Fondazione Sardi Arte

stefano baia curioni

I riflessi fondamentali di una riforma irreversibile

  • Pubblicato il: 25/08/2017 - 15:34
MUSEO QUO VADIS?

La riforma dei musei era necessaria. Conversiamo con Stefano Baia Curioni, professore al dipartimento di analisi istituzionale dell’Università Bocconi, presidente di Palazzo Te, e già membro del Consiglio Superiore dei Beni Culturali del Mibact sugli esiti della riforma Franceschini”. “La revisione del rapporto tra istituzioni museali e privati è una delle conseguenze più delicate, ma anche più interessanti della riforma. Vale, grazie ad essa, il principio che ogni istituzione prende la responsabilità di decidere cosa gestire direttamente, cosa esternalizzare e perché, e in che modo, cosa chiedere in cambio. (…) Penso che lo snodo istituzionale centrale, oggi attivabile, sia nel ruolo della  Direzione Generale Musei, che oggi mi pare sia stata affidata  a uno specialista capace. (ndr. Antonio Lampis)” 
 

Articolo a cura di: 
Catterina Seia
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All'impresa familiare tessile Bonotto la Prima edizione del Premio Imprenditori della Cultura

  • Pubblicato il: 15/11/2017 - 10:02
FONDAZIONI D'IMPRESA

Stefano Baia Curioni, presidente di Palazzo Te, ha avviato un percorso di lettura e condivisione delle grandi figure imprenditoriali del nostro paese, con la mostra in corso su Antonio Ratti. Il programma proseguirà con le figure di Arnoldo Mondadori e Adriano Olivetti e si arricchisce del Premio Imprenditori della Cultura, in collaborazione con AIDAF assegnato all’impresa tessile Bonotto, di Molvena, nota per il successo internazionale del suo modello di “Fabbrica Lenta”, che più volte abbiamo ospitato su queste colonne come fonte di grande ispirazione.

Articolo a cura di: 
Cristina Casoli
Autore/i: 

Grande Brera

  • Pubblicato il: 31/08/2012 - 17:45
OPINIONI E CONVERSAZIONI

L’ambizioso decreto sullo sviluppo recentemente promosso dal ministro Passera, che mira a sbloccare una serie di energie private e di mercato su progetti infrastrutturali finora coperti da risorse pubbliche, incluso il patrimonio culturale, dedica un intero articolo (il n.8) all’Expo di Milano e al progetto Grande Brera, offrendo un impulso importante – alla vigilia di Expo - per sbloccare l’impasse in cui si trova da decenni. Ma, prevedendo l’ingresso dei privati e costituendo potenzialmente un modello per la gestione del patrimonio artistico pubblico, ha spaccato in pro e contro il mondo dell’arte. Contrapposizione ideologica tra stato e mercato? Cerchiamo di capirne di più entrando nel dibattito. Ascoltiamo Stefano Baia Curioni, Storico Economico e vicepresidente del centro di ricerca ASK, dell’Università Bocconi di Milano

Articolo a cura di: 
Catterina Seia
Autore/i: 

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