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106 Elevator Pitch Audi: talenti multiformi per immaginare il futuro. Guardandolo negli occhi

  • Pubblicato il: 15/04/2016 - 15:34
Rubrica: 
NOTIZIE
Articolo a cura di: 
Giangavino Pazzola

Dopo la settimana dell’arte contemporanea, per Milano era ora di celebrare la Design Week. Tra Salone del Mobile e Fuorisalone, in programma si contavano più di 1.200 eventi con 400.000 visitatori attesi. Risultato centrato in pieno, il Salone da solo ne fa oltre 370.000 polverizzando ogni record precedente. Poi iniziative pubbliche e private riuscite, luoghi conosciuti e spazi riaperti per mostrare la metamorfosi di una città sempre più centrale nello sviluppo economico nazionale – come affermato di recente anche dall’economista Edward Glaeser (Harward University). Se l’evoluzione di processi, competenze e innovazione collegate a uno dei più importanti settori dell’impresa creativa è stata la costante di questi giorni, interessante è la inclinazione verso l’immaginazione del progetto 106 Elevator Pitch Audi, curato dallo scrittore Gianluigi Ricuperati, direttore di Domus Academy – all’interno delle attività dell’Audi City lab
 
 
 
Milano. Dall’11 al 17 aprile,  lo spazio dedicato al design dalla casa tedesca all’interno della Torre Velasca, reinventati per l’occasione dal designer Piero Lissoni, si è fatto teatro per una serie di incontri sul futuro, l’innovazione e la qualità di vita delle città. In questo fitto e prestigioso programma, era inserito anche 106 Elevator Pitch Audi, un evento a metà tra il think thank e il contest, dove giovani provenienti da 25 nazioni diverse si sono incontrati nella pratica dell’immaginazione del futuro. Una cornice preziosa dalla quale guardare il domani in modo netto, una posizione privilegiata all’interno del restauro e valorizzazione complessiva di Torre Velasca per mezzo del progetto di riqualificazione Urban Up (Gruppo Unipol).  Un grattacielo costruito nel 1958 che rappresenta – tutt’oggi – un modello di innovazione architettonica e un simbolo della rinascita economica italiana. Come legare così tanti layer valorizzando giovani talenti e liberando potenziale creativo? L’abbiamo chiesto a Ricuperati, tra un talk e un pitch, nella velocità pragmatica della Design Week.

 

Come nasce l'idea di 106 Elevator Pitch Audi e come funziona?
Il progetto è stato concepito in occasione del Fuorisalone e di Audi City Lab, i cui appuntamenti hanno avuto luogo nell’iconica cornice di Torre Velasca. Questo capolavoro architettonico del XX secolo è alto 106 metri, per questo ho deciso di radunare 106 giovani creativi (principalmente studenti NABA e Domus Academy) per cercare di immaginare insieme il futuro. Ai partecipanti ho chiesto di proporre un’idea, una visione della città del domani - in termini di urban lifestyle, city living, sostenibilità – e di presentarla in pubblico secondo la modalità dell’Elevator Pitch, quindi con non più di tre minuti a testa.

 

Nell’esperienza si sovrappongono più nessi semantici, dove tempi e spazi sono variabili dominanti. Quante impronte di città si possono pensare dalla Torre Velasca? Sono le stesse delle peregrinazioni e derive quotidiane per le città che abitiamo? In cosa cambiano?
Nel 1958 Ernesto Nathan Rogers scriveva: “la Torre si propone di riassumere culturalmente, senza ricalcare il linguaggio di nessuno dei suoi edifici, l'atmosfera della città di Milano, l'ineffabile eppure percepibile caratteristica…”. Mi sembrava dunque la location ideale: d’altra parte la torre è anche salita verso l’alto, tentativo di raggiungere l’Iperuranio e il mondo delle idee. Per tre giorni, dal 13 al 15 Aprile scorsi, centosei creativi di venticinque nazionalità diverse hanno proposto altrettante visioni del domani. È stato interessante notare le ricorrenti connessioni con le peculiarità dei paesi d’origine, e al tempo stesso l’attenzione per il contemporaneo, per le nuove tecnologie, per soluzioni quali car sharing e co-living. Una giuria di manager e designer AUDI selezionerà le quattro idee più innovative: diverranno maquette e progetti tridimensionali esposti in una mostra speciale che avrà luogo a giugno presso il padiglione Domus-Naba della Triennale di Milano.

 

 

Le sinergie tra lavoro e formazione si stringono sotto il cappello dello stile di vita e dell'innovazione. Ci parli dei partner all’interno del progetto?
L’Elevator Pitch è sponsorizzato da Audi e in particolare da Audi Innovative Thinking, progetto ambizioso che riunisce i migliori esponenti dell’innovazione del Paese su una piattaforma di comunicazione dedicata. Filo rosso di tutte le iniziative è la ricerca dell’#Untaggable Future, ovvero di un avvenire mutevole e difficile da etichettare ma proprio per questo stimolante, creativo, perché leggibile solo attraverso la continua reinvenzione di sé.

 

Amin e Thrift, in Ripensare la dimensione urbana, propongono di rinnovare concetti e metodi di studio ed esprimere un cambiamento degli schemi mentali con cui accostarsi alle rappresentazioni di città. Quali cambiamenti nelle 106 visioni di futuro?
Nella città del futuro sarà possibile riscoprire le aree verdi e pedonali perché i mezzi di trasporto circoleranno solo in tunnel sotterranei. Avremo informazioni istantanee sui monumenti e gli edifici che visiteremo semplicemente fotografando codici QR disseminati per il tessuto urbano. Agli angoli delle strade altoparlanti diffonderanno solo le canzoni che rispecchiano i nostri gusti musicali. 
 

 

Le città contemporanee hanno più ritmi. Quali canzoni nella colonna sonora del tuo weekend e perché?
Qualsiasi pezzo di David Bowie, che il futuro l’ha avvistato più volte, descrivendolo sempre in maniera meravigliosa. 

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