A CASA DI LUCIO FONTANA (quasi) cinquant’anni dopo

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  • Pubblicato il: 22/07/2016 - 11:28
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Articolo a cura di: 
Debora Ferrari

Un progetto con 3 mostre in Lombardia e Liguria e l’apertura della casa-atelier ci restituiscno una immagine a tutto tondo del fondatore dello Spazialismo, connettendolo al lavoro di grandi mecenati, come Riccardo Crippa, artista,  grande industriale, fondatore col socio Berger di Caffè Hag
 
 

C’è un evento straordinario che ci riporta l’intimità e la creatività di un grande artista del XX secolo: l’apertura venerdì 22 luglio la Casa-Atelier di Lucio Fontana di Comabbio, da aprte dei nipoti Esposto-Vailati per permettere al pubblico, in occasione  del progetto Nel segno di Fontana, curato da Debora Ferrari-Paola Grappiolo-Luca Traini, di visitare in modo privato una dimora mantenuta con il rispetto e il carattere di chi l’aveva voluta così, Lucio con la moglie Teresita.
 
Lucio Fontana (Santa Fe’, Argentina 1899-Comabbio, Varese 1968), tra i più famosi artisti italiani del XX secolo a livello internazionale, per fama, quotazioni, presenza in collezioni e musei, promotore dello Spazialismo, movimento che ne ha  generati altri e  correnti, su spazio-tempo-materia, anche dopo la sua morte hanno continuato la riflessione per alcuni decenni con grandi nomi. Quando e come è nato il seme di tutto questo cambiamento epocale, capace di lasciare segni ancora oggi? Qual è il senso dell’arte di un grande artista nelle generazioni contemporanee? Soprattutto, in un periodo devastato da due grandi guerre, come poté l’arte farsi strada e dare da vivere ai suoi artefici?
Le risposte a queste domande le dà una mostra singolare, dislocata in tre ambienti espositivi diversi e nella casa di Lucio Fontana a Comabbio. Il progetto ‘Nel segno di Fontana’ è nato un anno fa grazie a una storica collezione privata di opere e disegni di Lucio Fontana e ai lavori di quattro artisti varesini,  tre curatori e tre sedi istituzionali prestigiose e vicine al grande Lucio. Il MuDA Centro Esposizioni di Albissola Marina (Sv) con Nicoletta Negro Assessora alla Cultura del Comune  insieme al Bludiprussia e la Sala Lucio Fontana del Comune di Comabbio con il sindaco Marina Rovelli sono i poli di riferimento dove, fino al 7 agosto, il pubblico potrà scoprire da vicino dinamiche e azioni intime dell’arte di un genio e di artisti contemporanei.
L’arte di Lucio Fontana, così come quella di altri grandi esposti in mostra come Melotti, Birolli, Rogers, non sarebbe potuta essere come la conosciamo senza la figura di amici-mecenati come sono stati Riccardo Crippa a Varese e Tullio d’Albisola ad Albissola Marina.
Nella Sala Lucio Fontana viene corredata la parte espositiva con la figura del mecenate, pittore anche lui, Riccardo Crippa, che intorno a sé aveva amici destinati a diventare importanti nel corso del secolo e che lui sosteneva in amicizia ed economicamente. Crippa è stato un grande industriale, fondatore col socio Berger di Caffè Hag, e per l’industria sacrificò molta sua ispirazione artistica, testimoniata per altro dalla ricca produzione di oli e disegni, esposti in parte a Comabbio.
 
La collezione di disegni di Lucio Fontana (anni ’30 e ’40) è una delle due più importanti al mondo e in questo progetto il pubblico potrà accostarsi alla visione diretta di questi gioielli personali e caratterizzati dal segno ancora figurale inconfondibile dell’autore che avrebbe portato ai suoi famosi Concetti Spaziali. Tutte le opere sono state riconosciute dalla Fondazione Lucio Fontana quando ancora era in vita la moglie Teresita che proprio a Comabbio passava molto del suo tempo. Sempre a Comabbio è stato ricreato il soggiorno di Crippa, esposti insieme 7 disegni anche a colori di Fontana, esposte 20 sue opere a olio raffiguranti i nostri laghi e le Prealpi, disegni suoi e ritratti a lui fatti da Melotti (una scultura inedita), Birolli e Rogers (guache e disegni). Ritratti fatti a Lucio da Gian Barbieri sul libro ce lo riportano con la sua eleganza e col suo sguardo negli ambienti domestici aperti il 22 luglio per la visita guidata, durante un evento speciale con reading letterario e disegno dal vivo. Per raccontare cosa oggi Fontana lascia in eredità ai contemporanei le foto di Roberto Molinari con Arcangioli, D’Ambros, Ranza e Zilio al lavoro in quadri, disegni, pitture, ceramiche, documentano il processo intimo del lavoro di un artista oggi. Stella Ranza è la diretta nipote del mecenate Riccardo Crippa che, cresciuta accanto alle opere di Fontana, ha condiviso coi colleghi l’esperienza, per parlare in questa mostra di valori come l’amicizia e la sinergia in arte. Sempre in Sala Fontana si possono vedere dei video con foto di Molinari che documentano sia Albissola che Varese. A Comabbio infatti trovano spazio le foto del MuDA di Albissola e dei luoghi di Lucio, da Pozzo Garitta alle opere sulla Passeggiata degli Artisti, per dare la possibilità al pubblico lombardo di conoscere le storie liguri.
 
Al MuDA Centro Esposizioni di Albissola trovano posto le foto documentarie della casa di Lucio Fontana di Comabbio, affinchè  il pubblico possa conoscere una realtà appena resa fruibile dai discendenti, insieme alle foto di Molinari degli artisti e a una serie di disegni dell’autore, dodici in tutto, sul tema della mitologia e del mare. Descrizioni e approfondimenti sono collocati dai curatori nelle teche per far comprendere l’intensità dei rapporti tra amici artisti, mecenati, produttori, come nel caso delle fornaci di Tullio d’Albisola, grande amico di Lucio di cui esiste un ricco carteggio.
Sempre ad Albissola al Bludiprussia, galleria del Centro Culturale che vanta una storia ventennale, sono esposte le ceramiche di Stella Ranza e Angelo Zilio in rapporto ad altri 2 disegni di Lucio, e le opere di Samuele Arcangioli e Vittorio D’Ambros, sempre nel segno di Fontana, accanto a foto documentarie di Molinari.
Il catalogo curato da Debora Ferrari, Paola Grappiolo, Luca Traini (edi. TraRari TIPI) offre spunti inediti sulla lettura dell’arte di Fontana, partendo proprio dall’intimità del segno, dal senso del suo esserci oggi, dall’importanza delle relazioni umane un secolo fa e adesso, all’inizio di questo terzo millennio. Questo era il sogno dello Spazialismo,  perché “l'arte è eterna, non può essere immortale. Morrà come materia (…) ma il gesto è eterno” [dal Primo manifesto dello Spazialismo, 1947].
Il progetto è patrocinato dai Comuni di Albissola Marina e Comabbio, dalla Regione Liguria, dalla Provincia di Savona, da TuoMuseo; è inserito nel Festival della Maiolica di Albisola Marina. www.viaggionelsegnodifontana.blogspot.it