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Quando una Fondazione americana incontra l’Italia, sul Lago di Como.

  • Pubblicato il: 06/08/2018 - 11:20
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DAL MONDO
Articolo a cura di: 
Ilaria M. Nizzo
In uno dei paesaggi più suggestivi del nostro Paese, The Rockefeller Foundation Bellagio Center riunisce Nobel, vincitori del Premio Pulitzer, artisti, imprenditori sociali e attivisti di tutto il mondo per affrontare le sfide globali, spingendo avanti i confini della conoscenza collettiva. Dal 1959. Nel centro hanno soggiornato i premi Nobel Joseph Stiglitz e Mohamed Yunus, scrittori quali Maya Angelou e Michael Ondaatji insieme a politici internazionali come Mary Robinson e Montek Ahluwalia. On line dal primo ottobre la possibilità di presentare le candidature.

«Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno…», basta questo incipit per capire da subito che stiamo parlando dei Promessi Sposi il capolavoro letterario di Alessandro Manzoni. Ieri come oggi questo luogo spettacolare ispira studiosi, scrittori, politici e artisti da tutto il mondo, che possono incontrarsi qui per creare arte e condividere tematiche che hanno un impatto diretto sulla vita dei popoli, soprattutto quelli più poveri e vulnerabili.

Da oltre mezzo secolo personalità provenienti da varie discipline attraverso una concomitanza di conferenze e programmi di residenze per scrittori, artisti e leader sono accolte al The Rockfeller Foundation Bellaggio Center per cercare soluzioni ai problemi della nostra società. Per averne un’idea, nel Centro hanno soggiornato i premi Nobel Joseph Stiglitz e Mohamed Yunus, scrittori quali Maya Angelou e Michael Ondaatji insieme a politici internazionali come Mary Robinson e Montek Ahluwalia.

L’incontro della Rockfeller Foundation con il nostro Paese avviene nel 1959, quando Ella Holbrook Walker donò a Dean Rusk, presidente della Fondazione americana, 20 ettari di terreno in un luogo suggestivo, ponendo come unico vincolo l’indicazione di «promuovere il benessere dell’umanità in tutto il mondo».

Sulla base di questa premessa per quasi 60 anni, il centro – conosciuto anche come Villa Serbolloni – tramite il The Bellagio Center Conference Program, ha sostenuto convegni e scambi interculturali per affrontare temi quali salute, opportunità economiche e posti di lavoro, resilienza urbana, cibo e agricoltura, energia pulita, filantropia e innovazione. Scopo delle riunioni è sviluppare un pensiero collaborativo, innovativo e creativo volto ad affrontare e risolvere le sfide dei prossimi anni. Sulla sponda del lago sono stati fatti importanti progressi, che hanno portato alla Green Revolution e salvato dalle carestie milioni di persone nei paesi più poveri del mondo, il luogo è stato cornice di negoziati e accordi che rendono più facile per le persone affette da HIV/AIDS, e altre malattie mortali, accedere a vaccini e a farmaci migliori. Le candidature per il programma di conferenze possono essere presentate on-line in ogni momento dell’anno per essere poi successivamente selezionate e gestite dalla Fondazione.

Ogni anno questa villa sul Lago di Como accoglie politici di alto livello, giornalisti, personalità del settore privato o pubblico con dieci (o più) anni di esperienza in posizioni di leadership grazie al programma di ospitalità chiamato The Practitioner Residency. Il successo però non è tutto per il Bellaggio Center. Ciò che accomuna tutti gli aspiranti candidati a partecipare ai ritiri culturali in questo luogo d’ispirazione, d’arte e di bellezza, è soprattutto «l’impegno attivo a portare grandi cambiamenti nel mondo».
Nicoletta Iacobacci è una delle poche donne italiane che è stata accolta a Bellagio perché leader nel suo campo: nata a Roma, risiede da molti anni a Ginevra dove è stata responsabile della strategia dei media alla European Broadcasting Union, l'organizzazione che riunisce ottanta emittenti di servizio pubblico di tutto il mondo. È impegnata, in qualità di dottore di ricerca, presso l’ European Graduate Studies Institute lavora per creare azioni concrete atte a costruire il servizio pubblico del futuro, orientato alla responsabilità sociale. È autrice di un libro in cui sono approfonditi temi che riguardano le frontiere delle tecnoscienze come l’intelligenza artificiale e l’ingegneria genetica per affrontare, a livello globale, le sfide del futuro.
Rispetto alla sua esperienza a Bellaggio racconta: «È un luogo incredibile e stimolante. Avere la possibilità di lavorare senza interruzioni in una residenza come la Bellagio Rockefeller Foundation è una benedizione e una responsabilità. Al primo piano della Villa, c'è una biblioteca molto fornita, bella e ricca. La maggior parte dei libri ha un bollino rosso, il che significa che sono libri nati, scritti e creati qui».
Sempre la Iacobacci aggiunge «Al Bellaggio Center sono stata due volte, la prima per un convegno e la seconda come ospite delle residenze. Durante il convegno, insieme ai massimi esperti di tematiche legati alle tecnologie, abbiamo redatto una “Bozza di manifesto su etica e tecnologia”. Dopo pochi mesi ci sono ritornata, nelle residenze e, ispirata dal luogo, sono riuscita a finire il mio libro su etica e tecnologie esponenziali che sarà presto pubblicato anche in Cina».

Quindi anche l’arte può aiutare l’umanità a trovare le soluzioni per i problemi del 21° secolo? È questa una delle tante domande a cui gli artisti ospiti del Bellagio Center tentano di dare una risposta.

Infatti scorrendo il sito del centro emerge subito l’attenzione per l’arte. Il ruolo fondamentale che assume è evidenziato in queste frasi «Per integrare in modo più efficace gli artisti presso la nostra struttura promuoviamo un bando per permettergli di alloggiare nelle nostre residenze. Il programma accoglie professionisti di alto livello rafforzando l'impegno della Fondazione in questo settore dimostrando che le arti sono parte integrante del ragionamento sulle complesse sfide globali».

Attraverso il Bellaggio Arts & Literary Arts Residency  compositori, scrittori, drammaturghi, poeti, registi, ballerini, musicisti e artisti visivi possono perciò trovare un luogo dove l’ispirazione e la creatività sono al servizio dell’umanità. «Un programma, quello per le arti e la letteratura, al quale è possibile partecipare inviando la propria richiesta solo in determinati periodi dell’anno» come ci dice via mail da New York Ms Rachel Roberts. Sul sito si legge, infatti, che le prossime candidature saranno accolte dal 1° ottobre al 1° dicembre.

Per rafforzare ulteriormente la qualità del programma e garantire un'elevata diversità geografica e disciplinare tra i residenti, il Bellagio Center ha sviluppato nuove relazioni con organizzazioni artistiche di tutto il mondo. Scopo dell’iniziativa: far emergere artisti promettenti.

Sono nate così collaborazioni con quattro organizzazioni: Khoj International Artists' ‘Association a Delhi, Fundacion Jumex a Città del Messico, Africa Center a Cape Town e United States Artists a Chicago. Questi contatti serviranno ad avvicinare un numero maggiore di artisti, differenti per cultura e nazionalità, che lavorano in Asia, America Latina, Africa e Stati Uniti.

Sul lago di Como l’arte ricopre un ruolo primario per immaginare e attuare quelle che potrebbero essere le idee più innovative per le sfide del prossimo secolo, grazie a una Fondazione americana che ha trovato nelle bellezze del nostro Paese il luogo ideale dove riunire tutte le conoscenze e sviluppare, senza limiti, il pensiero umano alla ricerca di risposte innovative.

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