Roberto Mastroianni

Una collezione per lo sviluppo umano. A San Patrignano.

  • Pubblicato il: 15/04/2018 - 16:18
CULTURA E WELFARE

La Triennale di Milano ha ospitato dal 16 marzo al 2 aprile 2018 la prima tappa di un percorso espositivo itinerante “La collezione San Patrignano. WORK IN PROGRESS”, presentazione della  raccolta di opere di artisti contemporanei donate alla Comunità di recupero dei ragazzi che hanno smarrito la strada, da artisti, collezionisti e gallerie. Un  progetto nasce per volontà della Fondazione San Patrignano che, nel celebrare i quarant’anni di storia del centro fondato da Vincenzo Muccioli, intende dotarsi di un nuovo strumento di sostenibilità. In Italia si tratta, infatti, del primo episodio di endowment sul modello anglosassone, che permetterà a San Patrignano di avere una risorsa patrimoniale in caso di futuri investimenti strutturali. La Collezione, dopo la Triennale di Milano, sarà protagonista di un’esposizione al Museo MAXXI di Roma, per approdare poi definitivamente a Rimini nel 2019 nel nuovo sito museale della città.
Rubrica di ricerca in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo

Articolo a cura di: 
Roberto Mastroianni

Maria Lai. Il filo e l’infinito

  • Pubblicato il: 16/03/2018 - 08:00
FONDAZIONI D'ARTISTA

Dalla collaborazione tra le Gallerie degli Uffizi, l’Archivio Maria Lai e la Fondazione Stazione dell’Arte di Usalai, nasce la mostra dal titolo “Maria Lai. Il filo e l’infinito” (9 marzo-3 giugno 2018), inaugurata in occasione della Giornata internazionale della Donna a Palazzo Pitti a Firenze. Questo progetto espositivo è l’ennesimo riconoscimento per una protagonista indiscussa dell’arte italiana del Novecento, dopo la partecipazione alla Biennale di Venezia del 2017 e Documenta di Kassel e Atene, e per l’attività svolta dai due enti che si occupano di valorizzare il lascito materiale e immateriale della grande artista sarda recentemente scomparsa.  Il percorso espositivo si inserisce, infatti, in una strategia di valorizzazione della ricerca e della sperimentazione della Lai, incentrata sul concetto di relazione e sul recupero di materiali e temi della tradizione, attraverso la valorizzazione di una narrativa delle piccole cose, capace di includere elementi di cultura popolare e comunitaria in una sperimentazione dei linguaggi orientata a indagare la condizione dell’umano nella contemporaneità.

Articolo a cura di: 
Roberto Mastroianni

APPUNTI DI VIAGGIO. VERSO UNA DEFINIZIONE DI WELFARE CULTURALE

  • Pubblicato il: 14/12/2016 - 18:58
CULTURA E WELFARE

Pratiche (culturali) di arginamento e riduzione delle povertà esistenziali.  Produrre ed educare alla bellezza. Note a margine di alcune pratiche di welfare culturale scelte dal filosofo Roberto Mastroianni. Il caso del Polo delle Arti irregolari di Palazzo Barolo e la biblioteca Archimede di Settimo Torinese (città finalista per la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2018) della Fondazione Esperienze Cultura Metropolitana
 

Articolo a cura di: 
Roberto Mastroianni

I tempi sono cambiati: arte irregolare, partecipazione e welfare culturale

  • Pubblicato il: 29/09/2016 - 07:47
CULTURA E WELFARE

Il biennio 2015-2016 verrà ricordato probabilmente come il momento in cui il sistema dell’arte internazionale ha cominciato a legittimare e integrare ai suoi massimi livelli esperienze sociali produttive di bellezza e condivisione, riconoscendo la qualità estetica ed artistica di alcune pratiche che negli scorsi decenni sono cresciute negli spazi angusti del welfare sanitario e sociale italiano. Il 3 ottobre, a Londra, in occasione di una delle più importanti fiere di arte contemporanea al mondo, Frieze Art Fair, nella galleria “Moretti” dedicata al meglio degli old Master italiani, inaugura The Guardian Animals + other invisible beings”, la mostra degli “irregolarii” dell’atelier dell’Errore, il progetto co-autoriale che l’artista Luca Santiago Mora sviluppa da 15 anni nel reparto di neuropsichiatria infantile dell’ospedale di Reggio Emilia. Un progetto che nella sua grazia ha incantato Maramotti, patron di Max Mara: “il “marginale” sociale, psichico e fisico o la persona “non normodotata”, uscita dalle periferie della narrazione dominante che vede nel gesto e nel segno artistico solo una possibilità di espressione dal valore terapeutico, per affermare la possibilità di una produzione estetica

 

Articolo a cura di: 
Roberto Mastroianni

Pagine