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NOTIZIE IN BREVE DAL MONDO DELLE FONDAZIONI

  • Pubblicato il: 24/11/2017 - 07:00
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NOTIZIE
Articolo a cura di: 
Francesca Sereno

>>> Assifero promuove la Prima Conferenza Italiana delle Fondazioni di Comunità >>> A Roma NO PARTNER, NO PARTY Vol.4, l’infoday sui progetti di cooperazione di Europa Creativa >>> In tre anni con l’Art Bonus 6500 interventi a sostegno di arte e cultura >>> Nuove risorse per Brescia Musei dal lascito di Bruno Romeda >>> La campagna di crowdfunding «Dona@Surriento: recuperiamo il quadro di San Giuseppe» raggiunge l’obiettivo. >>> Fondazione Edoardo Garrone e Fondazione Museo della Ceramica di Savona insieme per rilanciare il Museo savonese. >>> Il progetto di Fondazione CRT e Fondazione Paideia «Operatori museali e disabilità» approda a Venezia. >>> Premio Marzotto a 5 startup scelte dalle big per Corporate Fast Track

Assifero promuove la Prima Conferenza Italiana delle Fondazioni di Comunità
Assifero, in collaborazione con Acri, presenta la Prima Conferenza Italiana delle Fondazioni di Comunità, in programma venerdì 24 novembre 2017 presso la Sala del Senato di Santa Maria in Aquiro a Roma.
La giornata porterà alla luce, per la prima volta in Italia, l’attualità e la rilevanza sociale delle Fondazioni di Comunità sul nostro territorio.
Diverse per origine, dimensioni, visione e modalità operative, e profondamente radicate nel tessuto della comunità di riferimento, le Fondazioni di Comunità italiane rappresentano nuove forme di filantropia che costituiscono piattaforme fondamentali sul territorio per mettere in rete istituzioni locali e organizzazioni del Terzo Settore al fine di affrontare le complesse sfide sociali, economiche e culturali dell’attualità.
La prima Fondazione di Comunità è stata costituita nel 1914 a Cleveland, negli Stati Uniti e oggi sono più di 1800 le Fondazioni di Comunità presenti in tutto il mondo. In Europa il movimento si è sviluppato a pieno ritmo a partire dagli anni Novanta e oggi si contano 680 Fondazioni di Comunità. In Italia le Fondazioni di Lecco e Como nate nel 1999 sono state le prime e oggi 37 Fondazioni di Comunità del nostro Paese sono registrate nell’Atlante delle Fondazioni di Comunità istituito dal GFCF - Global Fund for Community Foundations, di cui più di 30 sono pienamente operative e almeno due sono in fase avanzata di costituzione a Fano e ad Agrigento.
La giornata sarà anche l’occasione per presentare la prima guida sulle Fondazioni di Comunità in Italia, una pubblicazione realizzata in italiano con il contributo della Compagnia di San Paolo al fine di promuovere la visibilità e rafforzare la rete nazionale della filantropia di comunità, che si inserisce con la versione in inglese all’interno di una collana europea promossa da ECFI - European Community Foundation Initiative, che conta già una guida sulle Fondazioni di Comunità in Germania, una su quelle nel Regno Unito e una guida europea pubblicate nel 2017.
Questa pubblicazione è il frutto di un percorso di coinvolgimento e partecipazione di numerosi attori chiave e testimoni privilegiati che hanno contribuito e stanno contribuendo con il loro lavoro e il loro impegno all’espansione e al rafforzamento del movimento della filantropia di comunità in Italia. La pubblicazione infatti non solo si basa su un lavoro diffuso di raccolta dei dati e delle storie delle Fondazioni di Comunità italiane, condotto da Assifero nell’estate scorsa attraverso la distribuzione di un questionario approfondito e la conduzione di una serie di interviste individuali, ma è stata concretamente redatta a più mani e raccoglie i contributi e le testimonianze di diversi attori e autori.
Di fronte a Enti che per propria natura hanno beneficiari, donatori, patrimoni, capitale sociale e officer tutti radicati localmente e che troppo spesso vivono in isolamento autarchico, questa prima guida, che Assifero auspica possa diventare una pubblicazione periodica, costituisce allo stesso tempo il traguardo di un importante processo di condivisione e valorizzazione e l’inizio di un ecosistema più informato, connesso ed efficace a livello nazionale.
Assifero ha fatto parte del Comitato di Programmazione del primo Summit Mondiale della Filantropia di comunità che si è tenuto a Johannesburg l’1 e 2 dicembre 2016 ed è nell’advisory board di ECFI - European Community Foundation Initiative, nell’ambito del quale ha collaborato alla Prima Conferenza Europea delle Fondazioni di Comunità, che si è tenuta a Cardiff l’11 e 12 settembre 2017.
 
A Roma NO PARTNER, NO PARTY Vol.4, l’infoday sui progetti di cooperazione di Europa Creativa
Il 4 dicembre, presso l’Aula Magna di Architettura dell'Università degli Studi Roma Tre, sarà possibile partecipare alla quarta edizione di «NO PARTNER, NO PARTY», l’infoday sui progetti di cooperazione di Europa Creativa.
È un evento gratuito e offre tanti spunti agli operatori che vogliono provare a portare in Europa il loro progetto o, semplicemente, a capire quali sono le storie che si nascondo dietro un bando europeo.
Leila Nista, Coordinatore del Creative Europe Desk Italia - MiBACT, introdurrà i lavori e Marzia Santone, Project Officer del Creative Europe Desk Italia - Ufficio Cultura - MiBACT presenterà la call 2018 sui progetti di cooperazione europea, partendo da criteri di ammissibilità e priorità, per arrivare al formulario e al budget form.
La giornata sarà anche l’occasione per riflettere sulle sfide che la progettazione culturale offre. Si comincia con una serie di domande sul lavoro e la felicità, atraverso uno dei progetti di cooperazione più filosofici degli ultimi anni. Si parlerà poi di progetti di cooperazione e le priorità in azione: mobilità internazionale, audience development e capacity building. 
Una sezione sarà dedicata ai criteri di valutazione e mini guida alla compilazione dell'eForm. 
A seguire un tema scontante per gli operatori culturali: comunicazione, cultura e social media. 
In chiusura ci si metterà al lavoro col budget form e consigli last minute per sopravvivere alla scadenza del 18 gennaio. 
Otto gli ospiti in programma:  
Carla Esperanza Tommasini, Linda Valenti con il progetto di cooperazione A manual on work and happiness, Cristina Da Milano con lo Studio Engage Audiences, Daniele Del Pozzo e Federico Borreani con il progetto di cooperazione Performing Gender, Carlotta Garlanda con il progetto LIV.IN.G - Live Internationalization Gateway, Cristiana Cabodi con il progetto TWLetteratura, Bruno Mastroianni, giornalista, filosofo, social media manager e autore de La disputa felice. Dissentire senza litigare sui social network, sui media e in pubblico.
Scarica il programma
 
In tre anni con l’Art Bonus 6500 interventi a sostegno di arte e cultura
Sono ad oggi 6500 i contributi per arte e cultura che beneficiano dell’Art Bonus, l’agevolazione fiscale introdotta dal Ministro Franceschini che in tre anni ha calamitato circa 190 milioni di euro.
Per molte amministrazioni è diventato strumento di azione politica. Il comune di Lucca ha ricevuto quasi tutti i 5,6 milioni necessari al restauro delle mura cittadine dalla Fondazione della locale Cassa di Risparmio, mentre quello di Firenze ha potuto curare la fontana del Nettuno grazie al milione della maison Ferragamo. Il comune di Fano ha restaurato la sua biblioteca tutta con fondi privati, e Recanati ha trovato 90mila euro, sui cento necessari alla manutenzione della Torre di Leopardi, per la generosità di imprese e semplici cittadini, come è successo anche per il Centro Caimi, le piscine degli anni Trenta recuperate a Milano che ha raccolto 5 dei 6 milioni necessari da donazioni individuali anche pari a 30 euro.
L’Art Bonus ha attirato anche soggetti di origine straniera come la danese Fondazione Carlsberg che ha finanziato con 1,5 milioni gli scavi nel Foro di Cesare.
Poco meno della metà della raccolta viene dalle fondazioni bancarie, risorse che per statuto già dovevano essere riversate sul territorio. Ma le fondazioni possono incassare un vantaggio: la Compagnia di San Paolo, sui 21 milioni versati in Art bonus ne ha totalizzati 14 in credito d'imposta.
Quasi il 50% della raccolta, 90 milioni circa, è assorbito da lirica e teatri di tradizione, dove la lirica, dalla Scala di Milano all'Arena di Verona, dalla Fenice di Venezia all'Opera di Roma, che da sempre hanno goduto della manica larga di sponsor e benefattori, fa la parte del leone.
Le imprese, dal canto loro, sono sempre meno disposte a fare solo gli sponsor, sebbene le spese di sponsorizzazione siano integralmente deducibili. Le aziende preferiscono essere coinvolte nella progettazione realizzazione delle iniziative, mettere a disposizione non solo denaro, ma forze lavoro, competenze, infrastrutture. La prima è stata la Consulta di Torino che in trent'anni di attività ha investito 30 milioni, mobilitato 32 imprese, da Fiat a Ferrero, da Italgas a Lavazza, con l'Unione industriali e le fondazioni bancarie locali, che ogni anno versano una cifra. Il risultato sono 90 interventi, dal recupero degli stucchi di Venaria, alla facciata di palazzo Carignano, all'aula del Parlamento Subalpino. La Fondazione Tim ha sostenuto il restauro del mausoleo di Augusto a Roma, al quale oltre all'assegno di sei milioni mette proprie tecnologie per altri due milioni.
Il gruppo Elica, leader delle cappe da cucina, nella Fondazione intestata al fondatore Casoli sviluppa progetti coinvolgendo i dipendenti e la collettività locale. La Fondazione di Mario Golinelli ha messo denaro personale nella mission di fare arte insieme a cultura di impresa, ricerca, formazione.
In alcuni casi il mecenatismo rappresenta l'inizio dello storytelling dell’impresa. Come Thun che ha finanziato il restauro dei profeti nella cappella Zen a San Marco e poi le ha riprodotte in cofanetto e Bonduelle che ha sostenuto gli affreschi della chiesa degli Artisti a Roma facendo crowd funding sulle buste di insalata.
 
Nuove risorse per Brescia Musei dal lascito di Bruno Romeda
L’eredità dell’artista bresciano Bruno Romeda, scomparso in Francia lo scorso febbraio, porta alla Fondazione Brescia Musei consistenti risorse.
Il lascito, valutato approssimativamente 7-8 milioni, comprende, oltre al patrimonio in denaro, una villa in Provenza, a Opio, dove l’artista sebino viveva, altri beni in Francia e le collezioni artistiche: le creazioni dello stesso Romeda, le opere del compagno, lo scultore americano Robert Cartwright, quadri di artisti moderni e contemporanei.
Brescia Musei dovrà decidere come interpretare le ultime volontà dell’artista per dare risalto alle sue collezioni. La fondazione è attualmente in contatto con un notaio francese per gli aspetti burocratici e amministrativi.
Bruno Romeda era nato a Brescia nel 1933, ma viveva tra la Provenza e New York. Di lui si ricorda solo una mostra a Brescia, forse anche l’unica in Italia, nel 2006, quando le sue forme geometriche, cerchi, triangoli, quadrati in metallo, vennero esposte in Santa Giulia in parallelo con la Art Marathon, corsa podistica organizzata da un altro iseano, Gabriele Rosa. Per trovare tracce della sua avventura artistica bisogna guardare all’estero, alla Francia, agli Stati Uniti dove lavorò a lungo e dove il Metropolitan Museum ospita una sua opera.
 
La campagna di crowdfunding «Dona@Surriento: recuperiamo il quadro di San Giuseppe» raggiunge l’obiettivo
Il progetto di crowdfunding «Dona@Surriento: recuperiamo il quadro di San Giuseppe», finalizzato al restauro di un antico dipinto su tela, ospitato nella chiesa del Santissimo Rosario di Sorrento, ha raggiunto l’obiettivo.
L’operazione è stata resa possibile grazie alla collaborazione del Comune di Sorrento, della Fondazione Sorrento e di Meridonare, la prima piattaforma di crowdfunding meridionale, nata per volontà della Fondazione Banco di Napoli, che promuove le migliori idee del Mezzogiorno e sostiene progetti sociali, culturali e civici che, grazie alla forza del web e della solidarietà, possono raccogliere le necessarie risorse, non solo economiche, per essere realizzati.
Il dipinto, datato nel secondo quarto del XVIII secolo, ospitato presso la chiesa dei Santi Felici e Baccolo, presentava infatti uno avanzato stato di degrado derivante dai molteplici fattori. Dal 21 novembre la tela è di nuovo esposta.
 
Fondazione Edoardo Garrone e Fondazione Museo della Ceramica di Savona insieme per rilanciare il Museo savonese.
Fondazione Museo della Ceramica di Savona e Fondazione Edoardo Garrone hanno intrapreso un percorso di sperimentazione per rilanciare il patrimonio culturale della città. Prima tappa sarà l’Hackathon Day «Un futuro di ceramica»: martedì 16 gennaio 2018, presso la Biblioteca del Campus Universitario di Savona, è prevista infatti una giornata di sfida tra giovani, professionisti e addetti ai lavori, per intercettare e poi sviluppare idee innovative e sostenibili per la valorizzazione del Museo.
L’evento si pone l’obiettivo di selezionare una nuova squadra a cui affidare la gestione sperimentale del Museo della Ceramica per un periodo di due anni, con possibile proroga per un successivo triennio. Per questo i migliori tra i partecipanti avranno l’opportunità di accedere a un percorso in cui, singolarmente o in gruppi, saranno guidati nella formulazione di un business plan e di un modello innovativo di gestione che comprendano, oltre alle attività di accoglienza, mediazione culturale e didattica, anche tutti i servizi di management mussale, dalla biglietteria all’organizzazione di eventi. È questa la prima fase di un più ampio progetto che, attraverso la collaborazione tra soggetti pubblici e privati nella gestione dei beni culturali, mette il Museo al centro di un nuovo modello che esalti il valore culturale e il potenziale turistico del patrimonio ceramistico savonese. Con la sua significativa collezione e gli importanti interventi di ristrutturazione e riorganizzazione in corso, il Museo della Ceramica può infatti a tutti gli effetti diventare elemento chiave del rilancio turistico e culturale del territorio savonese. La call to action è rivolta a freelance e addetti ai lavori dei settori culturale, turistico, creativo, del design e dell’innovazione e a chiunque ritenga di poter fornire un apporto in termini di know how alla valorizzazione della cultura ceramistica locale e, in particolare, del Museo della Ceramica di Savona. La partecipazione è aperta anche a gruppi di persone in rappresentanza di imprese, start up o associazioni. Per iscriversi c’è tempo fino al 13 dicembre 2017.
www.fondazionegarrone.it
 
Il progetto di Fondazione CRT e Fondazione Paideia  «Operatori museali e disabilità» approda a Venezia.
La Fondazione Musei Civici di Venezia realizza l’iniziativa di formazione «Attenzione, l’accessibilità provoca benessere alla cultura!», sul modello del corso «Operatori museali e disabilità», promosso da Fondazione CRT e Fondazione Paideia dal 2012.
L’evento - destinato a curatori, operatori front-line, operatori didattici dei musei - si propone di promuovere i valori dell’inclusione e dell’accoglienza. E’ il primo sul territorio nazionale a raccogliere l’esperienza torinese giunta alla sesta edizione che ha visto la realizzazione di quattro corsi base, nella formula standard e in quella intensiva, rivolti a operatori provenienti da musei del Piemonte e di tutta Italia, due seminari di approfondimento sulle tecniche di progettazione delle attività didattiche e sulle disabilità intellettive, un percorso laboratoriale di secondo livello per la produzione di storie sociali rivolte a visitatori con autismo, un corso di Lingua Italiana dei Segni applicata al contesto museale. Le attività formative del 2017 hanno visto la partecipazione di 193 operatori museali (di cui 87 nuovi operatori e 47 operatori provenienti da fuori regione) appartenenti a 86 musei (di cui 22 enti da fuori regione), per un totale complessivo di 711 operatori formati dal 2012 ad oggi.
 
Premio Marzotto a 5 startup scelte dalle big per Corporate Fast Track
Il premio speciale Corporate Fast Track del Premio Gaetano Marzotto, giunto nel 2017 alla VII edizione, ha premiato i prescelti nella finale del 27 ottobre nella sede di Santex Rimar Group a Trissino, in provincia di Vicenza. Cinque startup per cinque idee da far crescere, scelte da altrettanti ‘big’ dei diversi settori per un percorso di incubazione: un dispositivo per monitorare gli alveari, una piattaforma IoT per gli amanti del vino, chatbox per il customer care, l’ABS per la bicicletta e un’app per guidare i pazienti oncologici nei meandri del percorso di cura.
«Premiando l’idea più che la persona, ad ogni nuova edizione premiamo sì un fuoriclasse, ma siamo altrettanto consapevoli che questi creerà un volano ben più ampio per l’azienda, che a cascata coinvolgerà nella sua scia cento, anzi mille nuovi campioni» afferma Matteo Marzotto, presidente di Associazione Progetto Marzotto che promuove l’iniziativa.
Finalisti e vincitori