La Cultura batte il tempo

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  • Pubblicato il: 15/10/2017 - 20:00
Autore/i: 
Rubrica: 
PAESAGGI
Articolo a cura di: 
Cristina Casoli

Parma ci riprova. Si candida a Capitale italiana della Cultura 2020. Il 26 ottobre il dossier verrà presentato ufficialmente. Parole d’ordine “La cultura batte il tempo”, un progetto culturale, la cui infrastruttura è un vasto progetto di rigenerazione urbana, con politiche integrate per la qualità della vita delle persone realizzate in Distretti socio-culturali. Se ne parlerà a LuBeC 2017 che avrà una grande attenzione ai modelli urbani di sviluppo ai quali dedica tavoli di lavoro e un mini master per innovatori pubblici, organizzato da Promo PA Fondazione con BASE e Avanzi.
 
 
Con un logo realizzato da Franco Maria Ricci, con il pay off “La cultura batte il tempo”, la città di Parma presenta la sua candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2020. Comunicazione di contenuto, con uno spirito diverso dalla precedente partecipazione al percorso, aggiudicatosi da Pistoia, per il titolo del 2017.

"Provate a immaginare di non ricordare più i libri che avete letto, i film che avete visto, gli spettacoli cui avete assistito, la musica che avete ascoltato, le immagini che avete contemplato. Non sareste nemmeno più in grado di capire dove siete, chi siete e che cosa il mondo si aspetta da voi. La cultura è questa enorme parte di noi. Non è il tempo libero, non è l'emozione di un grande evento, è la vita di ogni giorno. Parma 2020 per noi significa questo, rendere la cultura un servizio insostituibile per la quotidianità della città, un atto naturale come il respirare." Con queste parole l’Assessore alla Cultura Michele Guerra apre il percorso di Parma 2020.

Fondamenta del progetto è una visione urbana basata sullo sviluppo culturale della comunità, che trova nella realizzazione dei Distretti socio-culturali l’opportunità per rafforzare il genius faber del territorio e ottimizzare e divulgare le forme di convivenza e condivisione culturale.

I Distretti per Parma rappresentano sette pilastri su cui poggia il vasto percorso di rigenerazione urbana descritto nell’Agenda 2030 – La città delle idee, un documento pilota che la città ha assunto come bussola del proprio cammino, sintesi tra gli indirizzi politico-amministrativi e le sollecitazioni emerse da un lungo percorso di partecipazione e confronto maturato con i cittadini, il sistema imprenditoriale ed il terzo settore.

Abbiamo immaginato che la rigenerazione urbana potesse passare attraverso una strategia di promozione e rafforzamento dell’identità culturale della città, secondo quanto stabilito dagli obiettivi dell’Agenda Urbana Europea in accordo con la Regione Emilia Romagna” così Michele Alinovi, Assessore all’Urbanistica.“Nel 2013 abbiamo organizzato il Forum Permanente delle Politiche Territoriali Integrate con l’obiettivo di fare di Parma una città più attrattiva, sostenibile, inclusiva ed equilibrata, quattro macro-obiettivi trasversali ai vari assessorati, che puntando su identità e cultura, ricerca e innovazione, lavoro e opportunità, tradotti all’interno delle politiche territoriali e nel corpo fisico della città, possono determinare l’abbassamento dei conflitti sociali ed aumentare la competitività del nostro territorio e realizzare processi fattivi di rigenerazione urbana”.

Il percorso partecipativo, facendo perno sui sei ambiti sopra accennati, ha affrontato temi di discussione e pianificazione tra i più diversificati dalla dismissione di infrastrutture, al ripensamento degli scali ferroviari cittadini quale occasione di rinnovamento di intere porzioni di città, alla riqualificazione di parti centrali della città caratterizzate dalla presenza di complessi storico-monumentali sottoutilizzati o abbandonati.

L’analisi scaturita ha dato evidenza alla “necessità di recuperare una chiara identità per Parma connessa alla tradizione, al paesaggio ed alla cultura che storicamente ne hanno connotato economia e spaccato sociale”. La politica dei Distretti socio-culturali nasce da questo processo come politica di investimenti pubblici mirati ad attribuire ad alcuni luoghi strategici storico monumentali o ex industriali un valore sovralocale mediante l’individuazione di obiettivi tesi ad aumentare l’attrattività del territorio.

I Distretti sono stati pensati come grandi presidi urbani progettati in stretta sinergia con i diversi enti del territorio e danno vita a una strategia di “policentrismo rigenerativo”. Si caratterizzano per ambiti tematici differenti dove ciascun contenuto esprime un punto d’eccellenza della proposta culturale territoriale: food, memoria, musica, cinema, giovani, università, imprese culturali e creative.

Ebbene, i Chiostri del Correggio, a due passi da Piazza Duomo, accoglieranno entro il 2019 il Distretto della cultura dell’eccellenza agroalimentare. Il complesso monumentale di San Paolo ospita già oggi alcune importanti istituzioni, come la Biblioteca Guanda, la Pinacoteca Stuard e la Camera di San Paolo, ma vi troveranno sede una biglietteria unificata per il sistema museale, la DMO e i laboratori tematici sull’eccellenza agroalimentare, la cultura e l’innovazione. La grandiosa sequenza dei Chiostri tornerà ad essere percorribile dai piani stradali ed il nuovo caffè letterario costituirà un punto di ristoro e ritrovo per l’intero complesso.

Il cuore pulsante dell’Oltretorrente – il quartiere popolare e barricadiero di Parma – sarà l’Ospedale Vecchio, il Distretto della memoria sociale, civile e popolare, che ritroverà la sua centralità riattualizzando il proprio ruolo e le proprie funzioni grazie al progetto Il Futuro della Memoria, approvato nel 2015 dall’Amministrazione e improntato alla promozione del dialogo tra identità e innovazione.

E ancora la musica, nell’omonimo Parco, alimenterà nuove relazioni tra cittadini e spazi urbani all’interno di una proposta che trova nel Distretto della produzione musicale e attività congressuale nuove opportunità di produzione, ascolto e apprendimento grazie ad un articolato sistema di spazi interni ed esterni, immaginati per le attività culturali e formative connesse.

Un immobile non utilizzato, ubicato nella periferia sud di Parma, è diventato il Polo per l’alta formazione, sperimentazione e produzione in ambito cinematografico e audiovisivo, ovvero il Distretto del Cinema. Quattro i contenitori culturali/sociali interdipendenti, ma anche utilizzabili separatamente: la nuova sala civica, la nuova foresteria, il coworking e il Corso di Alta Formazione in Cinema documentario e sperimentale.

E la Parma contemporanea guarda con grande attenzione ai giovani e per loro ha creato tre diverse opportunità: la Cittadella dei Ragazzi, Distretto della cultura educativa, un edificio antico destinato a diventare uno spazio ricreativo e culturale destinato al benessere delle famiglie in un’ottica intergenerazionale ed inclusiva, nel cuore del parco urbano più frequentato della città.

Completamente dedicato agli studenti è il recupero dell’antico Ponte Romano: il Distretto socio-culturale universitario, Aemilia 187 a.c., sarà l’hub studentesco, il punto di ritrovo Erasmus e sede delle associazioni maggiormente legate alle dinamiche cittadine e che l’Ateneo intende valorizzare.

Infine, per i giovani imprenditori il Workout Pasubio, Distretto delle imprese creative e rigenerazione urbana sarà opportunità di sperimentazione, laboratori, imprenditorialità, grazie a spazi per coworking e fablab ed una grande piazza coperta dedicata agli usi temporanei per eventi culturali, mercatali e civici.

Il sistema dei Distretti è pensato in una logica diffusa e integrata con il contesto urbano, sociale e culturale all’interno del quale si colloca l’intervento di riqualificazione, capace di riconfigurare lo spazio pubblico, articolando percorsi e relazioni che oggi restano inespresse.

A LuBeC 2017, il 12 ottobre, parleremo di rigenerazione urbana, e in occasione del convegno sarà lanciato un mini master che Promo PA Fondazione organizzerà con BASE e Avanzi, dedicata a quegli innovatori pubblici che desiderano portare anche sui loro territori nuove energie e nuovi modelli urbani di sviluppo a base culturale tra pubblico e privato.

Il Comitato Parma 2020 è composto da: Comune di Parma, Provincia di Parma, Regione Emilia-Romagna, Camera di Commercio di Parma, Università di Parma, Complesso Monumentale della Pilotta, Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Parma e Piacenza, Prefettura di Parma, Diocesi di Parma, Fondazione Cassa di Risparmio di Parma, Fondazione Monte di Parma, Fondazione Città Creativa UNESCO, Unione Parmense degli Industriali, “Parma, io ci sto!”, Ente Fiere di Parma, Consulta dei Popoli, Forum Solidarietà, EFSA – European Food Safety Agency, Fondazione Collegio 
 
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