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Comprendere, unire, sfidare. Gli Stati Generali per un’altra cultura dell’immagine fotografica

  • Pubblicato il: 16/05/2017 - 15:19
Rubrica: 
OPINIONI E CONVERSAZIONI
Articolo a cura di: 
Giangavino Pazzola

«C’è la volontà di costruire una struttura permanente che si occupi di conservazione del patrimonio fotografico e di valorizzazione della fotografia come parte rilevante dell’arte contemporanea e della creatività italiana». Sono queste le parole del Ministro della Cultura, Dario Franceschini, nell’ambito della seconda giornata degli Stati Generali della Fotografia  a Reggio Emilia. Insieme al primo appuntamento organizzato lo scorso 6 Aprile a Roma, presso l’Istituto Centrale per la Grafica, costituiscono un percorso utile a far emergere proposte relative ai temi di policy e agli ambiti di intervento prioritario. Abbiamo parlato della natura dell’operazione e degli spunti propedeutici alla definizione delle linee guida programmatiche per un piano di sviluppo strategico del settore insieme a Lorenza Bravetta, esperienza di prim’ordine nelle migliori istituzioni europee, e ora Consigliera del Ministro per la valorizzazione del patrimonio fotografico nazionale.  Dalla realizzazione di un piattaforma online per il censimento delle collezioni e degli archivi pubblici e privati fino all’attivazione di committenze pubbliche, dal sostegno alla produzione e all’attività professionale con borse e residenze ai fondi per il fotogiornalismo, per la creazione contemporanea e per l’editoria, dal sostegno alla formazione all'internazionalizzazione delle professioni, dalla valutazione di modifiche normative di ministeriali all’attività di promozione internazionale degli autori italiani.
 
 
Roma Una mappatura palmo a palmo che ha il sapore non tanto di sintetica operazione per la catalogazione dell’esistente, quanto più di una geografia. Una scrittura di territorio, una storia da raccontare e – contemporaneamente – da ascoltare, raccogliere ed interpretare. Gli Stati generali della Fotografia non sembrano essere la storia del linguaggio fotografico in quanto tekné, ma è la messa a valore di un patrimonio intellettuale, sociale e territoriale che concorre alla creazione di un futuro comune per la (storia della) fotografia italiana. Una mappatura che prenderà forma nel sito www.fotografia.italia.it – un portale di servizio agli utenti, per mettere in rete le realtà che operano nel settore della fotografia in Italia, dagli spazi espositivi alle scuole ai festival e che includerà anche il portale del censimento delle raccolte e degli archivi fotografici – e nella serie di incontri sparsi per tutta Italia, dove relatori internazionali e professionisti territoriali ragioneranno intorno alla cultura dell’immagine. Dai primi due appuntamenti, a Roma e Reggio Emilia, sono stati raccolti degli spunti propedeutici alla definizione di linee guida strategiche per lo sviluppo del settore fotografico in Italia. Gli altri ambiti di intervento, oltre al censimento del patrimonio esistente, includono il sostegno alla produzione e all’attività professionale con borse e residenze, i fondi per l’attività professionale per il fotogiornalismo, per la creazione contemporanea e per l’editoria, il sostegno alla formazione e all'internazionalizzazione delle professioni, la valutazione di modifiche normative di pertinenza del Ministero, oltre ad un’attività di promozione internazionale degli autori italiani. Il progetto è stato curato dalla Consigliera del Ministro per la Fotografia, Lorenza Bravetta, ex direttrice del primo Centro Italiano per la Fotografia  con sede a Torino e di Magnum Europa.
 
Da quale esigenza nasce il percorso degli Stati Generali della Fotografia e come si costituisce?
Tre mesi fa, il Ministro Dario Franceschini ha decretato la creazione di una Cabina di regia per la fotografia, nell’ottica di valorizzare e diffondere il patrimonio fotografico nazionale. Questo linguaggio, infatti, è sempre stato presente e trasversale a tutti gli ambiti dei beni culturali, ma non è mai stato approcciato in modo organico e, di conseguenza, non sono mai stati fatti dei piani per uno sviluppo del settore. La Cabina di regia nasce per valorizzare e diffondere la fotografia come patrimonio – con attenzione ai temi della conservazione - ma anche come linguaggio nella contemporaneità, con azioni mirate su produzione, educazione all’immagine nelle scuole primarie e secondarie e formazione a livello universitario e accademico.
Il primo passo della Cabina di regia è stato convocare gli Stati generali della fotografia per partire da un momento di confronto con i fotografi, addetti ai lavori e ospiti interazionali al fine di ottenere un quadro allargato e approfondito delle problematiche e delle opportunità.  Il 6 aprile abbiamo organizzato la giornata inaugurale con tre workshop tematici moderati dal prof. Quintavalle,  da Guido Guerzoni e Roberto Koch, riunendo oltre cinquanta relatori e registrando una grande presenza di pubblico. Nella seconda giornata di Reggio Emilia, insieme al Ministro, abbiamo presentato gli spunti emersi dal primo incontro per che saranno propedeutici alla definizione di linee guida per la stesura di un piano di sviluppo strategico a cui lavoreremo nei prossimi mesi e che verterà su tre ambiti: conservazione e valorizzazione, impulso alla creazione contemporanea, educazione all’immagine e formazione. Nella giornata di Reggio Emilia, inoltre, ci sono state due conferenze: la prima moderata da Mario Calabresi sulla rivoluzione digitale e i social media, la seconda sulla condizione percettiva delle immagini, moderata da Vittorio Gallese.
 
Come proseguirà il percorso degli Stati Generali?
Le due giornate di Roma e Reggio Emilia saranno seguite da altri incontri in varie città d’Italia, un vero e proprio tour dal titolo MiBACT per la fotografia: nuove strategie e nuovi sguardi sul territorio, che andrà ad affrontare temi specifici concertati con attori locali. Il primo di questi appuntamenti sarà a Palermo il 27 maggio, il secondo a Milano l’8 giugno, poi seguiranno già prima dell’estate, altre città tra cui Senigallia, Torino, Treviso e Cortona. L’obiettivo è tastare il polso di ciò che avviene e dare voce alle esperienze locali, per focalizzare le strategie che adotterà il Ministero al fine di agevolare e sostenere il lavoro dei vari soggetti sui territori.

Quale valore possiamo oggi attribuire alle immagini?
L’immagine è patrimonio, strumento di memoria e identità: attesta da dove veniamo e ciò che siamo. È un linguaggio immediato, inoltre, di cui vanno trasmessi grammatica e sintassi e, oggi più che mai, anche all’errata interpretazione delle immagini, nascono le esperienze di post verità, agevolate dalle infinite possibilità di manipolazione offerte dai mezzi tecnologici. Queste considerazioni ci hanno portati a organizzare i primi due appuntamenti. Se, da un lato, la democratizzazione dei mezzi di produzione è un limite che pone dei problemi di verità, è altresì una grande opportunità di inclusione sociale e di scambio interculturale, avvicinando al linguaggio fotografico miliardi di persone nel mondo. La gran parte della popolazione mondiale può comunicare per immagini oggi, a prescindere dal grado sociale, culturale, educativo. La fotografia è il linguaggio diffuso che tende la mano e, per questo, la responsabilità di coloro che la producono e diffondono è grande. Le domande sono chiare: come e quali contenuti veicolare?
 
Come legge il panorama italiano attuale?
In Italia si tende ancora, prevalentemente, a celebrare la fotografia classica – e va benissimo – ma la fotografia è un linguaggio che si evolve senza sosta, è materia viva. I maestri della fotografia fanno grandi numeri e questo aiuta ad avvicinare il pubblico, ma servono strategia, visione e il supporto di un sistema, anche educativo, per andare a sperimentare di più, sulla scia di ciò che avviene in altri Paesi. Se in Italia riusciremo a rendere tale processo strutturale, sarà certamente proficuo a nuove opportunità per la fotografia italiana, anche a livello internazionale.

Come è organizzata la governance della cabina di regia ministeriale e a quali modelli è stata ispirata?
La Cabina di regia è una struttura interna al Ministero, di cui fanno parte le varie Direzioni Generali e gli Istituti Centrali, che si propone di operare con attori pubblici, privati, enti locali sul territorio. Non ci sono partner privilegiati per concezione, un punto fermo è che dobbiamo interloquire con tutti: associazioni di categoria, festival, grandi istituzioni e piccole realtà. La Cabina di regia sta effettuando un primo lavoro di mappatura che permetta la messa in rete, l’ottimizzazione e la valorizzazione di queste realtà ed elaborerà, nei prossimi mesi, le linee guida per la definizione del piano di sviluppo strategico.
Uno modello cui ci si è ispirati è certamente la  Mission de la Photographie  francese, istituita nel 2006 dall’allora Ministro della cultura Frédéric Mitterand, per creare un organismo di coordinamento tra ciò che esiste a livello ministeriale e non. Ma guardiamo anche agli Stati Uniti, alla Germania, alla Gran Bretagna e ad altre realtà, con la chiara consapevolezza che ogni Paese ha le proprie specificità e che non esiste un modello universale e perfetto applicabile a tutti.

La vostra azione è mirata a attivare anche delle relazioni con il mercato e stimolare i collezionisti?
L’Italia può vantare grandi fotografi che, tuttavia, non sempre si è riusciti a valorizzare a dovere sul mercato internazionale dell’arte. Il lavoro della Cabina di regia in questo settore potrà focalizzarsi sull’’istituzionalizzazione culturale delle eccellenze e sulla valutazione di misure normative di pertinenza del Ministero. Ci sono poi diversi piani di intervento possibile, sia diretto che indiretto, come la facilitazione di scambi e borse che attivino un meccanismo virtuoso tra pubblico e privato.
Le due prime giornate degli Stati generali sono state promosse interamente dal Ministero, mentre il tour sarà promosso dagli enti che ospiteranno gli incontri, creando una legacy che permetta agli attori locali di poter sviluppare le giornate rispetto a una progettazione condivisa.
 
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