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Settembre speciale al MUSEO MARINO MARINI: 3 grandi eventi, 8 protagonisti della cultura e arte contemporanea, 1 special guest

  • Pubblicato il: 09/09/2017 - 11:22
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Redazione

Il Museo Marino Marini, a Firenze, riapre dopo la pausa estiva con un settembre ricco di eventi. Apre il guru delle digital humanities, Jeffrey Schnapp, il 12 settembre, per il ciclo “What’s next”
 


 
L'inedita proposta culturale del Museo Marino Marini di Firenze riprende il 12 settembre con Jeffrey Schnapp, guru delle digital humanities, direttore del metaLAB dell’Università di Harvard, figura di riferimento mondiale nello studio dell’impatto del digitale sui modelli di produzione, disseminazione e trasmissione della cultura.
La sorte dei saperi nel 21esimo secolo, questo il titolo della conferenza che terrà Jeffrey Schnap: big data, rete, comunicazione multicanale dei saperi, modelli partecipativi emergenti, “archivio animato”, ovvero perché la digitalizzazione non equivale alla democratizzazione, saranno fra gli argomenti dello speech che sarà tenuto in un italiano impeccabile. Nell’occasione, Schnapp, che è anche CEO di Piaggio Fast Forward, il centro ricerca sul futuro che la Piaggio ha creato negli USA, presenterà “FuturPiaggio” (edito da Rizzoli), ambizioso progetto-oggetto d’arte innovativo su un gruppo che ha segnato la storia della mobilità e del design, e sarà accompagnato da GITA, il robot originale di cui già parlano in tutto il mondo.
Con Jeffrey Schnapp, anche membro del comitato d’onore del Museo Marino Marini, si apre il primo appuntamento del ciclo di eventi “What’s Next”, che sarà dedicato a leader culturali, innovatori e makers internazionali che riflettono sul futuro dei musei: sfide, opportunità, innovazioni e cambiamenti.
 
Altra novità settembrina, Contemporary Art Hates You”, una serie di incontri che, prendendo spunto dalla famosa frase del regista e provocatore John Waters, invita alcuni protagonisti dell'arte contemporanea a discutere intorno al tema più "hot" del momento: quale, come e perché arte contemporanea in Italia. Si confronteranno vis a vis: Angelo Crespi con Stefano Monti il 15 settembre; Francesco Bonami con Sergio Risaliti il 19 settembre; Ludovico Pratesi con Arturo Galansino il 28 settembre.
 
Ritornano a settembre le conferenze del ciclo “Director’s Cut”, uno spazio che vede come protagonisti i più importanti e innovativi direttori dei musei che raccontano il “dietro le quinte” del cambiamento in corso. Il 18 settembre interverrà Gianfranco Maraniello, Presidente AMACI (Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiana) e Direttore MART Trento Rovereto, e il 25 settembre sarà invece la volta di Fabio Cavallucci, Direttore Centro Pecci di Prato.
 
Fino al 2 ottobre sarà visitabile la doppia mostra di Mimmo Paladino: i paramenti liturgici disegnati dall'artista appositamente per la Cappella Rucellai e realizzati da Alberta Ferretti, e la serie emozionante e suggestiva dei famosi “dormienti”, posizionati nella cripta del museo in occasione della mostra Ytalia. 
 
 
Pogramma settembre 2017
 
"What's next"
 
Martedì 12 settembre | ore 19
La sorte dei saperi nel 21esimo secolo
Incontro con Jeffrey Schnapp
 
Nato a New York nel 1945. Jeffrey Schnapp è una figura di riferimento nel campo delle digital humanities, fondatore e direttore dello Standford Humanities Lab, poi direttore del metaLAB (at) Harvard, attualmente Chief Executive Officer – Piaggio Fast Forward. Celebre come storico sia del medioevo che del Novecento italiano, è stato un pioniere in vari campi di ricerca transdisciplinare. Le sue ricerche ricoprono un terreno ampio, dall'antichità classica fino alla contemporaneità, e comprendono la storia materiale della letteratura, l'architettura, il design e la storia della scienza e della tecnica (sempre con particolare enfasi sul contesto italiano). Filologo romanzo di formazione, è autore di oltre venticinque libri e più di duecento saggi su autori quali Virgilio, Dante Alighieri, Petrarca, Niccolò Machiavelli. Ha collaborato come curatore con diversi musei come La Cantor Arts Center, Wolfsonian-FIU, SFMOMA, la Triennale di Milano, Il Centro di Studi di Architettura Andrea Palladio, e Il Canadian Centre for Architecture. Schnapp è stato borsista (senior research fellow) ad alcuni dei centri di ricerca più prestigiosi del mondo, tra cui la National Gallery of Art a Washington(1996), il Getty Research Institute (2005) e il Canadian Centre for Architecture (2007).
 
 
“Contemporary Art hates you”
3 conversazioni sull’arte contemporanea
 
Venerdì 15 settembre | ore 19
Angelo Crespi presenta"Ars Attack - Il bluff del contemporaneo” (Johan & Levi editore). Ne parlerà con l'autore Stefano Monti
 
Dissacrazione, nonsense, divertimento inutile sembrano le nuove categorie dell’arte contemporanea, in cui solo il mercato definisce il valore di un’opera, e ogni giudizio estetico è bandito. Oggi niente ha più senso se non il marchio di fabbrica dell’artista che genera, al di là del risultato, arte come il melo fa le mele, obbedendo al cieco verbo della produzione e del guadagno, mentre i musei del contemporaneo, vuoti esoscheletri senza contenuti, certificano i prezzi di questi nuovi “titoli spazzatura”. Nessun problema se questa nuova arte non aspirasse al paragone con l’arte della Tradizione, a confrontarsi con i grandi del passato. Per essa bisognerebbe trovare un nuovo nome, una nuova categoria per una nuova tassonomia in cui comprendere tutte quelle cose brutte, insensate, spesso mal formate, che però si autodefiniscono arte. Per quest’ultime, Angelo Crespi s’inventa il termine sgunz, affondando la lama dell’osservatore disincantato e competente nel marcio dell’attuale sistema: critici, curators, galleristi, giovani e vecchi artisti di fama, tutti al tempo stesso vittime e fautori di un meccanismo che non fa altro che perpetuare se stesso. Sulla scia di una consolidata scuola di pensiero che va da Robert Hughes a Jean Clair, un pamphlet che si pone come un manuale di sopravvivenza in una giungla sempre più intricata, una scialuppa di salvataggio per chiunque senta di aver perso la bussola, per chi naviga controcorrente e crede ancora nell’arte. Quella vera.
 
Martedì 19 settembre | ore 19
Francesco Bonami presenta “L'arte nel cesso. Da Duchamp a Cattelan, ascesa e declino dell’arte contemporanea” (Mondadori) ne parlerà con l'autore Sergio Risaliti in omaggio ai partecipanti un biglietto omaggio per la mostra YTALIA a Forte Belvedere
 
Con l'autoironia che lo contraddistingue, Francesco Bonami, uno dei più brillanti critici d'arte internazionali, riprende il discorso avviato dieci anni fa in Lo potevo fare anch'io. L'autore ammette che, in fondo, tante opere alla cui vista restiamo sgomenti forse avremmo potute farle pure noi, e comunque, anche se le ha fatte qualcun altro prima, questo non significa affatto che si tratti di arte. Per concludere, provocatoriamente ma non del tutto, che l'arte contemporanea – che ha avuto inizio nel 1917 con l'orinale capovolto ( Fontana ) di Marcel Duchamp – oggi, a un secolo esatto, è giunta alla sua fine, e deve lasciare il posto a una nuova fase. Attraverso una serie di racconti e riflessioni, l'autore ci mostra perché ora all'arte non bastano più solo idee che si rincorrono con l'obiettivo di essere una più rivoluzionaria dell'altra. E perché, provocazione dopo provocazione, la contemporaneità ha esaurito il suo potere di stupire. E conclude che, per tornare a essere utile, l'arte deve ritrovare la capacità d'inventare e narrare storie, recuperando quell'essenziale cocktail di ingenuità e genialità che è alla base della creatività umana.
 
Giovedì 28 settembre | ore 19
Ludovico Pratesi presenta “Perché l'Italia non ama più l'arte contemporanea” (Castelvecchi Editore). Ne parlerà con l'autore Arturo Galansino
 
Come mai l’Italia odia l’arte contemporanea? È a causa del peso del nostro patrimonio artistico o ci sono altre ragioni? Perché non sappiamo promuovere i nostri giovani talenti sulla scena internazionale? Come mai non abbiamo una grande collezione nazionale dedicata all’arte di oggi? Partendo da queste domande, il libro di Pratesi suggerisce alcune direzioni per individuare, in Italia, un nuovo rapporto con l’arte del nostro tempo.
 

Director’s cut
I direttori dei musei si raccontano "dietro le quinte"
 
Lunedì 18 settembre | ore 19
Gianfranco Maraniello - Presidente AMACI e direttore MART Trento e Rovereto
 
Gianfranco Maraniello è Presidente del'AMACI, Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani e membro del Comitato Scientifico per la Collezione d'Arte della Farnesina – Ministero degli Affari Esteri e del MADRE di Napoli. E’ anche membro del Consiglio di Amministrazione della Pinacoteca di Brera.
Oltre ad aver curato mostre in Italia e all'estero e scritto numerosi saggi, ha regolarmente tenuto corsi per master post universitari presso la LUISS a Roma e l'Accademia di Brera a Milano.
È stato curatore presso il Palazzo delle Papesse di Siena e il MACRO di Roma. Nel 2006 è stato curatore della Biennale di Shanghai. Dal 2005 ha diretto la GAM di Bologna per poi inaugurare il MAMbo nel 2007 e assumere dal 2013 al 2015 la Direzione dell'intero sistema museale civico denominato Istituzione Bologna Musei. Da giugno 2015 è il Direttore del Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.
 
Lunedì 25 settembre | ore 19
Fabio Cavallucci - direttore del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato
 
Fabio Cavallucci, romagnolo classe 1961, arriva alla guida del Centro Pecci nel 2014, dopo l’esperienza di quattro anni alla direzione del Centro d’Arte Contemporanea Castello Ujazdowski di Varsavia. Prima di allora aveva diretto, dal 2001 al 2008, la Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Trento; proprio in virtù di quell’incarico aveva coordinato l’edizione di Manifesta che si tenne, nel 2008, in Trentino e Alto Adige. Primo contatto professionale con la Toscana, prima dell’arrivo a Prato, nel 2010, quando diresse la Biennale Internazionale di Scultura di Carrara.
 
Ytalia
2 ottobre - chiusura mostra Mimmo Paladino