Marco Cammelli

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Focus Impresa Culturale. Qualche appunto sul tema delle imprese culturali

  • Pubblicato il: 17/07/2017 - 17:42
DOVE OSA L'INNOVAZIONE

Una riflessione scientifica del prof. Marco Cammelli, l’autorevole giurista direttore di Aedon, la rivista  di arti e diritto on line edita da Il Mulino, intervenuto alla prima Conferenza sull’Impresa Culturale de L’Aquila “Se è vero infatti che pochi ormai sottovalutano questa realtà, perché è chiaro che l’impresa culturale ha oggi una missione particolare in Italia per l’importanza del patrimonio culturale, l’evidente necessità di collaborazione tra pubblico e privato e le apprezzabili ricadute socio-economiche che ne possono derivare, restano invece aperti molti problemi”. Una proposta definitoria che ne indica il perimetro. L’analisi dei nodi. La proposta di soluzioni
 

Articolo a cura di: 
Marco Cammelli
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FOCUS IMPRESA CULTURALE. Qualche appunto in tema di imprese culturali

  • Pubblicato il: 29/09/2017 - 10:11
OPINIONI E CONVERSAZIONI

Proseguiamo il dibattito sulle imprese culturali con la riflessione che Marco Cammelli ha scritto per l’ultimo numero di Aedon, il quadrimestrale di arti e diritto online da lui diretto

 

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Marco Cammelli
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La riga prima della prima riga: ovvero, ragionando su Art Bonus e dintorni

  • Pubblicato il: 15/01/2015 - 11:54
OPINIONI E CONVERSAZIONI
Marco Cammelli

L’avvio della attuazione del DL 83/2014 e legge 106/2014 (c.d. Art Bonus) nel confermare la bontà delle scelte che ne stanno alla base cui si aggiunge la tempestiva messa in opera di importanti misure organizzative, mette anche in luce il peso dei vincoli preesistenti e la necessità di sorvegliare con attenzione gli effetti diretti e indiretti sulla amministrazione e sui soggetti pubblici e privati operanti nel settore. Precondizioni, dunque ciò che è prima di Art Bonus, da considerare attentamente per escludere distorsioni nella allocazione delle agevolazioni ed evitare ai soggetti esterni ritardi burocratici o processi decisionali opachi, e alla pubblica amministrazione il rischio di una singolare «partita di giro» alla fine della quale non sarebbero le risorse che aumentano ma il peso di decisori esterni, anche su quote di amministrazione ordinaria

 

Articolo a cura di: 
Marco Cammelli
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