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Otello muore, Vuitton lo resuscita

  • Pubblicato il: 07/06/2013 - 12:54
Rubrica: 
SPECIALI
Articolo a cura di: 
Anna Saba Didonato

Il progetto che Louis Vuitton realizza in partnership con la Fondazione Musei Civici di Venezia (Muve) è dedicato alla storia e alla tradizione artistica della città lagunare. Ed è anche un modo per sottolineare l’affinità elettiva tra Vuitton e l’eccellenza manufatturiera veneta, a cui, non a caso, è stata affidata la realizzazione della prima collezione di scarpe del marchio francese. Il progetto prende il via, dal primo giugno al 24 novembre, con la mostra «Where Should Othello Go?», ideata da Adrien Goetz e Hervé Mikaeloff e incentrata sull’opera dell’artista veneziano Pompeo Marino Molmenti (1819-94) «La morte di Otello». Restaurato grazie all’intervento di Vuitton, il dipinto è ora esposto vis-à-vis con l’inedita installazione audiovisiva del newyorkese Tony Oursler«Strawberry-Ecstasy-Green».
La nota maison del lusso ha assicurato il suo sostegno a favore del patrimonio artistico veneziano facendosi carico del restauro di alcune opere appartenenti alla Fondazione Musei Civici (che ne conta circa 700, gestite in totale autofinanziamento), precluse al pubblico a causa delle precarie condizioni di conservazione. Tutto questo fermo restando la promozione del dialogo tra passato e futuro, tradizione e innovazione.
Le opere restaurate sono esposte nell’Espace Louis Vuitton Venezia al terzo piano della Maison Louis Vuitton Venezia, aperta lo scorso 21 aprile e ospitata nella storica sede del Cinema San Marco, accanto ai lavori site specific di artisti contemporanei chiamati di volta in volta a confrontarsi con il singolo capolavoro. Quello veneziano è il sesto «Espace culturel» realizzato da Vuitton dopo quelli di Parigi, Tokyo, Hong Kong, Taipei e Singapore. L’unico, e tale rimarrà, in cui il contemporaneo si relaziona con l’antico, data l’eccezionalità del luogo. «È un approccio innovativo che permette di portare l’arte e la storia al di fuori delle sedi museali, di avvicinarla a un pubblico diverso da quello abituale, spiega Gabriella Belli, direttrice della fondazione Muve, attraverso opere che fossero particolarmente curiose, accattivanti, capaci di interessare e coinvolgere persone di differenti mondi, età, provenienze, svelando nel contempo le tante “anime” della nostra storia culturale e artistica». Ma non è questo l’unico progetto che ha visto Vuitton impegnato a favore del patrimonio artistico della Serenissima. Nel 2010 ha sostenuto la fondazione Venetian Heritage nel restauro della pala d’altare della chiesa di San Salvador, continuando poi a finanziare interventi di recupero di suppellettili sacre. Nel 2011, invece, ha contribuito al restauro architettonico delPadiglione Venezia, opera dell’architetto Brenno del Giudice.

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da Il Giornale dell'Arte numero 332, giugno 2013