Fondazione Sardi Arte

Oltre la rigenerazione urbana culturale

  • Pubblicato il: 16/05/2017 - 15:10
Autore/i: 
Rubrica: 
DOVE OSA L'INNOVAZIONE
Articolo a cura di: 
Roberto Albano

Ad ArtLab 17, il più importante evento indipendente al servizio dell’innovazione delle politiche, dei programmi e delle pratiche culturali, si discute di progetti, visioni e strategie di rigenerazione urbana a base culturale, confrontando esperienze provenienti da tutta Europa, nella  prima tappa dell’edizione del 2017, ospitata a Taranto, città che  sta programmando il proprio futuro oltre l’immaginario che la lega indissolubilmente all’ILVA. Un confronto su  una scala locale sui progetti vincitori del bando ministeriale di progettazione integrata per la valorizzazione delle aree di attrazione culturale nel Sud Italia, seguito da un’attenzione oltre il confine, sui processi di trasformazione urbana culturale di alcune città Europee di dimensione demografica tra i  200mila e  300mila abitanti, guidata da Franco Bianchini, docente di Politiche culturali e cultural planning alla Leeds Metropolitan University. Quali i fattori chiave di successo?
Prossime tappe di Artlab: Milano  22/23 giugno, Treia 5/6 luglio, Mantova 28/29 settembre.
 


Taranto. Ad ArtLab 17, il Festival delle politiche culturali, curato da Fondazione Fitzcarraldo si discute di progetti, visioni e strategie di rigenerazione urbana a base culturale, confrontando esperienze provenienti da tutta Europa. Si è scelto questo tema perché la prima tappa dell’edizione del 2017 di Artlab, il più importante evento indipendente al servizio dell’innovazione delle politiche, dei programmi e delle pratiche culturali, è stata ospitata a Taranto, città che da parecchi anni sta programmando il proprio futuro oltre l’immaginario che la lega indissolubilmente all’ILVA, lo stabilimento siderurgico che da oltre 50 anni opera nel quartiere Tamburi e cui è attribuita una grande responsabilità sociale ed economica. Si tratta di una città che, pur mantenendo la produzione industriale,  ha necessità di affiancare una progettazione culturale di eccellenza in grado di incentivare la fruizione del grande patrimonio a disposizione, anche attraverso la trasformazione consistente di alcune aree e la valorizzazione  e la messa in rete dei principali siti attrattivi.
Ad Artlab si è scelto di porre al centro questa tematica e lo si è fatto attraverso sessioni di lavoro parallele sviluppate a scale territoriali tra loro molto diverse. Da un lato una scala locale con l’incontro dedicato ai progetti vincitori del bando ministeriale relativo agli interventi per la valorizzazione delle aree di attrazione culturale per le proposte di progettazione integrata nel Sud Italia, che ha permesso un confronto prima interno e successivamente pubblico, tra tutti gli amministratori che nei prossimi mesi dovranno sviluppare queste complesse progettualità.  Dall’altra invece, una seconda sessione visionaria e strategica che ha esteso l’attenzione oltre il confine, attraverso la sessione “Esperienze internazionali di rigenerazione urbana a base culturale”, in cui sono stati presentati i processi di trasformazione urbana culturale di alcune città Europee di media grandezza, e comunque di dimensione demografica compresa tra i 200.000 e i 300.000 abitanti, al fine di offrire spunti e visioni utili che possano essere rapportati alla scala urbana della città ospitante.
È proprio da questa sessione internazionale introdotta e coordinata da Franco Bianchini 1-, docente di Politiche culturali e cultural planning alla Leeds Metropolitan University, che emergono alcuni spunti molto interessanti. Prima di tutto il pre-requisito: la necessità di ricercare e identificare con chiarezza, insieme agli stakeholder locali, i propri valori territoriali e gli obiettivi a cui tendere. È proprio in questa direzione che sono orientati gli strumenti di pianificazione strategica,  ed è proprio questo che Charles Landry identifica come punto di partenza all’interno della sua recente pubblicazione Cities of Ambition, “A set of strong values is the best starting point to initiate change” (Landry, 2015 p.21).
Alla definizione di questo quadro è possibile arrivare attraverso la redazione di un piano strategico, come ha fatto la città di Torino, che è  giunta alla terza edizione, o attraverso un processo di condivisione che parte autonomamente  dal basso, come è avvenuto ad Eindhoven, la città olandese in cui la vision per la riconversione post – Philips è stata avviata autonomamente attraverso la formazione di un gruppo di lavoro e con la figura di Cees Donkers, presente tra i relatori della tavola rotonda di Taranto, che da coordinatore di questi gruppi di pensiero è stato incaricato dalla municipalità di redigere le linee guida della trasformazione. Eindhoven è riconosciuta oggi grazie al lavoro di brainstorming e progettazione effettuato come capitale del design olandese e città ad alta densità creativa, con quartieri come Strijp-S, dove artisti, designer, creativi abitano ora i vecchi edifici dell’enorme fabbrica di apparecchi radio o luoghi come Kazerne, uno spazio culturale di 2.500 metri quadri nato da un progetto di riqualificazione dell’ex caserma della polizia.
Altre pre-condizioni fondamentali, la mappatura delle imprese culturali esistenti e la convergenza verso una visione condivisa, senza le quali diventa complesso avviare questo tipo di processo. L’esistenza di una strategia limita anche il rischio di progettare e costruire dei contenitori vuoti che restano inutilizzati perché non si hanno le idee per riempirli: determinante l’individuazione degli obiettivi e la conoscenza dei soggetti preposti a svilupparli che limitano fortemente questo rischio.
Inoltre, il sistema funziona dal punto di vista della fruizione solamente se supportato da ununa rete infrastrutturale adeguata e gli esempi francesi di Euralille, progetto sviluppato congiuntamente a partire dal 1987 da Francia, Belgio, Paesi Bassi e Germania per potenziare la rete delle linee ferroviarie ad alta velocità destinate a servire l'Europa settentrionale che fa emergere Lille non solamente come nodo di interscambio tra le linee TGV provenienti da Parigi in direzione di Londra, Bruxelles, Amsterdam e Colonia, ma anche come hub di una fitta rete di trasporti locali o il caso di Eindhoven, totalmente immerso nella gabbia infrastrutturale olandese-tedesca non fanno altro che palesare questa evidenza. A tale sistema infrastrutturale di eccellenza deve corrispondere anche una qualità dello spazio pubblico: a Bilbao, per esempio, altra città di medie dimensioni, alla realizzazione delle nuove linee tramviarie ha corrisposto anche un netto miglioramento della qualità dello spazio.
Le note a margine conclusive sono state affidate a Giampiero Marchesi -Coordinatore Struttura Missione Presidenza Consiglio dei Ministri che ha ancora evidenziato l’importanza della fase di analisi e di valutazione per qualsiasi tipo di operazione, oltre che la necessità di studiare i casi di fallimento e non solamente i best cases, per comprenderne le ragioni ed evitare di commettere continuamente gli errori del passato.
 
1-La sessione di lavoro è stata coordinata dal prof. Franco Bianchini, e a cui hanno partecipato Cees Donkers, Urban designer della città di Eindhoven, Sara Pepper, Direttrice del board Creative Economy della città di Cardiff, Donato Giuliani, Dirigente della Regione Nord-Pas de Calais e Giampiero Marchesi, Coordinatore Struttura Missione Presidenza Consiglio dei Ministri.
 
Link
Artlab
Creative Cardiff
Dutch Design Week Eindhoven
Il progetto per la nuova Euralille
Triennale di Naoshima (Giappone)
 
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Ph: Naoshima (Giappone): L’arte contemporanea e l’architettura di eccellenza come attrattori di una strategia pianificata per mantenere l’arcipelago (Foto: Roberto Albano)