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Lavorare… ad Arte: il mondo del lavoro e la cultura contemporanea si incontrano al Polo del 900.

  • Pubblicato il: 29/09/2017 - 10:35
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Rubrica: 
DOVE OSA L'INNOVAZIONE
Articolo a cura di: 
Elena Inchingolo

Il 13 settembre scorso è stato inaugurato il ciclo di incontri Lavorare… ad Arte, che fino al 5 ottobre darà l’opportunità ai partecipanti di avvicinarsi e riflettere sul mondo del lavoro attraverso la lente dell’arte e della cultura contemporanea.
 


Si tratta di un’occasione interessante di confronto nata grazie alla collaborazione tra ISMEL, l’Istituto per la Memoria e la Cultura del Lavoro, dell’Impresa e dei Diritti Sociali e il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e ZonArte, con la finalità di ri-considerare l’attività artistica come progetto sociale e politico condiviso.

ISMEL, centro archivistico-bibliotecario, di documentazione e ricerca, si configura come realtà istituzionale nel 2011 annoverando all’interno del proprio nucleo costitutivo la Città di Torino, la Fondazione Antonio Gramsci, l’Istituto Gaetano Salvemini e la Fondazione Vera Nocentini e includendo nel tempo, tra gli altri l’Unione Industriale di Torino, le organizzazioni sindacali confederali Cgil, Cisl e Uil di Torino e Piemonte, il Centro Storico Fiat, l’Archivio Nazionale Cinema d’Impresa e Stalker Teatro.

La mission di ISMEL, progetto originale di partecipazione privata e pubblica, è conservare, valorizzare, attualizzare e rendere vivo e fruibile il grande patrimonio socio-industriale di Torino e del Piemonte.

Ed è proprio seguendo questo intento che Giovanni Ferrero, Presidente di ISMEL e Anna Pironti, Responsabile del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea hanno ideato e concretamente realizzato  - attraverso una sinergia efficace e senza fondi ad esso destinati – un programma d’incontri che affrontasse il tema del lavoro seguendo “la pratica dell’economia della conoscenza” – come afferma Giovanni Ferrero – “puntando l’attenzione sulle nuove e numerose professionalità che operano nel contesto dell’arte e della cultura”.

Nell’iniziativa sono stati coinvolti artisti, come Gilberto Zorio, Michelangelo Pistoletto, Piero Gilardi, alcuni tra gli esponenti dell’Arte Povera che nell’ambito artistico e culturale torinese ha segnato un momento storico-critico d’eccellenza - iniziando a riconsiderare materiali e concetti del lavoro manuale come punto di partenza nel processo costitutivo dell’opera d’arte – storici dell’arte, curatori, direttori di musei (Pier Giovanni Castagnoli, Marcella Beccaria, Nicola Ricciardi, Elena Volpato, Beatrice Merz), operatori del welfare culturale, dell’innovazione sociale e dell’educazione accessibile e condivisa (Catterina Seia, Luca Del Pozzolo, Collettivo Progettuale ZonArte), esperti di intelligenza artificiale ed editoria (Luigi Terna, Nicola Lagioia).

Ciascun relatore ha trasferito e trasferirà al pubblico la propria esperienza in un alternarsi di conversazioni dai temi più diversi ma accomunati dalla finalità di sensibilizzare e rendere protagonista il fruitore.

La Biopolitica di Piero Gilardi, l’arte processuale e operaia d’inesauribile energia fisica e mentale di Gilberto Zorio, la Demopraxia di Michelangelo Pistoletto, la “ricerca-azione” di Catterina Seia, il Salone del Libro di Nicola Lagioia sono testimonianze del fermento creativo e sociale della città di Torino, in continua trasformazione, riqualificazione e crescita.

“Questo è il progetto-pilota” - afferma Giovanni Ferrero – “a cui vorremmo far seguire nuovi appuntamenti con un focus sulla realtà lavorativa in ambito culturale per le giovani generazioni, attivando progettualità di alternanza scuola-lavoro e analizzando il tema della disoccupazione giovanile”.

E continua: “Abbiamo invitato e continueremo ad invitare i protagonisti dell’arte e della cultura contemporanea per comprendere come l’arte possa contribuire a definire un punto di vista originale sul lavoro”.

Lavorare…ad arte – aggiunge Anna Pironti - è un progetto di politica culturale, non è solo un ciclo di incontri, ma è un work in progress che continuerà a stimolare una riflessione plurima sull’arte e le sue professionalità, non solo da un punto di vista meramente teorico, ma anche pratico in termini di riconoscimento della professione e della sua regolamentazione sociale ed economica.

Noi come Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea promuoviamo e diffondiamo l’arte e la cultura contemporanea, finalizzata alla formazione dei giovani, alla consapevolezza dell’identità professionale e all’ampliamento della rete relazionale, mettendo in pratica la mission istituzionale del Castello di Rivoli.
 
Questo obiettivo è perseguito anche nell’ambito del collettivo ZonArte, progetto sostenuto dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT e nato dalla collaborazione concettuale e operativa tra i Dipartimenti Educazione di Cittadellarte-Fondazione Pistoletto, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Fondazione Merz e PAV – Parco Arte Vivente, a cui il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea aderisce”.
 
Accompagna il programma di Lavorare… ad Arte l’esposizione IDENTITARIO-COMUNITARIO, a cura di Gabriele Boccacini, direttore artistico di Stalker Teatro, in collaborazione con il Polo del 900 e ISMEL e visitabile fino al 29 settembre presso il Salone Espositivo del Polo del 900. Si tratta della presentazione di alcune testimonianze di progetti performativi nati dalla collaborazione tra Stalker Teatro e noti esponenti dell’Arte Povera quali Mario Merz, Piero Gilardi, Michelangelo Pistoletto e Gilberto Zorio, unitamente a fotografie artistiche di Angelo Garoglio e Giorgio Sottile. Uno degli obiettivi della mostra è quello di dar vita al primo archivio multimediale di un’impresa culturale, Stalker Teatro, che negli anni ha condiviso con il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli i progetti Re-Action e Metropolitan Art, creando inedite modalità di relazione con l’arte.

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