
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Siti UNESCO: integrazione col territorio

  • Pubblicato il: 14/11/2016 - 22:14
PAESAGGI

Ravvedimento operoso è detto, nella sfrenata fantasia lessicale della burocrazia, il tardivo versamento di tributi dovuti. Termine che per il fisco sa di sarcasmo, ma diventa un incoraggiamento se significa il darsi da fare di un equipaggio per correggere la rotta di una grande nave di difficile governo.  In questi termini, si può dire che nella VII Conferenza nazionale dei Siti Unesco si è delineata una strategia collettiva di ravvedimento operoso

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Paolo Castelnovi
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Non c’è speranza senza progetto lungo

  • Pubblicato il: 17/10/2016 - 18:54
PAESAGGI

In questi giorni a Padova e in una dozzina di luoghi sparsi per le Alpi e gli Appennini, un migliaio di studiosi e di appassionati rende onore al Costruttore di montagna, celebrando il terzo meeting mondiale dei Paesaggi terrazzati.
Dall’alto medioevo per dieci secoli qualche decina di generazioni di montanari ha costruito centinaia di chilometri di muri in pietra che contengono il terreno. Cento massi da mettere con arte in pila per avere lo spazio in cui portare a spalle un metro cubo di terra, e ottenere un metro quadrato coltivabile, sul pendio della montagna. Sono due o tre giorni di lavoro duro; se si fa per cento volte si ottengono cento metri coltivabili: le dimensioni di un orto. L’orto però produce se c’è acqua in abbondanza, e per averla occorre altro lavoro, spesso ancora più arduo e difficile: i canali per l’irrigazione in montagna sono lunghi chilometri, spesso scavati nella roccia viva, con tracciati acrobatici a servizio di piccole comunità. E’ impossibile oggi rendersi conto dell’interminabile fatica che ha segnato i secoli dell’insediamento nella montagna italiana. Non erano lavori forzati, erano modi di vivere, regole di comportamento, di rapporto tra privato e comune, tra padri e figli, tra uomini e donne

Articolo a cura di: 
Paolo Castelnovi
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