Italia Non Profit - Ti guida nel Terzo Settore

chiesa cattolica

Re-immaginare le politiche culturali dei musei ecclesiastici

  • Pubblicato il: 21/08/2018 - 19:30
MUSEO QUO VADIS?
Musei ecclesiastici e identità territoriale. Nell’immaginario collettivo il termine museo è ambiguo, certamente polisemico, ma comunque raramente associato al futuro. Il museo ecclesiastico accoglie documenti che sono in stretta connessione con il territorio e con gli edifici di culto ai quali tali beni afferiscono e che concorrono a definire le coordinate culturali delle comunità; ma quale territorio di riferimento e quale identità? “In un tempo in cui anche alcune forze politiche utilizzano il patrimonio culturale non come pietra per lastricare la strada, ma per erigere le mura, quali strategie adottare per far sì che un territorio con i suoi musei divenga un luogo generativo e la cultura si proponga come servizio e non come affermazione di dominio?”. Ne parla don Gianluca Popolla, incaricato regionale del Piemonte per i Beni Culturali Ecclesiastici. “La perdita di sovranità economica spinge ovunque a enfatizzare la sovranità culturale(..). “La cultura non viene utilizzata come strumento di conoscenza oggettiva del mondo, di dialogo e inclusione, ma di chiusura e separazione”. I musei possono agire un nuovo ruolo di dialogo. Non nostalgico, ma proteso al futuro.
Articolo a cura di: 
Don Gianluca Popolla, incaricato regionale del Piemonte per i beni culturali ecclesiastici

Intesa tra CEI e Mibact: le Biblioteche Ecclesiastiche del Servizio Bibliotecario Nazionale sempre più in rete

  • Pubblicato il: 16/03/2018 - 08:00
CULTURA DIGITALE
L'Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici e l'Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane e per le Informazioni Bibliografiche hanno sottoscritto una convenzione che sancisce, una volta in più, la consolidata e pluriennale storia di collaborazione e di positivo confronto che ha già avuto modo di individuare l'individuazione e la condivisione di obiettivi comuni, avviando un processo strategico che promuove profondi mutamenti nella gestione dei beni culturali ecclesiastici, sempre più in rete.
Articolo a cura di: 
Federico Massimo Ceschin

Pagine