La città da reinventare: proposte culturali per la rigenerazione urbana

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  • Pubblicato il: 10/07/2017 - 14:42
Rubrica: 
NOTIZIE
Articolo a cura di: 
Francesco Cassinari

Continuiamo a dare voce ai giovani. Francesco Cassinari, studente del  Master Progettare Cultura   dell’Università Cattolica, restituisce il confronto sul tema, parte del programma,  che ha coinvolto   professionisti provenienti dall'ambito culturale, artistico e progettuale, mediato da Gabi Scardi, curatrice e docente del Master.
 
 
Milano. Il primo risvolto metodologico viene fornito dall’Assessore alla Cultura di Milano Filippo Del Corno che, scostandosi dal paradigma classico del “curare il contagio” si apre ad una politica del “contagiare la cura", ovvero far si che laddove associazioni e imprese culturali realizzino progetti di tutela del territorio, l’amministrazione ne sostenga l’operato e li diffonda ad altre zone periferiche. Con questo esordio prende avvio uno dei più recenti confronti pubblici nell’ambito della X edizione del Master Progettare Cultura dell’Università Cattolica. Con professionisti di diversi ambiti-culturale, artistico, progettuale- introdotti dai responsabili del corso Federica Olivares, Elena di Raddo e Ivana Vilardi,  ha preso avvio un  dibattito moderato dalla curatrice Gabi Scardi sul caldo tema della rigenerazione urbana.
 
Paolo Cottino, urbanista e socio fondatore di KCity, definendo la periferia non come luogo di distanza fisica dal centro, ma come luogo di assenza, totale o parziale, del mixitè funzionale che determina le città, introduce alla pubblicazione “Demix. L’atlante delle periferie funzionali metropolitane, presentata in occasione del convegno “Futuro e periferie. La cultura rigenera” tenutosi a Roma lo scorso 8 giugno.  Quando si parla di azioni multidisciplinari volte alla valorizzazione delle periferie non dobbiamo dunque limitarci ad intendere quelle identificabili come zone fisicamente ai margini. Gli sforzi della progettazione culturale devono arrivare anche in quelle “periferie del pensiero”, generate, parafrasando Merleau-Ponty, dal nostro vivere “en passant”, e in tutti quei luoghi che, come direbbe Rebecca Solnit, sono caduti al di fuori della vita economica della città, rovine urbane che diventano una casa ideale per l’arte.
 
In questa direzione vanno le testimonianze di Nausicaa Pezzoni e Alessandra Pioselli.
Nausicaa Pezzoni, architetto, urbanista e pianificatore tecnico presso l’Area programmazione territoriale della Città metropolitana di Milano, ha presentato le esperienze delle “popolazioni erranti”, una nuova condizione - o forse un ritorno ad una condizione già vissuta – nella quale le persone percorrono gli spazi urbani senza necessariamente stabilire con essi un dialogo, un senso di appartenenza. La sua esperienza, che è sfociata ne La città sradicata, si fa testimonianza di questa modalità di vivere lo spazio urbano attraverso cento mappe di Milano realizzate da altrettanti migranti al primo contatto con la città. Quello che ne emerge è il disegno di un tessuto urbano inedito per il residente: una geografia emotiva che trova la sua declinazione simbolica in nuove barriere, limiti, momenti di attrazione e di inevitabile senso di esclusione.
 
Alessandra Pioselli, critico e curatore, invece, esponendo il caso della città di Iglesias, periferia tanto per la distanza dai grandi centri urbani sardi, quanto per distanza dal sistema relazionale ed economico, pone l’attenzione sulle differenti competenze necessarie  affinché il processo di rigenerazione prenda  vita. Il mercato civico di Iglesias è stato al centro di un intervento cominciato con la realizzazione di un murales diFlavio Favelli (Palmira) voluto dal Collettivo Giuseppefraugallery, episodio pilota del più ampio progetto Civica. Percorsi di Arte Pubblica e Partecipata al mercato civico di Iglesias che oltre agli artisti vede coinvolti i 60 operatori della struttura, riunitisi in cooperativa, per  valorizzare l’agricoltura locale e fronteggiare l’avanzata della grande produzione. All’intervento di ristrutturazione dell’edificio, cui ha preso parte anche Stefano Boccalini con l’opera “Civico Mercato in Civica Terra” , è seguita un’operazione di ridefinizione degli spazi interni; ad ogni corsia è stato assegnato un colore e una parola chiave che rappresentasse i valori del progetto artistico-sociale in atto. Inoltre uno spazio interno al mercato è stato destinato ad area di sosta e accoglienza per tutta la cittadinanza e un altro designato sede della neonata Scuola Civica di Arte Contemporanea Pubblica. Va quindi sottolineata l’efficacia del coinvolgimento degli artisti sin dal primo momento di pianificazione quali garanti del portato culturale e simbolico del lavoro in atto.
 
Roberto Pinto, docente di Storia dell’Arte Contemporanea, ha esposto un caso in cui la collaborazione tra settore progettuale e mondo curatoriale si è calato nel cuore di  Milano con un lavoro in cui l’azione di curatela non è stata strumento di rivalorizzazione, ma modus operandi per preparare la zona all'arrivo di nuovi abitanti. Il “Parco delle sculture” che si inserisce all’interno della grande operazione di riqualificazione dell’ex polo fieristico di Milano City Life ha infatti visto collaborare artisti emergenti e già affermati nella realizzazione di altrettante opere site-specific capaci di inserirsi in un contesto ambientale caratterizzato dalla presenza di architetture contemporanee fortemente connotate dallo stile degli architetti che le hanno progettate. L'intervento è stato pensato come un momento di dialogo tra arte, cultura e architettura, volto a definire nuove forme di rapporto tra la collettività e lo spazio pubblico, soprattutto attraverso la presenza di mediatori che contribuiscano a creare un legame fra i nuovi residenti e le opere che connoteranno il luogo.
 
L’insieme dei progetti presentati durante questa tavola rotonda rappresenta lo stato, tra i più avanzati, delle politiche culturali che, come ricorda l’architetto Elena Donaggio, stanno seguendo lo stesso percorso fatto in passato dalle politiche sociali nel riuscire ad affiancarsi a pieno titolo a operazioni di riqualificazione architettonica. “Sarebbe importante che la pianificazione dello spazio urbano vedesse da subito il coinvolgimento di professionisti culturali che siano capaci di suggerire visioni per il futuro di un luogo, affiancando a competenze tecniche capacità di ascolto e restituzione, attraverso linguaggi espressivi aggiornati che completano la capacità tecnica dell'urbanista.“
 
“Servono sguardi incrociati perché non si può fare tutto da soli”.  Cosi Federica Olivares, ideatore e direttore del Master, sottolinea il punto di forza del corso che eleva l’interdisciplietà a paradigma per definire l’impostazione che i professionisti, chiamati ad occuparsi di rigenerazione urbana e valorizzazione territoriale attraverso operazioni culturali, devono assumere.
Una multidisciplinarietà in cui arte e cultura diventano asset fondamentali per innescare quei processi volti a “ricucire la città, pezzo per pezzo”. 
 
Francesco Cassinari, studente Master Progettare Cultura X edizione
 
Sitografia:
http://almed.unicatt.it/almed-progettare-cultura-arte-design-imprese-culturali-presentazione
http://www.kcity.it/
http://www.futuroperiferie.beniculturali.it/
http://giuseppefraugallery.blogspot.it/
http://scuolacivicaartecontemporanea.blogspot.it/2017/02/civica-percorsi-darte-pubblica-e.html
http://www.avanzi.org/team