Memory Of The World UNESCO: il patrimonio documentario come fonte di conoscenza

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  • Pubblicato il: 15/10/2017 - 20:01
Rubrica: 
DOVE OSA L'INNOVAZIONE
Articolo a cura di: 
Vittoria Azzarita

Proseguiamo il percorso di ascolto dei principali relatori in programma a LuBeC 2017 | Cultura 4.0, manifestazione promossa dalla Fondazione Promo PA, che si svolgerà il 12 e il 13 ottobre presso il  Real Collegio di Lucca. Tra i numerosi temi che saranno affrontati nel corso dell'iniziativa, la tutela e la valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale dell'UNESCO occupano una posizione centrale. Con l'obiettivo di conoscere meglio il programma Memory of the World dell'UNESCO abbiamo posto alcune domande a Enrico Vicenti, Segretario Generale della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, che interverrà a LuBeC 2017 giovedì 12 ottobre nel corso dell'incontro “Memory Of The World” UNESCO: opportunità per la valorizzazione in rete. Il confronto sarà un’occasione per individuare strumenti ed opportunità finalizzati a una strategia di promozione condivisa tra le varie realtà italiane che hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento.
 

Segretario Generale, il programma Memory of the World dell'UNESCO è stato istituito nel 1992 per tutelare il patrimonio documentario del mondo. Quali sono i principali obiettivi del programma che celebra quest'anno il suo 25° anniversario?
Memory of the world è un programma dell’UNESCO che ha il fine di inventariare, salvaguardare e valorizzare il patrimonio documentario raccolto in fondi archivistici e bibliotecari, e nei quali si custodisce la memoria e l’identità di un popolo e/o di una cultura.
 
 
Attualmente l’UNESCO ha riconosciuto più di 360 patrimoni documentari in tutto il mondo. In che modo tali documenti consentono di migliore la comprensione della diversità di popoli, lingue e culture?
Anzitutto attraverso la condivisione, che diviene possibile attraverso una fruibilità che oggi la tecnologia rende molto più accessibile e molto più diffusa rispetto al passato.
 
 
Le nuove tecnologie offrono, infatti, un importante contributo sia per incrementare la digitalizzazione del patrimonio documentario, che per facilitare la pubblica fruizione del patrimonio archivistico. Attraverso quali strumenti si può favorire il raggiungimento di questi risultati?
In primo luogo rimangono validi i principi base della conservazione, che richiede la messa a norma degli ambienti che ospitano fondi documentari attraverso un corretto microclima; in secondo luogo c'è poi la necessità di digitalizzare e duplicare il patrimonio, garantendone così un utilizzo che non ne implica il deterioramento.
 
 
L'UNESCO sottolinea l'importanza della salvaguardia del patrimonio documentario per promuovere la condivisione della conoscenza e per diffondere una cultura di pace attraverso il rispetto della libertà, della democrazia, dei diritti umani e della dignità. Secondo lei, nell'attuale contesto storico, il patrimonio documentario è esposto a nuovi e maggiori rischi?
Ai consueti rischi dovuti al pericolo di dispersione, deterioramento o anche, talvolta, dalla chiusura delle strutture che ospitano fondi d’archivio, si aggiunge oggi il problema della salvaguardia - prima ancora della valorizzazione - del patrimonio documentario in contesti cosiddetti bellici.
 
 
In Italia i beni documentari iscritti nel Registro della Memoria del Mondo sono la Biblioteca Malatestiana di Cesena, le Collezioni della Biblioteca Corviniana, l'Archivio Storico Diocesano di Lucca, l'Archivio Storico dell'Istituto Luce, la Collezione Almanacchi Barbanera, il Codex Purpureus Rossanensis, custodito a Rossano in Calabria, e l'opera di Frate Bernardino de Sahagún. In che modo, dal suo punto di vista, è possibile sviluppare una strategia di valorizzazione in rete del patrimonio documentario italiano? Quali vantaggi ne deriverebbero?
Accrescere la consapevolezza del valore delle cosiddette istituzioni di memoria, per l’appunto gli archivi e le biblioteche, e procedere da un lato favorendo l’accrescimento di competenze di tipo tecnico per tutelare i beni contenuti in tali enti; dall’altro diffondere best practises curatoriali in questo settore per una sempre migliore gestione e diffusione del patrimonio documentario.
 
 
C'è un progetto o una iniziativa attualmente in corso, che riguarda il patrimonio documentario, di cui desidera parlarci?
Senz’altro la mostra “Memory of the World”, realizzata in occasione della 37a Conferenza Generale dall’UNESCO per celebrare il venticinquesimo anniversario dell'istituzione di questo programma, che raccoglie in una serie di pannelli rappresentazioni dei massimi documenti d’archivio che hanno segnato la storia del mondo. A questi si aggiungono, su supporto video, alcune rappresentazioni dei 7 patrimoni documentari italiani già iscritti nel Registro della “Memoria del Mondo”.
 
 
Cogliamo l'occasione per ricordare che giovedì 12 ottobre, alle ore 19:00, presso la sede della Fondazione Banca del Monte di Lucca, sarà inaugurata la mostra “Memory of the World” realizzata dall’UNESCO in occasione della 37esima Conferenza Generale.
 
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