La Fondazione come “agente rigenerante” del territorio

  • Pubblicato il: 15/03/2017 - 11:31
Rubrica: 
FONDAZIONI D'ORIGINE BANCARIA
Autore: 
Lucio Argano

La Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze (FCRF), ente di origine bancaria,  ha intrapreso un modello d'intervento centrato su un approccio strategico che punta sul  metodo oltre che come fine, relativamente ai suoi diversi campi di azione, con l'obiettivo primario di contribuire a riattivare un metabolismo urbano e territoriale virtuoso, in grado di coniugare le distintività della stratigrafia storico, artistica, culturale e del capitale sociale della città di Firenze e del suo territorio (ma anche di Arezzo e Grosseto, aree d'interesse della Fondazione) con le opportunità derivanti dall'aprirsi all'innovazione non solo tecnologica per guardare al futuro. Su questa “funzione rigenerativa” di FCRF abbiamo chiesto al suo Direttore Generale, Gabriele Gori, di illustrarne intenti e logiche d'interventopianificare il cambiamento che si vuole attuare attraverso ogni singola azione, e così validare i nessi causali tra ipotesi iniziali e impatto, tra attività realizzate ed esiti prodotti”. Ascolti degli stakeholders, protocolli di collaborazione per progetti strategici pluriennali, come il più recente per  l’Opificio delle Pietre Dure siglato con il MiBACT,per candidare Firenze a divenire la sede di un centro di valenza mondiale per il restauro, la ricerca, l’innovazione, l’alta formazione e l’intervento sul patrimonio culturale”, sono segno del modello di intervento

Firenze. In venticinque anni dalla loro istituzione, le fondazioni di origine bancaria ben gestite hanno dimostrato di poter svolgere un ruolo determinante per lo sviluppo dei territori, , coadiuvando in modo significativo l'apporto delle istituzioni pubbliche, in termini di contributi economici e ora di politiche. In diversi documenti programmatici delle Fob notiamo oggi il passaggio a forme d'intervento sempre più strategiche, in grado di attivare processi di responsabilità e sostenibilità nel territorio. La Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, tra le prime dieci del settore per patrimonio ed erogazioni (patrimonio oltre 1,6 miliardi di euro nel 2016; erogazioni 28 di cui 9,2 nel settore Cultura dall’ultimo bilancio approvato nel 2015, stanziamenti 2016 in crescita a 35 mil.), va in questa direzione.  Ne parliamo con il Direttore, Gabriele Gori, una carriera manageriale nel mondo finanziario, 55 anni, arrivato ai vertici della fondazione nel 2014. 

Qual è la nuova strategia di intervento  dell’Ente?
L’azione della Fondazione CR Firenze a favore dello sviluppo del territorio si svolge oggi in un contesto significativamente diverso rispetto al passato, a fronte del quale la Fondazione assume una funzione di “agente rigeneratore”, grazie alla combinazione delle proprie peculiarità con quelle degli altri tessuti (sociali, culturali, istituzionali, etc.) pur nell'ottica della sussidiarietà e complementarità con le politiche pubbliche. La Fondazione, continuando ad assolvere il tradizionale ruolo di motore dello sviluppo locale, ha l’obiettivo di garantire una presenza ancora più stabile e una maggiore interazione con la comunità in cui è radicata attraverso un nuovo modello di servizio. Esso si concretizza nella definizione puntuale di un Programma Strategico intersettoriale e pluriennale – e dei relativi Progetti Strategici in esso declinato - che affianca dal 2016 la programmazione generale, ottimizzando gli strumenti tradizionali erogativi allo scopo di sostenere quei fattori distintivi fiorentini in grado di espandersi (fattori abilitanti e valori forti), nonché orientare i settori di intervento verso una logica coerente e mirata a sviluppo e resilienza del territorio.

Il programma strategico intersettoriale si focalizza su quali temi?
I temi sui quali abbiamo l’obiettivo di lavorare per innescare veri e propri processi di rigenerazione urbana sono:
• Economia della conoscenza – alta formazione e nuove professioni;
 Smart City – ottimizzazione della valorizzazione turistica e innovazione dei servizi;
• Innovazione culturale per lo sviluppo locale – fattore decisivo di coesione, partecipazione e inclusione sociale attraverso la collaborazione con gli attori profit e non profit locali e internazionali.
Tre tematiche, tre linee guida che permettono di vivere in chiave contemporanea la dimensione umanistica di Firenze fra conformazione della sua struttura urbana e sistema reticolare territoriale in cui è inserita.

Se associamo il concetto di rigenerazione a temi come attività creative, riciclo di spazi, azioni sociali, capacity building, quale ruolo può svolgere una Fondazione come FCRF?
La questione della rigenerazione è la leva su cui è poggiata la strategia della Fondazione CR Firenze per la costruzione di nuovi paradigmi della città e di territori sostenibili, resilienti, inclusivi e intelligenti. Per questo siamo impegnati nel consolidare e arricchire le modalità di dialogo e intercettazione dei bisogni territoriali attraverso un metodo partecipativo selettivo, in grado di garantire in forma sistematica e continuativa il rapporto con le realtà locali.
Con la nascita a Firenze della città metropolitana inoltre la Fondazione, che si confronta con nuovi obiettivi programmatici a livello politico, istituzionale ed economico, è chiamata a rafforzare l’armatura della città intesa come detentrice di risorse profonde lasciate dalla storia e come organismo innovativo dei contenuti distintivi locali, produttore di nuova cultura e occupazione, specialmente giovanile. In continuità con il passato, la Fondazione indirizza i suoi sforzi affinché con le dovute azioni di sistema possa attivare un’intelligenza culturale collettiva e connettiva, da mobilitare con il sostegno allo sviluppo di industrie creative e culturali, con il riciclo/riuso di aree e spazi perduti o dismessi, con l’offerta di servizi che facilitino l'accesso culturale, con l’attenzione alla formazione (alta e professionale), alla conoscenza e alla sua produzione

Avete in cantiere progetti strategici pluriennali?
L’azione della Fondazione si concentra altresì verso ambiti tecnico-scientifici coerenti con i trend tecnico-produttivi del sistema regionale per cui abbiamo in cantiere tre grandi progetti strategici
• HUB DIGITALE: la casa delle start up innovative in ambito tecnologico con il recupero di un complesso immobiliare nell’Oltrarno cittadino;
• E-RIHS: sostenendo Firenze come sede del progetto europeo European Research Infrastructure on Cultural Heritage (a cui offriremo nel centro cittadino un immobile funzionalizzato);
 ConTemporaneo: un programma di rigenerazione degli spazi dismessi attraverso l’utilizzo inclusivo dei linguaggi del contemporaneo.

FCRF opera in un territorio che dispone di un patrimonio storico artistico di valenza internazionale e tra i suoi molti interventi va ricordato il supporto all’Opificio delle Pietre Dure. Un recente protocollo firmato tra FCRF di Firenze e il MiBACT ha sancito un accordo per sviluppare ulteriormente questa prestigiosa istituzione. Può descrivere la filosofia di questa operazione?
L’Opificio delle Pietre Dure (OPD) è un’eccellenza mondiale nel restauro e nella conservazione dei beni culturali. Nonostante ciò, negli ultimi anni, è stato oggetto di tagli di risorse che compromettono le sue capacità di svolgere la storica funzione di ente di formazione specialistico, le proprie capacità “produttive”, nonché il mantenimento delle preziose competenze di cui è custode.
È proprio questo il caso in cui la Fondazione diviene “agente rigenerante” per consolidare il ruolo di quelle realtà (capitale territoriale) che hanno capacità identificative per cui la Toscana può competere a livello internazionale attraendo capitale umano e investimenti pubblico/ privati
Nostro obiettivo è, infatti, candidare Firenze a divenire la sede di un centro di valenza mondiale per il restauro, la ricerca, l’innovazione, l’alta formazione e l’intervento sul patrimonio culturale. Tale azione di rafforzamento e riattivazione dell’OPD trova impulso e ulteriore sostegno nell’identificare Firenze e l’OPD quali soggetti ideali a ospitare il quartier generale del già citato progetto “E-RIHS”. Un intervento in grado di attivare un effetto moltiplicatore per l’attrazione dei fondi europei a vantaggio di tutto il territorio toscano e nazionale, aumentando la competitività delle imprese culturali e creative che lavorano nella conservazione del patrimonio culturale e, più in generale, della cultura umanistica.

Si parla di una maggiore transizione da attività erogative istituzionali ad attività che si focalizzano sulla cultura di progetto, anche integrando ambiti diversi. Emerge il tema della valutazione, con la misurazione di effetti e impatti prodotti da progetti e investimenti delle Fondazioni, stabilendo metriche adeguate. Come si colloca FCRF rispetto a questo tema?
Il contatto diretto, l’ascolto selettivo del territorio, un raggio di azione orientato su tematiche specifiche e la crescente apertura a un contesto di respiro internazionale sono alla base del nuovo modello operativo con cui la Fondazione intende affrontare i problemi della comunità. Elementi tradotti in progettualità che sin dall’inizio permettono di pianificare il cambiamento che si vuole attuare attraverso ogni singola azione, e così validare i nessi causali tra ipotesi iniziali e impatto, tra attività realizzate e cambiamenti prodotti. 
Si tratta quindi di uno sforzo per indirizzare le proprie risorse verso interventi efficaci e di essere in grado di dimostrare e monetizzare l’impatto sociale generato, identificando criteri che rendono replicabile il modello proposto, in particolare proponendo soluzioni a determinati problemi sociali. Come FCRF abbiamo scelto di utilizzare il metodo SROI – Social Return on Investment - avvalendoci di esperti, per l’attenzione al coinvolgimento delle persone e delle organizzazioni beneficiarie degli interventi. Si tratta di un processo che permette di analizzare (mappare) il cambiamento e al contempo ricavare informazioni importanti per assicurare che le attività in cui si è investito stiano effettivamente gestendo i rischi sociali, ambientali ed economici identificati.

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