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L'AGENDA 2017 PER LA FILANTROPIA ISTITUZIONALE IMPEGNATA IN SOCIAL CHANGE

  • Pubblicato il: 15/04/2017 - 00:00
Rubrica: 
STUDI E RICERCHE
Articolo a cura di: 
Vittoria Azzarita

Il 2017 si presenta come un anno di cambiamenti significativi  anche per il settore filantropico. A metterlo in evidenza sono le previsioni elaborate da Ariadne, la rete europea che riunisce più di 600 grant-makers, finanziatori e filantropi che sostengono il cambiamento sociale e i diritti umani. La crescita delle disuguaglianze a livello globale, il notevole incremento delle ingiustizie sociali, la diffusione degli estremismi e la delegittimazione della società civile sono le sfide principali che la filantropia dovrà affrontare nel prossimo futuro. Uno scenario non rassicurante che è stato approfondito anche durante l'ultima edizione del WINGSForum, a Città del Messico,  l'evento più conosciuto e prestigioso della comunità filantropica mondiale, organizzato da WINGS, il network che riunisce 167 associazioni filantropiche e organizzazioni di supporto alla filantropia che operano in 41 Paesi nel mondo. Data la complessità del presente diventa necessaria una maggiore collaborazione sia tra filantropi che operano nello stesso settore, sia tra filantropi attivi in diversi ambiti di intervento, se si vuole favorire il cambiamento sociale.
 


La comunità filantropica mondiale si è data appuntamento a Città del Messico, durante il mese di febbraio, per partecipare al WINGSForum, l'evento più conosciuto e prestigioso che la rete WINGS organizza ogni tre anni per favorire lo scambio di conoscenze e offrire un'esperienza di apprendimento tra pari, dove i principali operatori del settore filantropico possono condividere pratiche e modelli di lavoro, cercando di immaginare soluzioni innovative alle sfide maggiormente significative con cui la filantropia istituzionale deve confrontarsi a livello globale. WINGS – Worldwide Initiatives for Grantmaker Support è un network che riunisce 167 associazioni filantropiche e organizzazioni di supporto alla filantropia che operano in 41 Paesi nel mondo, il cui scopo è quello di favorire la comprensione dei cambiamenti in atto nel settore filantropico e nel comparto degli investimenti sociali. Se considerati complessivamente, i membri di WINGS e i partecipanti al network rappresentano oltre 22mila enti filantropici attivi in tutto il mondo e capaci di mobilitare quasi 140 milioni di dollari. 
 
Filantropia e pensiero critico
L'edizione 2017 del WINGSForum è stata un'occasione non solo per promuovere un dibattito a più voci sugli attuali modelli di funzionamento e sulle pratiche correnti che caratterizzano il settore filantropico, ma anche per incoraggiare discussioni profonde sulla capacità della filantropia di influenzare il cambiamento sociale, creando le condizioni affinché la filantropia istituzionale possa svilupparsi ulteriormente. Intitolata “Critical Philanthropy: Addressing Complexity, Challenging Ourselves”, la tre giorni messicana ha posto al centro della discussione un tema di stringente attualità, data l'urgenza della crisi economica globale e le grandi questioni che riguardano la progressiva chiusura dello spazio d'azione destinato alla società civile. Sfruttare il potenziale della filantropia, in tutta la sua diversità, al fine di costruire un mondo più equo e inclusivo, significa prima di tutto porsi una domanda di fondo su ciò che la filantropia oggi rappresenta.
Come ha messo in evidenza Jenny Hodgson, Executive Director del Global Fund for Community Foundations, esistono alcune visioni contrapposte del ruolo che la filantropia gioca nel promuovere la giustizia sociale. Infatti, se da un lato la filantropia rappresenta una forma nobile e alta di amore per l'umanità, un modo in cui fare del bene usando delle risorse private, dall'altro emergono anche degli elementi critici – e quindi contraddittori – perché il sistema filantropico è visto da alcuni come un insieme di attori che fonda il proprio modo di essere su una organizzazione della società fortemente diseguale, dove alcune élite dominanti cercano di mantenere lo status quo.
Chi denigra la filantropia troppo spesso ne sottovaluta i vantaggi, ma i suoi fautori alle volte rischiano di essere poco obiettivi e autoreferenziali. Pertanto pensare alla filantropia in maniera critica implica la capacità di cogliere la complessità del presente. Gli operatori del settore filantropico devono sì essere consci del grande potenziale racchiuso nelle pratiche filantropiche, quale strumento in grado di fornire soluzioni concrete a bisogni reali, ma devono al contempo essere consapevoli dei cambiamenti in atto al fine di comprendere le dinamiche che regolano i rapporti di potere, i flussi di denaro e i meccanismi della partecipazione all'interno dei contesti contemporanei. Da ciò emerge in maniera chiara la necessità che la filantropia debba adattarsi a uno scenario in continua evoluzione, non potendo più continuare a usare lo stesso modus operandi del passato. Oggi gli enti filantropici e le organizzazioni di supporto alla filantropia devono sviluppare modalità di lavoro maggiormente collaborative, e devono imparare a muoversi in più settori contemporaneamente, prestando maggiore attenzione alle istanze provenienti dalla società civile per cercare di ridurre la distanza tra le esigenze espresse dalla popolazione e le proprie agende programmatiche. 
In quest'ottica, il WINGSForum 2017 si è concluso con la pubblicazione della “Mexico City Declaration”, che sottolinea l'importanza della filantropia in un mondo caratterizzato da una elevata instabilità politica, e in cui sono presenti numerosi ostacoli e minacce al rispetto dei diritti umani, ai principi di uguaglianza e alla tutela dell'ambiente. Data la crescente polarizzazione della popolazione a livello globale, e il notevole incremento delle ingiustizie sociali e degli estremismi, la dichiarazione sottoscritta a Città del Messico rende noto l'impegno della comunità filantropica mondiale a usare la crescente influenza del settore filantropico per coltivare il rispetto della cultura della diversità, mettendo in campo tutte le risorse - sociali, intellettuali e materiali - a sua disposizione per dare sostegno e offrire solidarietà a quanti, in tutto il mondo, si sentono minacciati dal crescere dei pregiudizi e dalla diffusione dei movimenti nazionalisti ed estremisti.
 
Le previsioni di Ariadne per il 2017
Le problematiche e le criticità, riscontrate nel corso del WINGSForum 2017, emergono anche dalla lettura dell'ultimo report sulle principali tendenze del settore filantropico redatto da Ariadne, la rete europea che riunisce più di 600 grant-makers, finanziatori e filantropi che sostengono il cambiamento sociale e i diritti umani. Le informazioni contenute nel rapporto “2017 Ariadne Forecast” sono il frutto di un intenso lavoro di confronto tra i membri del network europeo e altri operatori filantropici- tra i quali anche il Giornale delle Fondazioni-, chiamati a rispondere a sei domande sui trend che caratterizzeranno le attività del settore filantropico nel corso del 2017. Dopo aver condotto un'indagine preliminare all'interno del network tramite interviste e questionari, nei mesi di gennaio e febbraio Ariadne ha organizzato cinque tavole rotonde con fondazioni di erogazione nelle città di Bruxelles, Parigi, Londra, L'Aia e Roma per discutere, sulla base dei primi risultati emersi dall'indagine, le maggiori tendenze nei campi del cambiamento sociale e dei diritti umani.
L'incontro che si è tenuto a Roma - organizzato in stretta collaborazione con Carola Carazzone, Segretario Generale di Assifero -  presso la sede della Fondazione Con il Sud  ha visto la partecipazione di importanti esperti del settore sia nazionali che internazionali, tra cui Adrian Arena, Direttore – Programma Internazionale sui Diritti Umani della Oak Foundation e Jordi Vaquer Fanés, Direttore Regionale della Open Society Foundations. In questa occasione il dibattito si è focalizzato su tre domande cardine, orientate a capire: quali saranno le sfide più pressanti che i beneficiari delle elargizioni filantropiche dovranno affrontare nel 2017; quali cambiamenti saranno osservabili nelle pratiche dei finanziatori e degli investitori nei prossimi dodici mesi; e quale evento politico avrà un impatto sostanziale nel proprio settore di riferimento. Particolarmente acuti e lungimiranti, gli interventi di Adrian Arena e Jordi Vaquer Fanés hanno sollevato questioni importanti, riprese anche all'interno del report. Adrian Arena ha voluto mettere in evidenza il fatto che nel prossimo futuro «avremo bisogno non solo di proteggere i diritti umani all’estero, ma di essere sicuri che essi non vengano persi anche nel nostro Paese». Ha dichiarato, inoltre, che «dobbiamo affrontare quest’epoca cosiddetta di “post-verità” in cui i fatti oggettivi, chiaramente accertati, sono meno influenti nel formare l'opinione pubblica rispetto ad appelli, a emozioni e convinzioni personali». Molto incisive anche le parole di Jordi Vaquer Fanés che ha posto l'accento sulla progressiva riduzione dello spazio d'azione riservato alla società civile. Nell'immaginare il futuro della filantropia, Jordi Vaquer Fanés sottolinea che «i gruppi civili che si preoccupano della “stato di salute” della democrazia e del pluralismo, hanno di fronte a loro un’immagine – rappresentata da Russia, Turchia, e anche dagli Stati Uniti – di ciò che potrebbe presto accadere anche in Europa, a meno che non si verifichino tre passaggi fondamentali: che vi sia un’azione sociale decisa a difendere l’autonomia della società civile; che vi sia una maggiore partecipazione politica congiuntamente alla mobilitazione sociale; e infine, che vi sia un senso di unità fra le stesse forze democratiche».
 
Tendenze e fenomeni globali
Come anticipato, molte di queste osservazioni costituiscono l'asse portante delle previsioni elaborate da Ariadne per il 2017, che si presenta come un anno di cambiamenti significativi e di grande incertezza. Tra gli eventi destinati ad avere ripercussioni su tutti gli aspetti della società a livello mondiale, si possono citare le elezioni presidenziali americane che hanno decretato il successo politico di Trump, e il referendum inglese che ha restituito quale alternativa vincente l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europa. Entrambi questi eventi, insieme a una maggiore influenza della Russia, al rapporto non chiaro tra Cina e Stati Uniti, e al ruolo sempre più forte che la Cina esercita nel Sud del mondo, hanno causato un riassetto – radicale e per alcuni aspetti inaspettato - del quadro geo-politico mondiale, che impone l'elaborazione di nuovi paradigmi cognitivi per comprendere e spiegare i fenomeni contemporanei.
Le tendenze individuate da Ariadne parlano di un possibile cambio di direzione degli investimenti dai Paesi del Sud in via di sviluppo alle economie mature del Nord, quale conseguenza della necessità di rafforzare proprio nelle democrazie occidentali la tutela di quei diritti che loro stesse hanno contribuito a promuovere e diffondere. I grant-makers e gli investitori filantropici prevedono, che nel corso del 2017, le elargizioni di risorse saranno molto più concentrate all'interno dei contesti locali e che non ci sarà, di conseguenza, una significativa mobilitazione di denaro a livello globale. Ciò risulta essere particolarmente vero per i filantropi statunitensi, per i quali Ariadne prevede una focalizzazione interna delle attività filantropiche a scapito degli aiuti internazionali. Questo potrebbe causare un effetto destabilizzante in numerose aree del Sud del mondo, che hanno rappresentato una zona di intervento prioritaria per molti donatori negli ultimi 5-10 anni, e dove potrebbero non esserci fonti d'aiuto alternative e sufficienti a colmare la lacuna che si potrebbe in tal modo generare. Anche per questo, i grant-makers e gli investitori filantropici dovranno essere preparati nel 2017 ad aiutare i beneficiari dei loro fondi ad affrontare le criticità connesse alla sostenibilità economica, in uno scenario sempre più impegnativo dal punto di vista politico e sociale.
Ariadne teme che tale situazione possa essere ulteriormente aggravata dal fatto che ci saranno meno risorse governative destinate alla tutela dei diritti umani e delle libertà civili, per un duplice ordine di motivi: da un lato i programmi d'aiuto di matrice europea continueranno ad essere utilizzati per gestire i flussi migratori a livello locale; dall'altro è molto probabile che gli aiuti internazionali statunitensi subiranno una contrazione considerevole durante la presidenza di Donald Trump. I donatori hanno anticipato che questa crescente ostilità nei confronti dei diritti umani si tradurrà in uno sforzo legislativo per delegittimare alcune conquiste civili, con particolare riferimento ai diritti delle donne e dei cittadini LGBTI. Non sorprende quindi, che la riduzione dello spazio d'azione della società civile rappresenti, anche per il 2017, una delle principali preoccupazioni della comunità filantropica mondiale. Le ulteriori restrizioni imposte sui finanziamenti stranieri da parte di Paesi come India, Russia e Cina, insieme all'introduzione di norme volte a rendere note informazioni sensibili sui donatori e sui beneficiari dei loro fondi, rischiano di compromettere l'esistenza già precaria di attivisti e organizzazioni che in tutto il mondo lottano quotidianamente per la difesa dei diritti umani.
Date queste premesse diventa necessaria una maggiore collaborazione sia tra filantropi che operano nello stesso settore, sia tra filantropi attivi in diversi ambiti di intervento, in quanto è ormai indispensabile avere una visione olistica dei fenomeni. Secondo le previsioni di Ariadne, il 2017 sarà l'anno in cui le fondazioni inizieranno a considerare molto più seriamente la questione della trasparenza, e in cui cresceranno gli investimenti etici al fine di assicurare una più stretta corrispondenza tra le modalità di investimento e i valori e i principi su cui si fonda ciascuna fondazione. Il 2017 si caratterizzerà per un cambio di rotta degli aiuti europei destinati ai migranti, che non saranno più spesi in misura prevalente per azioni di soccorso umanitario ma per sostenere programmi capaci di favorire e promuovere l'integrazione a medio e lungo termine. Altro campo d'azione prioritario sarà la lotta all'esclusione, intesa sia come emarginazione delle minoranze sia come alienazione delle classi meno abbienti. Aumenterà, inoltre, la domanda di grant-makers specializzati nell'operare in zone di conflitto in quanto non solo sta cambiando la natura dei conflitti – come dimostrano gli attacchi terroristici nelle città europee – ma si stanno diffondendo le situazioni potenzialmente conflittuali. Ciò trova riscontro nel profondo stato di incertezza in cui versa oggi la democrazia, che sarà un altro grande tema a cui presteranno attenzione i filantropi nel corso del 2017.
  
Uno sguardo all'Italia
Restringendo il campo d'osservazione al contesto italiano, il report di Ariadne riferisce che le fondazioni italiane sono pronte a diventare più professionali e collaborative, dal momento che un indebolimento delle risorse pubbliche impone un maggior coinvolgimento della filantropia privata a sostegno di cause di pubblica utilità. Non è un caso che gli enti filantropici italiani abbiano iniziato ad andare oltre la semplice elargizione di denaro per sviluppare interventi più mirati, orientati alla produzione di effetti a lungo termine, e mostrino interesse nei confronti di modalità di investimento attente alle ricadute sociali, come la venture philanthropy e l'impact investing. Il 2017 sarà un anno in cui le fondazioni apporteranno anche dei cambiamenti interni alle loro strutture, adottando nuovi processi organizzativi e metodi più sofisticati di monitoraggio e valutazione delle proprie azioni.
Al contempo nel contesto filantropico italiano si assisterà a una maggiore collaborazione, in quanto diventare più strategici significa anche identificare nuovi partner e coordinarsi con gli altri soggetti, pubblici e privati, che operano sia all'interno che all'esterno del settore filantropico. Come messo in evidenza dal report di Ariadne, tradizionalmente la società civile italiana è stata caratterizzata da organizzazioni che lavoravano in maniera isolata e in ambiti distinti e separati. Oggi, invece, gli enti filantropici iniziano a riconoscere i benefici del lavoro collaborativo non solo con altre organizzazioni filantropiche ma anche con istituzioni governative, mondo imprenditoriale e rappresentanti della società civile. A questo proposito uno dei partecipanti agli incontri organizzati da Ariadne prevede che nel 2017 si affermerà un nuovo paradigma, in base al quale la collaborazione, la comunicazione e un approccio fondato sulle relazioni diventeranno parte integrante di una strategia orientata a rafforzare l'impatto sociale di ciascun progetto e azione portato avanti dalle fondazioni.
I donatori si aspettano anche che l'intensificarsi dei rapporti collaborativi possa tradursi in una più stretta interazione tra coloro che elargiscono i fondi e i destinatari di tali risorse affinché i beneficiari possano divenire partner attivi, condividendo valori e obiettivi comuni, e non essere dei semplici riceventi passivi di risorse provenienti dall'esterno. In riferimento a ciò, gli enti filantropici italiani si sono dichiarati preoccupati dalla scarsa capacità di adattamento ai cambiamenti attuali mostrata dalle organizzazioni beneficiarie. In molti casi tali organizzazioni presentano un ritardo di sviluppo rispetto a quanto accade negli altri Paesi europei in termini di competenze tecnologiche, capacità manageriali e propensione ad agire in un contesto internazionale, soprattutto a causa della carente conoscenza delle lingue straniere. Tali debolezze potrebbero portare, nel 2017, al collasso di quelle organizzazioni che non sono preparate ad operare all'interno di un nuovo ambiente in cui le risorse pubbliche diminuiscono, e in cui diventa fondamentale per la propria sopravvivenza essere in grado di dimostrare il proprio impatto e sviluppare tecniche innovative di comunicazione e fundraising. 
L'acuirsi dei divari sociali, l'instabilità politica interna, e i fenomeni migratori continueranno ad essere i temi caldi dell'agenda filantropica italiana, che tenderà a concentrare i propri aiuti nel sostegno all'istruzione, nella promozione dell'imprenditorialità giovanile, nella diffusione di una cultura dell'inclusione e dell'integrazione, e nello sviluppo di politiche di contrasto alla povertà attraverso l'adozione di nuovi modelli di finanziamento ed elargizione delle risorse a propria disposizione. Nel corso dei prossimi 12 mesi l'arte e la cultura, insieme alla formazione e all'apprendimento come strumenti di empowerment della comunità, diventeranno meno importanti per i filantropi italiani che useranno con minore frequenza sia i finanziamenti una tantum sia i bandi destinati a sostenere eventi singoli e isolati.
Ascoltando quanto emerso dall'ultima edizione del WINGSForum e leggendo le previsioni di Ariadne per il 2017, appare in maniera chiara e incontrovertibile che nello scenario contemporaneo la filantropia istituzionale non può più continuare ad essere “business as usual”, intendendo con ciò che in un mondo che cambia non si possono reiterare modi di agire che andavano bene in passato ma che risultano essere del tutto inadeguati ad affrontare la complessità del presente. Il ben noto “cultural lag” teorizzato da Ogburn riaffiora in tutta la sua attualità, restituendoci ancora una volta l'immagine di un sistema di conoscenze e valori che insegue le velocissime trasformazioni imposte dalla modernità. Non diversamente da altri settori, la filantropia sta imparando a mettere in discussione se stessa al fine di trovare l'assetto migliore per superare la dissonanza cognitiva che rischia di vanificare gli sforzi comuni per rendere possibile l'affermarsi di una società più equa, plurale e democratica.
 
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