Italia Non Profit - Ti guida nel Terzo Settore

Istanbul

Politiche culturali e fondazioni in Turchia: un primo sguardo d’insieme

  • Pubblicato il: 15/09/2018 - 08:00
DAL MONDO
Cosa sta accadendo nella cerniera tra Occidente e Oriente? La Turchia, osservata con apprensione dalla nostra parte del mare per il futuro della democrazia targata Erdogan, nonostante la crisi politica innescata dal colpo di stato del 2016 e il crollo rovinoso della moneta nazionale, continua sorprendentemente a investire in cultura di qualità e a preservare spazi internazionali di visibilità; l’onda lunga di Istanbul capitale europea della cultura 2010 continua a generare dinamismo e fermento, anche nel resto del Paese. Nuovi musei archeologici di rilevanza mondiale, nuovi musei privati di arte contemporanea, il nuovo teatro d’opera a piazza Taksim a Istanbul, il nuovo museo civico dedicato alla storia plurimillenaria della capitale prima romana e poi ottomana, nuove edizioni di biennali e festival, nuove inclusioni annuali nella Lista del patrimonio dell’umanità dell’Unesco, nuovi progetti di avveniristico pregio architettonico. I grandi gruppi industriali sono scesi in campo rinnovando una forte tradizione filantropica. Ne parla Giuseppe Mancini, giornalista che vive a Istanbul, che in un viaggio ideale nei prossimi mesi ci restituirà una visione diretta di ciò che accade nel paese.
Articolo a cura di: 
Giuseppe Mancini
Autore/i: 

Nuove prospettive museologiche: la cultura come dispositivo di relazione ed inclusività.

  • Pubblicato il: 15/07/2018 - 00:01
MUSEO QUO VADIS?

Il Museo Bagatti Valsecchi, con la mostra Amore, musei, ispirazione. Il Museo dell’innocenza di Orhan Pamuk a Milano, ha ospitato, dal 19 gennaio al 24 giugno 2018, il Museo dell’innocenza, concepito dallo scrittore turco Orhan Pamuk,e inaugurato a Istanbul nel 2012. Si tratta di un esempio virtuoso di strategie museali innovative, che prevedono sinergie culturali e coinvolgimento attivo del pubblico. “Passare dalle stanze della casa museo Bagatti Valsecchi, dal suo collezionismo privato e domestico all’ambiente popolato dalle vetrine del Museo dell’innocenza ha naturalmente fatto emergere affinità e parentele, ed è stato anche un modo per guardare lo stesso Museo Bagatti Valsecchi da una prospettiva diversa, per riflettere su cosa sia oggi un museo, su come i musei si pongano nei confronti delle persone e delle città in cui si trovano”. Ne abbiamo parlato con le curatrici della mostra,  Lucia Pini, conservatrice del museo, e Laura Lombardi, docente di Fenomenologia della Arti Contemporanee all’Accademia di Brera.
Rubrica di ricerca in collaborazione con il Museo Marino Marini
 

Articolo a cura di: 
Elena Inchingolo
Autore/i: 

Pagine