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Cultura per lo Sviluppo Sostenibile

  • Pubblicato il: 15/07/2018 - 00:01
Rubrica: 
CONSIGLI DI LETTURA
Articolo a cura di: 
Massimiliano Zane
I diritti culturali, il patrimonio, la diversità e la creatività sono ormai componenti fondamentali dell’incrocio tra sviluppo sostenibile, cultura e città. Sfortunatamente queste sinergie, richiamate indirettamente nei principi base degli SDG ONU, ed ancorché promosse e decantate a più voci, non sempre si ritrovano attuate nei legami tra politiche e programmi territoriali. L’ultimo paper dell’ UCLG vuol aiutare le organizzazioni locali a superare questo gap.

 
"Riconosciamo la diversità naturale e culturale del mondo e riconosciamo che tutte le culture e le civiltà possono contribuire a, e sono fattori cruciali per lo sviluppo sostenibile".
Agenda 2030, preambolo.
 
Adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel settembre 2015, “Transforming Our World: the 2030 Agenda for Sustainable Development fu la prima agenda redatta per perseguire concretamente uno sviluppo sostenibile globale. Basandosi su quegli obiettivi e sugli obiettivi proposti della “Millennium Development Goals (MDGs)”, l'agenda globale perseguita da 2000 al 2015, la Nuova Agenda 2030 include 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) e 169 obiettivi specifici e, sebbene nessuno dei 17 SDG si concentri esclusivamente sulla cultura, include per la prima volta diversi riferimenti espliciti agli aspetti di sviluppo a base culturale:
  • L'obiettivo 4.7 si riferisce all'obiettivo di assicurare che tutti gli studenti acquisiscano le conoscenze e le abilità necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile, incluso, tra l'altro, attraverso l'educazione alla cittadinanza globale e l'apprezzamento della diversità culturale e del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile.
  • L'obiettivo 8.3 riguarda la promozione di politiche orientate allo sviluppo che supportino le attività produttive e, tra gli altri, la creatività e l'innovazione.
  • Gli obiettivi 8.9 e 12.b si riferiscono alla necessità di ideare e attuare politiche per promuovere il turismo sostenibile, anche attraverso la cultura e i prodotti locali, e alla necessità di sviluppare strumenti di monitoraggio adeguati in questo settore.
  • L'obiettivo 11.4 sottolinea la necessità di rafforzare gli sforzi per proteggere e salvaguardare il patrimonio culturale e naturale del mondo.
Come dimostra questa rinnovata attenzione, e come hanno ampiamente ricordato le prove raccolte negli anni, gli aspetti culturali sociali e civili, tra cui “la partecipazione attiva alla vita culturale, lo sviluppo delle libertà culturali individuali e collettive, la salvaguardia di eredità culturali tangibili e intangibili, la protezione e la promozione di diverse espressioni culturali”, sono sempre più componenti fondamentali dello sviluppo umano, sociale e civile di città ed aree intere in chiave sostenibile.
Talvolta, però, a tante condivisibili prospettive, e come spesso capita con documenti globali (e convenzioni quadro), l’attuazione pratica degli stessi può risultare complessa. In effetti, l'agenda 2030 propone obiettivi e temi dovrebbero essere presi in considerazione in tutte le regioni, i paesi e le città del mondo. Tutti gli SDG hanno obiettivi direttamente o indirettamente correlati al lavoro quotidiano dei governi locali e regionali. Eppure tutti gli SDG mancano di "localizzazione”, ovvero, sono carenti nel localizzare gli strumenti di sviluppo tenendo conto dei contesti subnazionali; mancano nella possibilità di definizione di obiettivi e traguardi specifici per differenti territori, o nella determinazione dei mezzi di attuazione e l'utilizzo di indicatori per misurare e monitorare i progressi su scale differenti; o ancora, risulta complesso mettere territori e priorità locali, bisogni e risorse delle comunità al centro di uno sviluppo sostenibile condiviso globale ma basato sulle proprie peculiarità. Ciò incrementa problematiche che rendono difficile e frustrante una concreta attivazione istituzionale e civile locale, col rischio di non arrivare a promuovere appieno esperienze di innovazione culturale e sociale, o costruire partenariati innovativi o progetti cross settoriali e integrati, limitando le reali capacità propositive delle prerogative di questo nuovo sviluppo.
Il paper CULTURE IN THE SUSTAINABLE DEVELOPMENT GOALS: A GUIDE FOR LOCAL ACTION, redatto dalla l’ United Cities and Local Governments (UCLG), nasce proprio con lo scopo colmare questo gap.

All'incrocio tra sviluppo sostenibile, cultura e città, questa pubblicazione mira a far capire come e perché la cultura può essere (è) rilevante nell’attuazione delle SDG. Ma soprattutto come questa connessione può essere resa efficace a livello locale.
Fornendo indicazioni pratiche a governi locali e regionali, organizzazioni della società civile, organizzazioni private, professionisti della cultura e dello sviluppo urbano, vengono presentate raccomandazioni e modalità innovative su come esplorare al meglio l'integrazione della cultura nello sviluppo locale ed i legami di queste con altre politiche, programmi e pratiche relative al conseguimento dei 17 obiettivi UN; ma anche strumenti di monitoraggio delle politiche esistenti ed esempi su come rafforzare efficacemente partnership, politiche, progetti e pratiche relative al luogo della cultura nel conseguimento degli OSS.
Il documento si basa sul lavoro della commissione per la cultura dell'UCLG, nonché su molte politiche, programmi e progetti attuati dalle città di tutto il mondo, e su contributi di diverse altre organizzazioni, reti, comunità e individui che hanno affrontato e dimostrato l’importanza della dimensione culturale dello sviluppo sostenibile. In poche pagine si dimostra in modo tangibile proprio come gli aspetti culturali giochino e giocheranno un ruolo chiave per il successo dell'Agenda 2030, anche nelle aree in cui le connessioni con gli SDG risultino essere solo implicite. Ovviamente questo documento non è esaustivo, ma è comunque un utile strumento in evoluzione, che sancisce un cambio di passo nella considerazione dei fondamenti culturali di comunità come elementi costituenti di uno sviluppo sostenibile.

La cultura in generale, ma più nel dettaglio il patrimonio culturale, che qui viene ri-considerato nella sua più ampia accezione di testimonianza della crescita comune, condivisa, viene chiaramente riconosciuto come veicolo per nuove pratiche di crescita civile, vettore di esternalità positive anche attraverso i sui effetti in differenti aree di crescita. Un concetto esteso che si va ad affermare, che evolve e guarda dunque, non più solo alle ricadute ambientali date dalla produzione “elevata” dell’intelletto umano (arte, scienza, letteratura...), bensì all’insieme delle opportunità di sviluppo date dell’operato “culturale” civile fatto di pratiche, saperi e consuetudini, di ogni gruppo umano sociale o comunità. Uscito di scena il riferimento ad un insieme di «beni» di valore principalmente economico legittimamente tramandato, qui il patrimonio viene investito di inedite funzioni, passando da entità asettica a patrimonio sociale, comunitario di carattere simbolico, legato alla memoria collettiva condivisa e alla nozione di identità. Segnali importanti, questi, di una evoluzione fondamentale nell’accezione stessa della nostra eredità culturale ed alla sua importanza, determinante per la nostra formazione civile e sociale, presente e futura. Richiami non più solo aleatori, ma che riconoscono la cultura ed il patrimonio come quarto pilastro dello sviluppo sostenibile e invitano le città e i governi locali e regionali di tutto il mondo a sviluppare solide politiche culturali e a includere una dimensione culturale in tutte le proprie politiche pubbliche.

 
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