Maggio. Elezioni Francesi: l’Europa riparte unita

  • Pubblicato il: 10/05/2017 - 12:49
Rubrica: 
SCENARI DI INVESTIMENTO
Autore: 
Redazione

Emannuel Macron è il nuovo presidente francese. La vittoria del 39enne, fondatore di un movimento (En marche!) senza affiliazioni a partiti tradizionali, segna l’inizio di una nuova fase per la Francia ed anche per l’Europa, sottolineando l’importanza di recuperarne la dimensione politica  in un’epoca in cui si sono moltiplicate le fragilità del progetto comune. Quali scenari si prospettano ora?  Risponde il macroeconomista di Classis Capital SIm Spa Marcello Esposito*,  in una breve intervista.
 


 
La vittoria scontata di Macron il 7 maggio, ma non così scontata fino alla primarie del 24 aprile, riporta finalmente serenità all’Unione Europea. E’ passato il temporale iniziato con Brexit?
La vittoria di Macron è un’ottima notizia per l’Europa perché dimostra che i movimenti populisti possono essere battuti anche senza doverli rincorrere sul terreno della polemica anti-europeista. Il fatto che Marine Le Pen sia arrivata al ballottaggio finale resta comunque un fattore di forte preoccupazione, ma ora lo scenario di una “Frexit” è stato scongiurato. E se i risultati delle elezioni in Germania confermeranno le previsioni dei sondaggi,  l’Europa ha davanti cinque anni di relativa stabilità. I due paesi più importanti dell’Europa, Francia e Germania, saranno guidati da leader politici che credono che la prosperità nazionale sia indissolubilmente legata a quella dell’Europa.

Quali saranno le reazioni dei Paesi, Regno Unito e Stati Uniti, che credono meno nella UE?
Il Regno Unito si sta danneggiando da solo, isolandosi e da oggi lo sarà ancora di più. Per quanto riguarda gli USA, è difficile prevedere quale sarà l’effettivo atteggiamento di Trump. Tra quello che dice e quello che poi fa esiste (fortunatamente) un mare. Sta di fatto che Trump sicuramente non sarà un supporto per l’Unione Europea e quindi l’Europa non potrà certo contare sull’amministrazione americana per risolvere le prossime crisi, esterne ed interne.

E l’Italia, sempre fanalino di coda, politicamente avrà delle ripercussioni positive o negative?
La vittoria di Macron indebolisce indubbiamente le posizioni di coloro che promuovono l’uscita dell’Italia dall’euro o addirittura dall’Unione. La vittoria di Macron sembra aprire maggiori spazi di collaborazione tra Italia e Francia su diversi temi, non ultimo quello della difesa europea. E’  probabile che Parigi trovi una sponda in Roma, soprattutto se Macron insisterà sul rafforzamento dell’Eurozona in campo fiscale e in tema di politiche migratorie comuni.

In un contesto macroeconomico e politico  positivo quali consigli per beneficiare di questa congiuntura favorevole nei prossimi mesi?
Scongiurato il rischio “estremo” di una Frexit, la BCE dovrebbe poter tornare ad un contesto “normale” di politica monetaria. Con una crescita ed un’inflazione vicini al 2% è evidente che tassi negativi e QE non hanno più alcun senso. Quindi, mi aspetto che nelle prossime settimane la BCE inizi a guidare le aspettative del mercato verso una normalizzazione della politica monetaria. Questo si tradurrà in un rialzo dei tassi “core”. La riduzione dello spread dovuta al venire meno del rischio estremo compenserà solo in parte l’impatto del rialzo dei tassi core. Quindi, un contesto negativo per le obbligazioni governative ma sostanzialmente positivo per le azioni e per obbligazioni corporate high yield, che beneficeranno del migliorato contesto macroeconomico.  L’Europa da questo punto di vista è in una posizione migliore rispetto agli Stati Uniti, anche perché una più restrittiva politica monetaria della BCE dovrebbe portare ad un rafforzamento dell’euro rispetto al dollaro.
 
Durerà questa congiuntura?
La congiuntura macroeconomica è destinata a rafforzarsi e come sappiamo i cicli economici sono molto più lenti e “lunghi” di quelli finanziari. Per quanto riguarda il momento favorevole delle Borse, tutto dipende dalla velocità con cui “anticiperanno” il miglioramento. In ogni caso, penso che perlomeno fino al prossimo autunno il clima sui mercati azionari dovrebbe rimanere disteso. Poi dipenderà dalla BCE e dalla FED e soprattutto dall’inflazione. Se questa rimane sotto controllo, le principali banche centrali potranno pilotare il ritorno a livelli normali dei tassi con gradualità. Se invece l’inflazione dovesse schizzare, il rischio è quello di una forte reazione monetaria e quindi uno scoppio della bolla speculativa. Ma è ancora troppo presto per esprimersi in un senso o nell’altro.

*Marcello Esposito, Macro Strategist in Classis Capital Sim Spa, è stato consulente Economico del Sottosecretariato  Economico del Primo Ministro Italiano dal Maggio 2016 a Dicembre 2016. Editorialista economico e finanziario per La Repubblica è «esperto» esterno di Oxford Analytica, e Professore Incaricato di Mercati Finanziari internazionali all’ Università Cattaneo di Castellanza.