Fondazione Sardi Arte

Un Paese da viaggiare a piedi

  • Pubblicato il: 01/12/2017 - 14:20
Rubrica: 
PAESAGGI
Articolo a cura di: 
Federico Massimo Ceschin

Quaranta percorsi per scoprire la infinita varietà dei paesaggi e dei patrimoni italiani: nasce l’Atlante digitale dei Cammini, voluto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per mappare la fitta rete di sentieri, percorsi e tratturi che attraversa l'Italia sulle orme di antichi viandanti, esploratori e pellegrini.
 

L'Italia è una penisola totalmente immersa nel Mediterraneo, cerniera tra l’Europa e l’Oriente, da sempre crocevia di civiltà che si sono incontrate – e non di rado scontrate – lungo rotte marine e traiettorie terrestri percorse da eserciti, pellegrini, corti imperiali, mercanti, carovane, studiosi, predicatori, compagnie teatrali, circhi e fiere. Un’umanità in cammino che ha segnato la pluralità dei territori e delle regioni italiane attraverso l’incontro, il confronto e la conoscenza di culture e saperi diversi.
Nei periodi storici in cui il Mediterraneo non faceva paura, era considerato un’immensa risorsa e solcato da migliaia di navi, ma quando le sue acque erano minacciate da flotte ostili, le connessioni tra Occidente e Oriente avvenivano attraversando le Alpi e viaggiando a piedi fino ai porti di Levante, a Brindisi, o persino alla Sicilia. E come non ricordare, su tutto, il complesso e articolato sistema viario della Roma antica, con le sue strade consolari?
 
Di tutto questo, gli italiani di oggi ereditano una fitta rete di percorsi, non soltanto storici e religiosi, ma anche culturali e naturalistici che, in funzione dei cambiamenti che stanno caratterizzando le domande più evolute dei mercati turistici, possono diventare un’incredibile opportunità di diversificazione dell’offerta.
Se n’è accorto anche il ministro Dario Franceschini, che  proclamò il 2016 “Anno nazionale dei Cammini, avviando un percorso il cui frutto sostanziale è stato presentato ufficialmente qualche giorno fa a Roma: un Atlante digitale dei Cammini che offre una visione di insieme «a quei viaggiatori che desiderano vivere un’esperienza autentica nel nostro Paese, immergendosi a passo lento in quel patrimonio diffuso fatto di arte, buon cibo, paesaggio e spiritualità che costituisce il carattere originale e l’essenza dell’Italia».
Un sito voluto e pensato, dunque, per rappresentare unitariamente una rete di mobilità lenta con oltre 40 itinerari, selezionati sulla base di 11 criteri definiti da un apposito tavolo tecnico, tra cui rilevano la effettiva fruibilità dei percorsi, la presenza di segnaletica, la descrizione delle tappe, i servizi di alloggio e ristorazione entro 5 km di distanza dal percorso, la manutenzione effettivamente garantita dagli Enti locali, la georeferenziazione, nonché strumenti on line o app che offrano informazioni puntuali ai viaggiatori.
I tematismi di questi itinerari lenti sono vari e differenziati, per rispondere alle diverse tipologie di motivazioni che spingono le persone a mettersi in viaggio a piedi: da quelli sulle orme dei santi – come i cammini francescani, lauretani e benedettini – a quelli dei briganti, come il sentiero che attraversa l’Aspromonte. C’è il cammino che attraversa i luoghi in cui Dante scrisse la Divina Commedia, c’è il Sentiero della Pace che ripercorre luoghi e memorie della Prima Guerra Mondiale, la Via degli Dei, il Cammino di San Vicinio, la Via degli Abati, la Via Romea Germanica e tanti altri. Senza dimenticare i più celebrati, come la Via Francigena e la Via Appia: la prima proveniente da Canterbury fino a Piazza San Pietro, mentre l’altra si avvia proprio dalla città eterna per volgere lo sguardo a Sud, verso la Puglia, l’Oriente e il Mediterraneo.
Sono proprie queste, insieme al Cammino di San Francesco, le infrastrutture presenti nell’Atlante che – benché soltanto tratteggiate nel loro procedere verso Sud, con tracciati non rispondenti agli indicatori del Ministero – si trovano al centro dell’attenzione: nell’indicare il 2019 come “Anno nazionale del Turismo lento”, il ministro Franceschini ha ricordato la ricca dotazione finanziaria (60 milioni di euro) con cui procedere alla loro effettiva infrastrutturazione, al fine di ridurre il divario dagli standard internazionali.
Il ministro, sottolineando che l’Atlante dei Cammini è soltanto agli inizi, ha anche annunciato il “Catasto dei sentieri”, un’ulteriore strumento in corso di realizzazione con la collaborazione del Club alpino italiano, anch’esso destinato a chi ha intenzione di partire a piedi attraverso un’infrastruttura intermodale di vie verdi in cui si potrà scegliere la possibilità di muoversi lungo l’Italia anche in bicicletta, a cavallo e altre forme di mobilità dolce sostenibile, contribuendo a promuovere una nuova dimensione turistica, basata sull’esperienza.
I cammini, infatti, si inseriscono nel più generale progetto, delineato dal Piano strategico 2017-2022, di un’Italia visitabile utilizzando le ferrovie storiche e quelle dismesse, che prevede punti informativi, di ristoro, di pernottamento e di assistenza da realizzarsi attraverso iniziative di recupero di case cantoniere e altri beni demaniali inutilizzati.
Lo stato di avanzamento dei lavori e la mappa attuale dei cammini è visitabile sul sito camminiditalia.it.
 
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