NUOVE GEOGRAFIE DEL TURISMO

  • Pubblicato il: 14/04/2017 - 11:50
Rubrica: 
CONSIGLI DI LETTURA
Autore: 
Martha Friel 

Come sarà il turismo nei prossimi 10 anni? Le sfide sociali e tecnologiche di un settore in rapida evoluzione. Ne parla Martha Friel, co-autrice con Armando Peres di un recente volume “Futurismi. Nuova Mappa per i viaggiatori di domani”, edito da Hoepli.
 
Nonostante se ne parli spesso come di una carta jolly per lo sviluppo dei territori, il turismo viene spesso considerato ancora un settore tradizionale.  
Al contrario, da settore "labour intensive and capital saving" in anni recenti è diventato il campo di sperimentazione più avanzato dell’experience economy, dell’innovazione tecnologica applicata all’intrattenimento e alla gestione del territorio e dei flussi, della sharing economy, dell’ingegneria e dell’architettura.
 
Il turismo, inteso sia come industria sia come abitudine di consumo, è infatti cambiato enormemente negli ultimi vent'anni. Dall'invenzione dei voli low cost prenotabili online ad Airbnb, i progressi nei trasporti e la new economy hanno dato senz'altro una spinta fondamentale, non solo allo sviluppo del settore, ma anche a una forte trasformazione dei suoi modelli di business.
Lo sviluppo delle ICT ha impattato su tutte le filiere e ha innescato una radicale trasformazione nelle modalità di acquisizione delle informazioni da parte dei turisti, nell'accoglienza, nei processi di promo-commercializzazione e, più in generale, una progressiva disintermediazione/re-intermediazione.
Il turismo è così diventato uno dei principali settori per l’e-commerce e per l’info-commerce, e l’acquisto online di pacchetti turistici, di biglietti aerei e ferroviari e di ogni servizio accessorio al viaggio è in continua espansione.
Il turismo ha poi dovuto adattarsi anch'esso alla grande evoluzione delle caratteristiche della domanda, sempre più ibrida e sempre più competente, esigente e informata, interessata alla componente esperienziale del viaggio e della vacanza, alla conoscenza dei luoghi.
Una quota sempre più rilevante di turisti oggi cerca infatti nelle destinazioni prodotti fortemente identitari (o apparentemente tali), esperienze uniche e “autentiche”, anche nelle destinazioni di massa, vuole entrare in contatto con i locali per sperimentarne le abitudini ed essere compartecipe nella creazione della sua esperienza turistica. E' un turista sostanzialmente onnivoro e infedele alle tradizionali categorie di appartenenza ossia il turismo culturale, balneare, montano ecc.
La geografia stessa del turismo è cambiata con l'apertura di molti e grandi nuovi mercati: Cina, Corea del Sud, Brasile, Russia, Emirati Arabi e molti altri.
Questa trasformazione dei viaggiatori ha portato allo sviluppo di molte e nuove forme di fruizione: i turisti cercano sui territori sempre più esperienze tra cultura, paesaggio, creatività e innovazione, dal cosiddetto “turismo creativo”, inteso come forma di turismo legata alla fruizione di cultura contemporanea, al turismo nei distretti della produzione manifatturiera, dallo slow travel alle visite nelle cantine vinicole tra arte, design e architettura.
Non è un caso che negli ultimi anni si parli molto, per esempio, anche del rapporto tra turismo e industrie culturali e creative perchè le ICC giocano un ruolo fondamentale nel soddisfacimento di questi bisogni e nell’innovazione del tradizionale prodotto turistico (-culturale).
Le industrie creative infatti oggi possono dare un importante contributo al turismo valorizzando l'attrattività delle destinazioni (es. settimana della moda per Milano), fornendo beni e servizi intermedi (il design per l’hotellerie) e promuovendo sui propri mercati di riferimento i territori di origine, sfruttando un proficuo circolo virtuoso di place in product e product in place.
Le trasformazioni appena illustrate sono solo alcune di quelle più evidenti che stanno caratterizzato il turismo in tempi recenti ma, evidentemente, i "travel trends" si aggiornano costantemente.
 
Come sarà, quindi, il turismo da qui ai prossimi 10/15 anni?
 
Le proiezioni dicono che nel 2030 arriveremo a quasi 2 miliardi di viaggiatori internazionali nel mondo, un numero incredibile: decine di migliaia di nuovi aerei, mega-navi da crociera, porti giganti, stazioni polifunzionali, auto senza conducente ma anche tantissimi turisti in bicicletta - il cicloturismo sta andando benissimo. Questo però vuol dire anche problemi di sostenibilità ambientale, tanta pressione sulle comunità locali e lo spettro del terrorismo e dell'instabilità politica internazionale: secondo i dati prodotti da ITSTIME, dal 2001 al 2016 turismo e trasporti sono stati colpiti dal terrorismo circa 360 volte con attacchi in 58 paesi, il che rende evidente come oggi il turismo e i luoghi dello svago siano diventati ormai obiettivo primario del terrorismo.
 
Il progresso tecnologico e lo sviluppo economico di nuove aree del mondo certamente continueranno ad alimentare l'espansione e la grande trasformazione del turismo ponendo sfide inedite alle destinazioni in termini di accoglienza e di accessibilità, anche culturale (il comparto termale ha già dovuto adattare i suoi servizi per essere muslim friendly e, prima o poi, anche i grandi attrattori culturali dovranno pensare a come comunicarsi  e raccontarsi a pubblici di provenienze molto diverse).
 
Dialogheremo in tempo reale con l'hotel o col nostro guest di Airbnb con lo smart watch, viaggeremo in treni sempre più veloci e potremo fruire di prodotti iper-personalizzati grazie all'uso dei big data, faremo glamping in lussuose tende intelligenti grazie all'Internet of Things, ci spediremo via file il bagaglio in hotel per farlo stampare in loco in 3D.
 
Ma chi saremo, dove andremo e cosa vorremo fare? E come dovranno rispondere i territori, gli attrattori e le imprese del turismo per predisporre un'offerta appetibile e competitiva? Questo è quello che con Futurismi ci siamo proposti di raccontare.
 
Martha Friel 

Martha Friel è responsabile dell’area Turismo e Territorio del Centro Studi Silvia Santagata CSS-EBLA di Torino. Insegna Comunicazione degli Eventi all’Università Cattolica di Milano e Management culturale e Politiche del Turismo alla Fondazione Campus di Lucca.
 
Il Libro:
Armando Peres e Martha Friel, Futurismi. Nuova Mappa per i viaggiatori di domani, Hoepli, 2016
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