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Progettare al futuro: accessibilità, inclusione e dialogo interculturale nell'anno europeo del patrimonio 2018

  • Pubblicato il: 15/12/2017 - 00:01
Rubrica: 
PAESAGGI
Articolo a cura di: 
Federico Massimo Ceschin

Appuntamento il 13 dicembre a Roma con il primo evento realizzato dal MiBACT nell'ambito dell'Anno europeo del Patrimonio Culturale 2018 per la presentazione del volume edito nei Quaderni della valorizzazione n. 4: "Il patrimonio culturale per tutti. Fruibilità, riconoscibilità accessibilità”.
 


 
“Diversity needs to be embraced and fostered every day”. Questa frase campeggiava sulla presentazione di uno dei giovani testimonial al lancio dell’anno Europeo del Patrimonio allo European Culture Forum tenutosi a Milano, ripendendo la Dichiarazione di Stoccolma del 2004 di EIDD “Design for All is design for human diversity, social inclusion and equality”. Una posizione forte espressa in quella sede anche il Ministro della Cultura Dario Franceschini “l’anno Europeo del patrimonio non dovrebbe essere una celebrazione della Cultura, ma un’opportunità per convincerei decision-makers di altri settori dell’importanza di investire in cultura e creatività attraverso i confini, disciplinari e geografici. Il Design offre la metodologia di tradurre questa aspirazione in pratica. E il Design for All assicura processi inclusivi e spinge il challenge”.  Temi questi che saranno al centro della giornata di studi e confronti promossa da CPD (Consulta per le persone in difficoltà) lunedì 11 dicembre a Torino.
 
Il tema dell’accessibilità incrocia quindi il tema della valorizzazione, con un portato di grande forza e vitalità: non soltanto un fatto di civiltà, in senso generale, ma un asse portante che il Mibact intende rendere trasversale a tutte le politiche settoriali.
 
Non è dunque un caso se, nel primo evento che il Ministero dedica all'Anno europeo del Patrimonio Culturale 2018, si presenta la ricerca "Il patrimonio culturale per tutti. Fruibilità, riconoscibilità accessibilità”: un modo per celebrare, con il patrimonio, la diversità umana, il dialogo interculturale e la coesione sociale.
 
È infatti ormai chiaro quanto sia necessario operare un definitivo cambio di paradigma, di prospettiva, che parta dall’idea fondamentale dell’uguaglianza di tutti gli esseri umani, che non divida in categorie, ma renda ugualmente disponibili e accessibili a tutti i luoghi e i contenuti della cultura, favorendo un maggiore scambio tra persone e culture.
 
Accessibilità, in questa chiave, vuol dire più bellezza, più comodità, maggiore autonomia e maggiore benessere per tutti. Senza dimenticare anche le naturali ricadute in termini sociali e di tipo economico, che consentono di aumentare il numero degli utenti e l’indotto dei servizi turistici a maggiore valore aggiunto.
 
Il volume parte da un concetto di accessibilità prevalentemente fisica, ma svolta immediatamente oltre il mero “abbattimento” delle barriere architettoniche per porre l’attenzione e la centralità sulle dinamiche sensoriali e cognitive, verso una più generale accessibilità culturale, con duplice riferimento ideale e normativo: da un lato la Convenzione di Faro e la considerazione del diritto di tutti a godere dell’eredità culturale, dall’altro volge lo sguardo ai visitatori che sempre più numerosi visitano l’Europa provenendo da altre culture, per cui sarà sempre più necessario modificare gli apparati didattici e cognitivi in un’ottica globale.
Il Quaderno dà conto di questo percorso e di questo processo, ma costituisce anche una lettura interessante per chi non si sentisse direttamente coinvolto: le diversità oggi non possono più essere relegate allambito motorio, ma investono numerosi momenti della vita quotidiana e del nostro essere comunità. Si pensi banalmente a chi si trova a vivere una condizione di infermità soltanto temporanea, oppure a coloro che soffrono di allergie o, ancora, scelgono regimi dietetici particolari. Non soltanto un tema di disabilità, dunque, che pure rimane centrale, ma una più ampia attenzione alle culture, ai segni, ai simboli, alle opportunità, alle scelte individuali.
 
E, da questo punto di vista, anche alle sensibilità religiose. Parole come “accoglienza”, “ospitalità”, “comunità”, “cammino”, “spiritualità dei luoghi”, “interculturalità”, “dialogo interreligioso”, costituiscono un dizionario condiviso tra religione e turismo, soprattutto qualora – per rispondere alle più evolute esigenze dell’uomo contemporaneo e del suo desiderio di viaggiare e investire il proprio tempo libero in direzione di una crescita personale – si intendano sviluppare forme di “turismo di comunità”, in una relazione positiva tra flussi turistici e popolazioni residenti, che sempre più sono chiamate a conciliare le proprie diverse esigenze.
 
Da questi concetti, che richiamano alla responsabilità di sviluppare sistemi culturali e turistici responsabili, sostenibili e solidali, nasce la visione dei “Parchi Culturali Ecclesiali”, nati in seno alla Pastorale del Tempo Libero, Turismo e Sport della Conferenza Episcopale Italiana. Un progetto che chiama tutte le Diocesi italiane a recepire e offrire opportune indicazioni di integrazione, socializzazione, inclusione e protagonismo delle attività culturali e ricreative: partendo dall’accessibilità dell’informazione, delle opportunità, dei servizi e delle esperienze di vita. Ovvero, in altre parole, ad operare verso una “accessibilità universale”.
 
«Ci sta a cuore l’accessibilità per tutti, in tutti i campi e in tutte le direzioni, anche in quello religioso. Attorno a questi temi vogliamo ribadire che la religione non è un ostacolo per l’esclusione, ma una opportunità per conoscere, viaggiare, accogliere e “sentirsi parte”», spiega don Valerio Pennasso, Direttore dell’Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici e per l’Edilizia di Culto della CEI: «Vogliamo raccontare la storia delle persone e delle comunità che nel territorio si sono sedimentate attraverso tradizioni, riti, culture, linguaggi, cibi, arte e architetture diversificate».
 
Il volume contiene inoltre saggi di Gabriella Cetorelli, Manuel Roberto Guido, Maria Grazia Filetici, Luigi Scaroina, Miriam Mandosi, Pete Kercher, Pietro Laureano, Cristiano Re, Aldo Grassini, Carlo Di Biase, Dino Angelaccio, Lucia Sarti, Stefania Poesini, Dario Scarpati, Gian Maria Greco, Fabio Iemmi, Antonio Giuseppe Malafarina, Simona Petaccia, Claudio Arrigoni, Flavia Coccia, Roberto Vitali, Silvia Bonoli, Imam Sharif Lorenzini, Federico Massimo Ceschin e Mario Ialenti.
 
Il volume sarà presentato nell’ambito del Convegno "Progettare al futuro: accessibilità, inclusione e dialogo interculturale nell'anno europeo del patrimonio 2018", che si terrà mercoledì 13 dicembre 2017 con inizio alle ore 9.30, nella sede MiBACT del Collegio Romano, alla presenza del Sottosegretario di Stato On. Ilaria Borletti Buitoni.
 

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