Sud in trasformazione. Cosa accade dopo i bandi di nuova generazione?

  • Pubblicato il: 15/05/2017 - 18:40
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DOVE OSA L'INNOVAZIONE
Articolo a cura di: 
Ledo Prato

Fondazione con il Sud, nata 11 anni fa per iniziativa delle Fondazioni di origine bancaria,  del Terzo settore e del volontariato, lavora per rafforzare una nuova classe dirigente al Sud e sostiene progetti esemplari fra cui quelli per la tutela, la valorizzazione e la gestione dei beni comuni. Tra queste formule inedite e originali, i bandi per l’affidamento di beni culturali di proprietà civica o privata a partenariati formati da soggetti no profit e profit nelle regioni del Mezzogiorno. Ledo Prato, a titolo esemplificativo, ci restituisce i primi esiti del progetto ITINERA, itinerari di innovazione sociale, realizzato a Montoro, una cittadina in provincia di Avellino, presentati tra l’entusiasmo della popolazione il 5 maggio. Un caso virtuoso per sentire il polso delle numerose progettualità che stanno indicando nuove vie alla “gestione del patrimonio culturale inutilizzato, attraverso processi partecipativi che generano senso di appartenenza alla comunità, innovazione sociale sostenuta dalla cultura, economia circolare. Fra qualche anno si potrà verificare quanti di questi progetti hanno resistito nel tempo e hanno contaminato il contesto territoriale, gemmando nuove iniziative. Per ora rappresentano un modello di innovazione a cui Stato ed Enti locali potrebbero guardare con maggiore interesse per valorizzare il cosiddetto patrimonio culturale minore, spesso inutilizzato o abbandonato.”
 


 
Da alcuni anni la Fondazione con il Sud, nata 11 anni fa per iniziativa delle Fondazioni di origine bancaria,  del Terzo settore e del volontariato, sostiene progetti esemplari fra cui quelli per la tutela, la valorizzazione e la gestione dei beni comuni. In questo ambito promuove bandi per l’affidamento di beni culturali di proprietà civica o privata a partenariati formati da soggetti no profit e profit nelle regioni del Mezzogiorno. Una formula piuttosto originale che ha riscontrato un notevole successo.
 
Con l’ultima edizione del bando (2014-2015) la Fondazione, in una prima fase, ha chiesto alle Amministrazioni comunali e ai privati di candidare beni vincolati di proprietà, proponendoli come luoghi da restituire alla comunità attraverso modalità che il territorio stesso avrebbe potuto successivamente identificare. Sono arrivati più di 200 candidature.
Dopo una prima selezione, sono stati individuati 14 beni inutilizzati per i quali è stato promosso un secondo bando rivolto alle organizzazioni del terzo settore e del volontariato dei territori interessati per identificare le migliori proposte di interventi socio-culturali, economicamente sostenibili e in grado di favorire la fruizione da parte delle comunità.  Sono state presentate 46 proposte e 7 sono state ammesse a finanziamento (il contributo massimo è stato di 500 mila euro di cui il 50% da destinare eventualmente  al restauro o all’adeguamento funzionale del bene). In totale sono stati assegnati contributi per circa 3,5 milioni. Le organizzazioni assegnatarie del contributo sono riconducibili a due tipologie giuridiche: il 58% sono associazioni, mentre il restante 42% sono cooperative sociali o consorzi di cooperative sociali. Nei 7 progetti approvati sono state coinvolte ben 59 organizzazioni di cui però solo 4 sono soggetti profit.
I beni interessati, per i quali sono stati approvati i progetti, sono due padiglioni dei Cantieri della Zisa a Palermo, Palazzo Amati a Taranto, il Convento dei Francescani Neri a Specchia (Le), l’ex-distilleria Nicola De Giorgi a San Cesario di Lecce,  Palazzo Paolo V a Benevento e il Palazzo Macchiarelli a Montoro (Av). Sono stati quindi coinvolti beni culturali di diversa tipologia, collocati in aree metropolitane, urbane o in piccoli centri. Hanno fatto premio la qualità e l’originalità del progetto, la sostenibilità economica, l’affidabilità dei soggetti proponenti, l’analisi del contesto piuttosto che il valore storico-artistico del bene culturale o la dimensione demografica delle aree interessate. D’altra parte compito della Fondazione con il Sud è incoraggiare e sostenere progetti di riuso di spazi culturali, come beni comuni, in funzione della crescita delle comunità, della inclusione sociale, restituendo valore sociale ai beni culturali.
 
In questo contesto si colloca il progetto ITINERA, itinerari di innovazione sociale, realizzato a Montoro, una cittadina in provincia di Avellino, a qualche chilometro dal campus dell’Università di Salerno, con poco meno di 20 mila abitanti distribuiti in 15 frazioni, fra cui Misciano. Quì c’è un bel palazzo padronale, Palazzo Macchiarelli. Si racconta che gli antichi proprietari della famiglia Macchiarelli abbiano sempre dimostrato una proverbiale attenzione al proprio territorio e in particolare alle persone più deboli, oltre ad essere considerati,  tra i vari latifondisti della zona, quelli che trattavano con più riguardo il proprio personale (contadini, operai, personale domestico). Le narrazioni tramandate nel tempo riportano una abitudine significativa, quella di concedere gratuitamente ai contadini delle proprie terre, l’uso del palazzo per  feste ed eventi privati. Il Palazzo, di proprietà comunale, è stato completamente restaurato con sale affrescate e decorate. In un’area contigua al Palazzo, il Comune ha recuperato degli alloggi, poi assegnati ad alcune famiglie in grave difficoltà. In un certo senso il Palazzo non ha perso il suo carattere di luogo abitato e non è difficile, mentre si salgono le scale per accedere al primo piano del Palazzo, incontrare un anziano signore seduto davanti casa. Ho visitato questo Palazzo nel 2014 quando, per la Fondazione con il Sud, ho fatto decine di sopralluoghi in varie regioni del Mezzogiorno per valutare la possibilità che palazzi, castelli, ex fabbriche storiche e conventi, piccoli musei di proprietà civica, parzialmente o totalmente inutilizzati, potessero essere restituiti alla pubblica fruizione delle comunità. Allora sembrava tutto molto difficile ma era una scommessa che si poteva vincere.
Oggi ITINERA è un progetto ben strutturato che si articola in 4 itinerari: Il primo fa leva su un incubatore e acceleratore di imprese per il sostegno a nuove idee imprenditoriali nei settori della cultura, dell’enogastronomia, del turismo, della filiera agricola-alimentare; il secondo prevede processi di valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche locali con laboratori didattici ed eventi; il terzo, denominato “Cantieri sociali,, prevede attività di inclusione sociale e di supporto alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle famiglie del territorio: infine il quarto è denominato “Azioni di sviluppo culturale” con mostre, eventi, laboratori ed una “factory” per la promozione delle forme espressive e della creatività giovanile.
ITINERA è sostenuto da un partenariato di cui fanno parte: I’Associazione dei Castanicoltori Campani, che svolgerà attività formative per diffondere le innovazioni tecnologiche e le buone pratiche agronomiche per migliorare e rendere competitive le aziende agricole castanicole molto diffuse nella zona da oltre 700 anni; Condotta Slow Food Avellino, che opererà per la valorizzazione delle produzioni tipiche locali e la diffusione del turismo enogastronomico; l’Associazione Fonderie Culturali, che trasformerà il Palazzo in una “piazza creativa” per ospitare mostre, eventi, rassegne cinematografiche, teatro, musica; MAKE A CUBE (soggetto privato con sede centrale a Milano), che opererà nell’ambito della creazione di imprese giovanili nella filiera culturale, agricola-alimentare ed ambientale; la Coop. Studio Erresse che, in collaborazione con l’Università di Salerno e MAKE A CUBE, gestirà l’incubatore di imprese e si occuperà di formazione per giovani aspiranti imprenditori; ed infine la Cooperativa sociale “L’isola che c’è” che, oltre ad essere il soggetto responsabile del progetto, si occuperà prevalentemente delle attività previste nel Cantiere sociale. Un partenariato quindi molto articolato che ha dato vita ad un progetto in cui le azioni in ambito culturale si declinano con l’inclusione sociale, la valorizzazione delle risorse locali, la promozione di nuove imprese sociali, facendo leva sulle risorse endogene del territorio.
Un esempio virtuoso delle molteplici iniziative che stanno cambiando le modalità di gestione del patrimonio culturale inutilizzato, attraverso processi partecipativi che generano senso di appartenenza alla comunità, innovazione sociale sostenuta dalla cultura, economia circolare.
Fra qualche anno si potrà verificare quanti di questi progetti hanno resistito nel tempo e hanno contaminato il contesto territoriale, gemmando nuove iniziative. Per ora rappresentano un modello di innovazione a cui Stato ed Enti locali potrebbero guardare con maggiore interesse per valorizzare il cosiddetto patrimonio culturale minore, spesso inutilizzato o abbandonato.
Che sia comunque un successo è apparso evidente il 5 maggio, evento di inaugurazione del progetto ITINERA, a cui una intera comunità ha voluto partecipare con orgoglio e gioia.
 
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*La Fondazione con il Sud sostiene interventi “esemplari” per l’educazione dei ragazzi alla legalità e per il contrasto alla dispersione scolastica, per valorizzare i giovani talenti e attrarre i “cervelli” al Sud, per la tutela e valorizzazione dei beni comuni (patrimonio storico-artistico e culturale, ambiente, riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie), per la qualificazione dei servizi socio-sanitari, per l’integrazione degli immigrati, per favorire il welfare di comunità.
La Fondazione CON IL SUD ha sostenuto oltre 1000 iniziative, tra cui la nascita delle prime 5 Fondazioni di Comunità del Mezzogiorno, coinvolgendo 6.000 organizzazioni e 283 mila cittadini, soprattutto giovani, ed erogando complessivamente 176 milioni di euro. (dal sito www.fondazioneconilsud.it)