Fondazione Sardi Arte

Maxi finanziamento del MIBACT per il nuovo corso delle bellezze Tiburtine

  • Pubblicato il: 15/11/2017 - 10:05
Autore/i: 
Rubrica: 
MUSEO QUO VADIS?
Articolo a cura di: 
Antonio Capitano

Grande risposta di pubblico al nuovo corso capitanato da Andrea Bruciati a cominciare dalla Villa di Adriano nel contesto del Polo Turistico e Culturale Tiburtino
Rubrica di ricerca in collaborazione con il Museo Marino Marini

 

Con un finanziamento CIPE di € 1.200.000 il Teatro Marittimo (118 – 125 d.C.), il monumento che più interpreta il ruolo di Villa Adriana come “patrimonio dell’umanità”, è stato riaperto al pubblico dopo decenni di chiusura.
Oggetto di restauri e di una parziale anastilosi alla metà del secolo scorso, i lavori effettuati tra il 2014 e il 2016, non solo hanno risolto problemi statici, ma hanno anche realizzato un generale maquillage ritessendo le superfici murarie e ridando consistenza alle strutture indebolite dalle spoliazioni e dalle ferite del tempo. Contigua al Teatro Marittimo è la vasta aula rettangolare denominata Sala dei Filosofi anch’essa oggetto di importante restauro soprattutto nella reintegrazione di tasselli e bozzette decoesi, nel rifacimento delle fasce laterizie per poter restituire solido appoggio alle specchiature in reticolato e nel consolidamento con iniezioni e resine e applicazione di perni metallici.
Questa riapertura costituisce un primo atto estroverso di un processo inclusivo che vedrà varie aree dispiegarsi nuovamente al pubblico nel biennio dedicato all’imperatore Adriano. Un’azione simbolica e concreta – afferma Andrea Bruciati - direttore dell’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa D’Este – che si innesta dialetticamente su una frequenza preziosa e antica, che indica in maniera attuativa il nuovo corso del neonato Istituto.
E’ del tutto evidente che con la riapertura del Teatro Marittimo vi sono segnali positivi in ordine al richiamo dei visitatori privati per troppo tempo della possibilità di “attraversare” un luogo dalle mille attrazioni. In questo senso sono ipotizzabili anche dei ritorni da parte di coloro che desideravano immergersi nelle atmosfere private di Adriano; ne consegue un prevedibile concreto aumento degli ingressi capaci di migliorare sensibilmente i ricavi già nel corso del 2017 in considerazione del ritrovato interesse turistico nei confronti del nostro Paese, configurando questa stagione un’ottima annata.
Le aspettative del direttore sono quelle di incrementare la qualità dei servizi offerti. Il recente restauro non comporterà alcun aumento del biglietto di ingresso, puntando al visitatore quale parte importante per la trasmissione della bellezza nel mondo; con l’obiettivo di un passaparola che possa alimentare il turismo culturale in una zona ricchissima ma ancora non completamente valorizzata da politiche pubbliche oculate.
Secondo Bruciati il visitatore appagato potrebbe ribaltare la prospettiva finora sacrificata da un sito non completamente “aperto”. Per questo occorre riaprire le aree dismesse o sconosciute, mettendo a sistema tutte le parti territoriali. In primo luogo con un collegamento con la vicina Villa D’Este reso possibile da una facilitazione logistica e dunque con navette, segnaletica nell’ottica di una collaborazione istituzionale a cominciare con il Comune di Tivoli attualmente con una spiccata vocazione culturale a giudicare dagli stanziamenti nel bilancio. La coincidenza della riapertura della Mensa Ponderaria anch’essa con un restauro di € 40.000 e della Villa D’Este nella giornata di lunedì sono sicuramente il segno tangibile di un nuovo corso che possa segnare una svolta per le ricadute occupazionali, affinché il territorio tiburtino avente due siti UNESCO unitamente al Santuario di Ercole Vincitore e alla Villa Gregoriana gestita dal FAI possa trasformare in tempi brevi le potenzialità culturali in economiche. Forse la chiave di volta in questo senso potrà essere l'effettivo partenariato pubblico-privato. L'integrazione del possibile terzo sito UNESCO (Villa Gregoriana appunto) con i due principali costituisce per lo stimato contemporaneista Andrea Bruciati un banco di prova per quel completamento atteso da anni che possa condurre al modello virtuoso di un polo turistico e culturale tiburtino che cominci con azioni semplici ma significative quali l'attuale “apertura” ampliata preludio di altrettanta offerta culturale.
Significativo l’effetto di questa apertura con una notizia di quelle che davvero potrebbe riconfigurare l’intero territorio con il maxi finanziamento del MIBACT, 13 milioni di euro per la messa in sicurezza, la conservazione, il restauro e la valorizzazione del sito archeologico.
A questo punto come ha dichiarato lo stesso Bruciati, l’Istituto e le sue quattro strutture non sono realtà separate dal contesto ma si propongono quali  luoghi di eccellenza e sostenibili per lo sviluppo sociale delle comunità; è necessario stimolare una nuova politica di crescita ed un cambio di mentalità, nel rispetto delle radici e delle peculiarità che connotano il territorio fertilissimo eppure arido per molto tempo.
Recentemente si è tenuta la presentazione del nuovo percorso di visita “dal Triportico alla via Tecta” del grandioso complesso monumentale ed archeologico noto come Santuario di Ercole Vincitore, di recente oggetto di importanti opere di restauro architettonico.
In tale occasione Bruciati ha anche annunciato che sarà possibile visitare il Santuario di Ercole Vincitore dalle h 10.00 alle h 16.00 nelle giornate di sabato e domenica fino al 26 novembre 2017. L’ingresso al Santuario di Ercole Vincitore avverrà in forma contingentata a gruppi di 40 visitatori ogni ora, solo su prenotazione obbligatoria (telefonica o email) e su presentazione del biglietto emesso dalla biglietteria di Villa Adriana o di Villa d’Este.
Sulla base di queste premesse e di questo nuovo corso  Il Sindaco di Tivoli, Giuseppe Proietti,  ha evidenziato  l’importanza del sito che negli ultimi di tempi ha ospitato eventi di altissima qualità. Spettacolo che diviene cultura attraverso il potenziamento di iniziative che si inseriscono nel progetto più ampio di economia culturale e archeologica.
Il piano di intervento dedicato al Santuario è di 8 milioni perché i restanti verranno indirizzati per la costruzione di un parcheggio e auditorium nella adiacente ex Cartiera di proprietà comunale. Si tratta di interventi integrativi per il restante restauro strutturale della via Tecta, dell’Antiquarium, del criptoportico e del percorso sul lato destro del podio del tempio.
 
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