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Museums: what’s next?

  • Pubblicato il: 15/05/2017 - 18:19
Autore/i: 
Rubrica: 
MUSEO QUO VADIS?
Articolo a cura di: 
Elena Lombardo

Creata nel 2009, MuseumNext è una comunità globale di leader culturali, innovatori e makers che riflettono sul futuro dei musei. Come? Attraverso conferenze annuali in Europa, Nord America e Australia durante le quali la comunità si riunisce per discutere delle sfide, opportunità, innovazioni e cambiamenti riguardanti le istituzioni museali. Prossime tappe 2017: Rotterdam (25-28 Giugno), Portland (2-4 Ottobre).
 


Con oltre 500 presentazioni condivise, MuseumNext è la piattaforma più attiva in materia di musei e futuro, da Rio de Janeiro a Singapore, da New York a Copenaghen, dal 2009 le conferenze MuseumNext sono punto di riferimento e occasioni di confronto per un’audience uniformemente interessata a tutti gli aspetti che riguardano missione, ruolo, gestione e dinamiche all’interno dei musei.
Con l’obiettivo di dare visibilità a persone, idee, tecnologie che stanno cambiando lo scenario del settore museale, le conferenze ospitano delegati da ogni parte del mondo e sono occasione di networking e collaborazione tra professionisti e istituzioni con obiettivi comuni su tematiche condivise. Ogni conferenza è infatti dedicata ad una precisa tematica in merito alla quale vengono raccolti contributi attraverso call for papers e presentazioni.
Se il prossimo appuntamento MuseumNext USA che si terrà a Portland, Oregon, dal 2 al 4 Ottobre 2017, riguarderà il tema della rivoluzione, occasione per la quale l’organizzazione ha commissionato una ricerca sul tema dell’attivismo e sulla percezione pubblica dei musei, politica e dissenso: Should museums be activists?,  nelle precedenti edizioni si è discusso di molte altri aspetti trasversali e multidisciplinari. 
A MuseumNext Melbourne (15-17 febbraio 2017), ad esempio, si è parlato di risk-taking e innovazione culturale con il contributo di Melissa Firth, Chief Digital Officer del Te Papa Tongarewa Museum of New Zealand, che ha presentato l’esperienza di Mahuki, l’innovation hub nel quale il museo ha investito per lavorare su soluzioni sostenibili alle sfide che il settore museale affronta a livello globale. Sempre nell’ambito delle nuove tecnologie, Kajsa Hartig, Senior Advisor New media del Nordiska Museet (Svezia), ha raccontato il programma di formazione sviluppato nel 2016 dal Nordic Museum sul tema delle identità digitali, con l’obiettivo di individuare nuovi metodi di coinvolgimento on line delle fasce di pubblico più giovane e ripensare al tema della partecipazione culturale.
Centrale è anche il tema della ridefinizione del ruolo dei musei in tempi di bisogno e urgenza, affrontato ad esempio da Ellen V Futter, Presidente dell’ American Museum of Natural History che ha evidenziato durante MuseumNext New York (settembre 2016) come alcune delle più rilevanti problematiche globali siano «science-based»: ambiente, salute, cambiamento climatico, energia, e sottolineato l’importanza di costruire e identificare fonti di informazione affidabili su queste tematiche. In questa direzione, l’American Museum of Natural History è un esempio di come istituzioni culturali possano estendere la propria missione per perseguire iniziative in grado di avere un maggiore impatto sulla vita degli individui e della società intera. Di impatto sociale e di empatia, di musei più «locali» e aperti alle comunità si parla anche nell’intervento di Mike Murawski, direttore del dipartimento educazione e programmi pubblici del Portland Art Museum. Si discute di cambiamento e resilienza, di come una radicale espansione del lavoro dei musei possa contribuire in modo sostanziale al benessere dei territori di riferimento.
Ma si affrontano anche tematiche più prosastiche come la sostenibilità economica e biglietti d’ingresso: Jim Broughton, capo delle relazioni internazionali del Museo di storia naturale di Londra, ha infatti discusso durante MuseumNext Dublino (aprile 2016) di come identificare nuove aree di espansione in termini di rientri economici senza compromettere la credibilità e la missione centrale dell’istituzione.
Sempre a Dublino, si è parlato di audience development e nuovi approcci con Aoife Flynn, Head of Audiences and Development del Irish Museum of Modern Art, di partecipazione culturale e millenials con Susan Evans McClure, Direttore dei Smithsonian Food History Programs, e con Francesca Rosenberg, Direttore di Community, Access and School Programs del Museum of Modern Art di New York, che ha presentato il lavoro che il museo sta portando avanti con i visitatori più anziani.
Intere conferenze sono state dedicate ai temi dell’inclusione e dell’educazione, alla condivisione delle metodologie adottate, dallo storytelling ai programmi di membership, con interessanti riflessioni sul design partecipativo e la pianificazione strategica.
Sebbene la partecipazione alle conferenze non abbia costi estremamente accessibili, molti dei contributi e presentazioni sono disponibili on line per la consultazione e l’immersione nello sconfinato racconto che riguarda il presente e il futuro dei musei. Non perdeteveli.

Sito web: www.museumnext.com
Facebook: www.facebook.com/MuseumNext-118378357462
Twitter: https://twitter.com/MuseumNext

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