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Vivere meglio attraverso l’arte

  • Pubblicato il: 12/08/2011 - 10:16
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Rubrica: 
DAL MONDO
Articolo a cura di: 
Bonnie Rosenberg
Un interno del BMW Guggenheim Lab interior con l'installazione interattiva "Urbanology"

New York. Il BMW Guggenheim Lab, nato dalla sinergia d’intenti del Gruppo automobilistico e la Fondazione Solomon R. Guggenheim, ha mosso il 3 agosto il suo primo passo: un think tank barra istallazione artistica, è un laboratorio itinerante di arte e creatività che si sposterà in nove città del mondo nei prossimi 6 anni, con  lo scopo di migliorare la qualità della vita urbana attraverso l’arte.

«Stiamo letteralmente usando il laboratorio per condurre esperimenti nella città» ha dichiarato Charles Montgomery, membro del team New York Lab. Secondo Richard Armstrong, direttore del Guggenheim, la partnership con BMW offre al museo «una lussuosa opportunità intellettuale».
Il programma è strutturato su tre temi che verranno interpretati da altrettanti architetti (i nomi saranno via via annunciati), che disegneranno una  struttura mobile dedicata che  viaggerà nel mondo.

La prima interazione, che si focalizza sulla pianificazione urbana con il tema «Confronting Comfort», è stata assegnata a  un architetto dell’Atelier Bow-Wow di Tokyo, che  ha disegnato uno spazio trasformando un cumulo di ghiaia sul confine tra il Lower East Side e l’East Village.
Incastrato tra due palazzi, lo spazio di 2.500 piedi quadrati di fibra di carbone ospiterà un caffè e discussioni intorno a come le «nostre scelte si ripercuotono sulla città».

Una mostra al Guggenheim Museum di New York concluderà il primo trimestre nel 2013.
Un comitato consultivo che include tra i suoi membri la designer Elizabeth Diller, l’artista tailandese Rirkrit Tiravanija e il sindaco della città di Harare nello Zimbabwe, Muchadeyi Ashton Masunda, ha nominato il team di New York.
Il gruppo è composto dall’attivista ambientale del Bronx Omar Freill, dal giornalista e sperimentatore urbano di origine canadese Montgomery, dal microbiologo nigeriano Olatunbosun Obayomi e dagli architetti tedeschi Elma van Boxel e Kristian Koreman.

I 5 hanno programmato tutti gli eventi per l’installazione di Manhattan, inclusa la proiezione di «Blank City», un documentario che esplora la scena dell’arte underground della New York degli anni ‘70.
Il lab è curato dall’assistente curatore all’architettura e agli studi urbani del Guggenheim David van der Leer e dall’assistente curatore Maria Nicanor.
Sarà a New York fino al 16 ottobre, dopo di che andrà a Berlino e in una città asiatica non ancora resa nota.

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da The Art Newspaper edizione online, 3 agosto 2011