AGOSTO: Tempo di VACANZE

  • Pubblicato il: 09/08/2017 - 11:23
Autore/i: 
Rubrica: 
SCENARI DI INVESTIMENTO
Articolo a cura di: 
Classis Capital

Il primo mese del secondo semestre si chiude allinsegna di mercati positivi sia azionari che obbligazionari in un trend che si mantiene di lenta ed inesorabile crescita. E tempo di vacanze e anche Classis Capital intrattiene i lettori giocando su questa parola ricercando un significato finanziario  per ogni lettera. Lesercizio è riuscito, proponendovi un vademecum dei mercati in divenireBUONE VACANZE! 
 


Visione  Le nuove previsioni di crescita mondiale del 2017 e del prossimo anno del Fondo Monetario Internazionale del 24 luglio,  rimangono uguali alle precedenti stime di Aprile (3.5% e 3.6%), ma vengono riviste al rialzo in Europa (1.9% e 1.7%, cioè +0.2% e +0.1%) e Cina (6.7% e 6.4%, cioè +0.1% e +0.2%), mentre viene tagliato l’outlook negli Stati Uniti (2.1% per 2017 e 2018, cioè -0.2% e -0.4%) e in Gran Bretagna (1.7% e 1.5%, cioè -0.3% e 0.0%). Secondo il  capo economista del FMI, Maurice Obstfeld, le nuove stime riguardanti l’Europa scontano una diminuzione significativa dei rischi politici, mentre negli Stati Uniti l’effetto Trump sulla crescita sembra meno forte delle attese (la politica di bilancio della nuova Amministrazione si sta dimostrando meno espansiva del previsto nel breve termine) e in Gran Bretagna, dove oltre ad un raffreddamento dell’attività economica, continuano a pesare le incognite relative a Brexit. Il FMI rivede in positivo le stime anche per l’Italia, il cui PIL viene indicato al 1.3% per il 2017, in rialzo di 0.5% rispetto alle precedenti previsioni di Aprile e al 1.0% nel 2018 (+0.2% dal precedente). 

 
 
Asset Allocation  Una ripresa generalizzata delle economie mondiali induce a definire l’attuale fase economica come espansiva, seppur resa incerta da una economia americana in rallentamento rispetto alle attese e dalla Cina alle prese con un indebitamento in costante crescita. Maggior peso quindi al segmento azionario ed obbligazionario ad alto rendimento anche se quest’ultimo è da intendersi in termini relativi nel comparto obbligazionario, destinato a rendimenti negativi - in accezione total return – a causa del previsto rialzo dei tassi.  
 
Cambio €/$     Anche in questo mese l’€ si è rafforzato di un ulteriore 2% sul dollaro, rivedendo quota 1,18. Dove andrà?  Sicuramente nel suo apprezzamento gioca la politica della Fed che lascia invariati i tassi ufficiali, e ribadisce che la normalizzazione del bilancio avverrà “relativamente presto” attraverso la riduzione del portafoglio di assets. Questa politica viene percepita dal mercato poco aggressiva nel suo percorso di normalizzazione dei tassi di interesse. Gioca anche la forte incertezza generata dalle politiche di Trump riguardo al futuro dell’ Obamacare.  Così debole però la valuta americana può essere una buona diversificazione nel portafoglio per affrontare eventuali momenti imprevisti di stress sui mercati

Azioniario Con trend economici cosi in crescita il settore rimane da sovrappesare ed attraente soprattutto se si confronta il dividend yield dei vari mercati mondiali con le Obbligazioni governative a 10 anni.
L'Euro Stoxx 50 ha un dividend yield superiore al 3% e il Bund tedesco a 10 anni rende lo 0,57%, e se si includono i Buybacks, l’ S & P 500 rende oltre il 5% e i Treasury a 10 anni solo il 2,4%. Quindi guardando solo al rendimento del dividendo e scontando totalmente il potenziale di crescita c'è ancora un premio attraente offerto dai mercati azionari.
 
Nazionalismo. La rinascita dell’ideale europeista, avvenuta con l’elezione di Macron, appare sempre più subordinata alla difesa degli interessi strategici nazionali. L’Europa insomma potrà andare avanti, ma solo se a comandare sarà il duo Merkel-Makron. Visto che per l’Italia l’alternativa sarebbe stata il default, non ci sono al momento politiche diverse se non quella di ... ubbidire cercando il più possibile di salvare la faccia. La qual cosa non è affatto facile, se si pensa alla partita STX-Fincantieri.

Zero Rendimento Il tempo dei rendimenti negativi per le obbligazioni a breve scadenza in Europa è destinato a finire. Anche se il “quando” non è ancora noto. Mario Draghi ha ribadito che  “l'ultima cosa che la BCE vuole, è un ingiustificato inasprimento delle condizioni monetarie e finanziarie”. Decisioni rimandate quindi all’autunno (7 Settembre la prossima riunione dopo la pausa estiva), quando saranno a disposizione della banca centrale anche i nuovi dati relativi a crescita e inflazione. Intanto è prudente alleggerire le posizioni lunghe dei titoli governativi e corporate anche perché il premio per il rischio non si giustifica.

Emerging Market. Continua inesorabile la crescita del mercato azionario dei Paesi Emergenti che nel mese registra +5,16% (+23,3% dall’inizio dell’anno) in linea con i dati di crescita. Le obbligazioni emergenti presentano ormai un rating medio (indice in valuta locale) Investment grade. Anche i livelli di debito sono bassi rispetto alle nazioni sviluppate, con un debito su PIL a circa 40-50% (vs il 100% medio dei paesi sviluppati). Grazie agli scarsi rendimenti rinvenienti dalla liquidità e dalle obbligazioni governative dei mercati sviluppati, le obbligazioni degli Emerging Market sono una classe di investimento che permette di ottenere un buon rendimento in ottica di diversificazione e di premio per il rischio.