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YPSIGROCK: SE UN FESTIVAL INDIE SOGNA L’INCLUSIONE

  • Pubblicato il: 15/04/2018 - 09:02
Rubrica: 
DOVE OSA L'INNOVAZIONE
Articolo a cura di: 
Francesco Mannino
Ypsigrock Festival, 22 anni di musica indie-alternative rock a mezz’ora da Palermo. A Castelbuono si rinnova l’evento che attira migliaia di persone attorno alla musica, all’arte, alla natura. Vincenzo Barreca ci racconta come funziona il festival, che punta ad una crescente capacità di inclusione sociale e a forme stabili di integrazione con la comunità di Castelbuono.
“Il paese dei festival” è stato il tema di Nuove Pratiche Fest 2018, la chiamata a Palermo di CLAC e Pescevolante durante l’anno di Capitale Italiana della Cultura, per quattro giorni di workshop e tavole rotonde, laboratori e gruppi di lavoro rivolte alle realtà che stanno sperimentando pratiche innovative e trasformative nell’ideazione e organizzazione di festival culturali. Tra gli intervenuti Vincenzo Barreca, fondatore di Ypsigrock insieme a Gianfranco Raimondo, il Festival di musica indie-alternative rock ospitato da due decenni dalla cittadina di Castelbuono (PA), di cui abbiamo già conosciuto il Museo Civico. Ypsigrock Festival torna per la sua ventiduesima edizione tra il 9 e il 12 agosto 2018.
 
Continua così la nostra esplorazione dei festival siciliani, con la terza tappa dopo Etnacomics  (Catania) e A tutto volume (Ragusa): un “viaggio” finalizzato alla comprensione non solo della portata artistico-culturale temporanea di questi eventi, ma delle relazioni che creano, degli impatti che producono, della partecipazione che attivano. E a capire se i modelli di gestione riescono a farcela, in termini di sostenibilità economica. La parola a Vincenzo Barreca.
 
Qual è la storia di Ypsigrock? Come nasce, da quali idee e rispondendo a quali bisogni?
Ypsigrock nasce nel 1997 nel bel mezzo di una straordinaria stagione musicale. Il fermento era tangibile e la nostra volontà di farne parte ha fatto il resto.
 
Che forma giuridica ha la struttura incaricata della gestione?
La gestione del festival è in carico all’Associazione Culturale Glenn Gould.  Stiamo vivendo un periodo di cambiamenti profondi ed è allo studio la possibilità di  modificare la tipologia di governance.
 
Parliamo dei partner: chi gioca la partita, oltre voi? Con quali reti territoriali e con quali partner pubblici? E soprattutto, ci sono fondazioni che hanno un qualche ruolo nell’iniziativa?
Ad oggi gli unici fondi pubblici che ci sostengono sono quelli del comune di Castelbuono che, considerate le condizioni poco rosee delle casse dei piccoli comuni, riesce a finanziare solo il 5 per cento del costo di produzione.  Il festival, per il resto, è sostenuto da qualche sponsor privato e dagli introiti che vengono dai biglietti, dal campeggio, dai servizi bar e ristorazione e dal merchandising.
Ypsigrock da qualche anno fa parte della rete europea ETEP (European Talent Exchange Programme) importante programma di scambio che mette in connessione festival e giovani talentuosi artisti dell’Unione, un’occasione per noi per rimanere sempre in contatto  con i fermenti che circuitano per i migliori festival europei.
L’Associazione Glenn Gould da qualche anno ha stretto dei rapporti con la Fondazione Con il Sud ed ha ad esempio ricevuto il sostegno per la realizzazione di un centro polifunzionale per artisti ed associazioni nel Comune di Castelbuono. Ci sono molte altre attività in cantiere, azioni che a nostro avviso faranno crescere il festival e la comunità. 
 
Diteci anche del rapporto con gli artisti/autori e con i produttori/editori
La creazione di un festival presuppone perlopiù rapporti con agenzie di booking e management dei gruppi. Abbiamo una storia di 22 anni e questo ci  ha permesso di creare collegamenti con le più importanti agenzie Italiane ed Europee; non sono sempre rose e fiori ma quando si ha che fare con professionisti tutto diventa più facile.
Il rapporto del festival con gli artisti è simbiotico, lo scambio reciproco di energie crea le condizioni per la buona riuscita di un’edizione.
 
Un po’ di numeri: quanti eventi interni, quanti eventi satellite, quanti partecipanti
Chi deciderà di vivere il festival potrà godere di trenta concerti, senza sovrapposizione, divisi per i quattro palchi di Ypsigrock e piccole popup venue (ad esempio i live acustici all’interno del cortile del Castello, nel Museo Civico). 
Raggiungiamo spesso il sold out e possiamo contare, cioè, su 3000 persone ogni giorno per 3 giorni e 750 persone al camping.
 
E un po’ di dettagli: se è nota, quale segmentazione avete rilevato dei vostri pubblici?
Abbiamo un pubblico abbastanza eterogeneo, con una maggioranza di presenze di uomini e donne con età compresa tra 25 e 40 anni. E’ bello vedere un numero sempre maggiore di famiglie prendere parte al festival, ci avviciniamo sempre di più al modello Europeo di fruizione.
 
Che tipo di esperienza vive un vostro partecipante?
Un ypsino – così chiamiamo gli amanti del festival – vive una grande gamma di emozioni che non si limitano a quelle che può regalare un concerto ma vanno oltre, perché Ypsigrock offre al visitatore tre giorni spensierati fatti di arte, natura, grande gastronomia e sorprese che scandiscono la lunga giornata festivaliera.
 
Cosa produce la manifestazione per le comunità e il territorio di riferimento? Indotti ma anche impatti per le persone, sul medio e lungo periodo, guardando oltre la durata della manifestazione.
Ypsigrock intercetta un target turistico abbastanza specifico ed è evidente che le ricadute in termini economici per la comunità sono importanti e in continua crescita. Ma siamo convinti che ciò che Ypsigrock ha regalato negli anni al territorio vada oltre e sia  legato sopratutto allo stimolo del fermento culturale di comunità e alla formazione di figure altamente specializzate tra i collaboratori del festival.
 
Non sfugge che lo spazio dedicato ai concerti sia la piazza antistante il Museo Civico: che rapporto avete instaurato con quel luogo? Che valore (anche per il futuro) date a questa collaborazione?
La consolidata partnership con il Museo Civico è una cosa abbastanza innovativa e ci permette di ampliare i linguaggi  artistici del festival oltre che di poter usufruire di spazi unici e meravigliosi. Anche per il 2018 metteremo in campo nuove forze per dare vita alla presentazione di mostre e performance artistiche di altissimo livello.
 
2018, Palermo capitale italiana della cultura: Ypsigrock come interagirà con questo evento?
Sposiamo fortemente la buona riuscita di Palermo Capitale Italiana della Cultura e faremo tutto il necessario per sostenere questo importante contenitore. Ypsigrock è inoltre un evento collaterale di  Manifesta, la Biennale nomade europea, che quest’anno si svolgerà a Palermo.
 
Che strumenti di analisi utilizzate per capire i vostri pubblici e come la manifestazione risponde ai loro bisogni?
La rete ci aiuta molto a raccogliere le istanze del nostro pubblico in tempo reale; ci permette anche di recepire eventuali critiche e, se necessario, di attuare azioni correttive. Cerchiamo di migliorare continuamente il benessere di chi decide di investire le proprie vacanze nel nostro festival.
 
Esiste un modello di sostenibilità? Vi va di parlarcene? La prevalenza delle entrate è di tipo pubblico o privato? Ci sono fondazioni che vi sostengono? E quali sono le voci prevalenti tra i costi?
In Italia raggiungere la sostenibilità per una manifestazione come la nostra è molto difficile, le leve da governare sono moltissime e il modello di intrattenimento è ancora legato a linguaggi un po' rigidi che presuppongono la presenza sul palco di grandi popstar e non alla fruizione esperienziale, il vero valore aggiunto di un festival. Come detto prima, Ypsigrock è prevalentemente autoprodotto e l’investimento più grande è legato alla creazione del programma artistico: cerchiamo sempre di rispondere ai nostri competitor Europei che, a differenza nostra, hanno spesso e volentieri budget giganteschi.
Oggi, dopo tanti anni di attività, conosciamo molto bene il comparto di riferimento e sappiamo come muoverci, ma non è sempre facile.
 
Progetti per il futuro
Il nostro progetto più ambizioso per il prossimo futuro è legato al tema dell’Accessibilità: stiamo lavorando per l’accrescimento della fruibilità del festival e delle altre manifestazioni del territorio. Vogliamo promuovere la partecipazione inclusiva, intesa come risposta alle disabilità, disagio sociale e ogni forma di emarginazione. Vogliamo che sempre di più ognuno possa avere la possibilità di decidere se partecipare in autonomia alle nostre attività,  senza limitazioni imposte da strutture o pregiudizi.
 
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Ph: Locandina Ypsigrock Festival 2018 - Artwork by Luis Pinto | Ypsi Once Stage_11 © Stefano Masselli